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venerdì, aprile 08, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap. 15 par. 4 e ultimo del primo libro

par. 4
e ultimo del primo libro .. 

....

 Davvero delizioso il calore di questo sole che mi scalda la corazza, ne sento l'energia fluirmi addosso fin dentro gli ingranaggi. 

 Ohh sarebbe meraviglioso poter viaggiare alimentata da questa energia, invece che bruciare la benzina che ho nel serbatoio come tutte noi!      L'ho pensato allora, ma ne sono sempre più convinta anche ora che non riesco manco a sperare di muovermi mai più.

 Mi chiedo come mi possa esser venuto nella testata un pensiero del genere. Forse è stato il trovarmi dietro a quel coso buffo così puzzolente. Anche io puzzo un pochino specie quando cammino forte, poco, però un po' sì.    Certo neanche lontanamente simile a quella roba tremendamente maleodorante e unta!      

    Però come sarebbe bello non lasciare alcuna scia, alcuna traccia e potersi muovere senza dover ricorrere alle pompe di bumba ma solo ai caldi e splendenti raggi del sole, no? 

 Ma dove sono andati a ficcarsi quei due? Mica staranno arrampicandosi sui loro piedi fino in cima a quei macigni enormi, quelle montagne immani lassù? Certo che sono ben strani ! 

 Ohh menomale , eccoli che tornano con quei fori mobili che hanno in faccia sotto quelli con cui vedono, le loro bocche insomma, quelle che usano per parlare, mangiare, baciare, cantare e chissà che altro, si comunicano la loro gioia a suoni, agitando le appendici superiori con cui fanno praticamente tutto quello che io non riesco a fare.

 Sono proprio carini, anzi hanno una loro bellezza che li distingue rispetto a molti altri bipedi, sento che gli voglio un gran bene, perché mi amano e hanno rispetto di me, anche se siamo fatti in modo così strano e differente, un po' come lo sono io da tutte le mie sorelle auto.    Li porterò con me dovunque vorranno andare e vivremo ancora tante avventure assieme, l'ho  sentito allora con emozione impensabile.     E così è stato.   Perché ci vogliamo bene, e non dimentico, non posso e non voglio dimenticarli.

 Anche se sono diversi tra loro, i miei padroni si assomigliano, come tutti i bipedi, del resto: ma se la forma è simile cambiano i particolari, per cui a guardarli appaiono molto differenti. Anche se LORO li avevo visti ormai tante volte, non avevo mai avuto ancora tempo di osservarli per bene da distante, per cercare di capire capire come son fatti: o vanno di corsa o stanno seduti dentro di me.     Quella volta ho potuto finalmente guardarmeli meglio, non troppo vicini e neanche troppo lontani e quasi fermi nello stesso posto girandosi attorno l'uno con l'altro sui loro buffi piedi.

 Ed ecco che per la prima volta noto che anche da fermi non smettono un attimo di agitarsi, dalla testa ai piedi, le teste, come chiamano la parte in cima, le scuotono facendo ondeggiare le pellicce che hanno sopra, e intanto muovono non solo tutti i buchi e le protuberanze che hanno in faccia, perché parlano, ma anche le appendici superiori che chiamano braccia.

 Guardandoli provo a farmene una specie di mappa per capire meglio come sono fatti, che forma hanno e noto che hanno una forma allungata in verticale diversamente da me e non è una forma unica ma è composta di varie parti: una centrale e varie appendici diverse che sporgono da quella.

 In basso  per muoversi e stare ritti non hanno ruote ma due piedi, due lunghe protuberanze sottili che loro chiamano gambe, su cui possono stare fermi in equilibrio ma anche spostarsi praticamente su qualunque terreno e persino in acqua, e possono ripiegarli per sedersi, per esempio dentro di me, o dovunque vogliano farlo.

 Le gambe sono attaccate a una specie di fagotto oblungo, il corpo, da cui sporgono in alto ai lati altre due lunghe appendici mobili, anch'esse fatte di appendici pieghevoli, le braccia: gli servono per fare un sacco di cose ma non per camminare. 

  Infine in cima al corpo proprio in mezzo e attaccata con un corto gambo che le consente di muoversi in su, in giù e girarsi quasi completamente, c'è la testa, rotonda come un palloncino, ma infinitamente più complicata, anche da descrivere.   Intanto ha un dietro e un davanti che son diversi perché il dietro è ricoperto quasi sempre di una specie di pelliccia fatta di fili sottili, di colori e consistenza diversi da bipede e bipede, che loro chiamano capelli, e basta.   Il davanti (loro lo chiamano faccia) invece  è liscio, quasi sempre senza capelli, con due fori in alto, che loro possono aprire e chiudere a volontà, in cui sono i loro occhi per vedere; al centro una sporgenza che chiamano naso, per distinguere gli odori, e sotto il foro più grande e mobile, che chiamano bocca e la usano per parlare, mangiare e fare tante altre cose incredibili.

 Alcuni intorno alla bocca o solo sotto il naso hanno pure un piccolo cespuglio di peli colorati, e spesso davanti agli occhi, forse per vedere meglio o per ripararseli, portano dei dischi trasparenti o colorati, che chiamano occhiali. Ai lati della faccia hanno poi due alette che gli servono per ascoltare i suoni e le chiamano orecchie.

 Ci sono molte particolarità nel loro corpo, ma per i bipedi pare ce ne sia una d'importanza fondamentale per distinguersi tutti in due categorie e la chiamano sesso. Infatti dove le gambe si attaccano al corpo alcuni hanno una specie di protuberanza, altri invece una specie di incavo.   Per i loro rapporti reciproci sembra sia molto importante stabilire chi ha una protuberanza - li chiamano maschi - o ha un incavo - li chiamano femmine.

 Però questa parte, il sesso cioè, non è immediatamente visibile perché i bipedi hanno la mania, assolutamente illogica e incomprensibile, di ricoprirsi il corpo, sesso compreso qualunque sia, con metri di stoffe colorate in varie fogge, che chiamano vestiti.    Il che comporta spesso nella vita  quotidiana situazioni poco pratiche ed equivoci e discussioni a non finire tra loro, ma che comunque hanno una importanza preminente nella loro esistenza e nei loro rapporti reciproci.

  Francamente oltre questa storia del sesso, che non si vede, che non si deve vedere, ma che non riesco a capire perché sia così importante, non sono granché differenti l'uno dall'altro, colori a parte: da quel che ho visto quasi tutti  bipedi sono così e LORO pure.

 Noi auto non abbiamo niente di simile a sesso e cose simili, neanche le altre macchine che si muovono e corrono come me su ruote, da quelle più piccole a quelle più grandi, e neppure quelle che galleggiano sull'acqua, le navi, tantomeno gli aeroplani, che volano.

 Così i miei bipedi, LORO sono simili a tutti gli altri bipedi che vedo in giro: LUI è solamente un po' più grande e ha fili corti dietro la testa  e un po' di pelliccia colorata sulla faccia, LEI invece ha tanti lunghissimi fili chiari sulla testa che porta arrotolati in cima, forse per non inciamparci: tutto qui. 

 Mentre li osservo da lontano intenti a guardare le montagne immense intorno e ad agitare le braccia qua e là mi chiedo perché mi guidi quasi sempre LUI.     Forse a LEI non piace? Mi ha guidato solo pochissime volte e LUI non c'era.    Ma non se la cavava poi tanto male.

 Boh, probabilmente le piace andare nei posti lontani dentro di me, ma preferisce che guidi LUI in giro per il mondo quando sono assieme. Che strano.   LUI si muove sempre per la città o altrove con me, LEI invece è evidente che preferisce di gran lunga andare sui suoi piedi, chissà perché.     Questa è una differenza, tra loro, come la voce, l'altezza, i capelli, i colori, il sesso.     E gli occhi, perché LUI ci porta sempre davanti sopra il naso grandi occhiali, azzurri o grigi o marroncini, se no non vede niente, lo dice sempre.   LEI no, vede benissimo anche se i suoi occhi sono scuri, per niente trasparenti e luminosi come i miei, ma vede anche quello che io non riuscirei mai a vedere, però le piace metterci davanti dei grandi occhiali colorati dei più vari colori.

 Tra LORO sono di sicuro amici, stanno quasi sempre insieme, nella casa, nei viaggi, e stanno con altri bipedi amici, che cambiano spesso. Ma sono amici speciali evidentemente, il mio LUI e la mia LEI, perché coi loro buffi corpi si stropicciano assieme, con le braccia intrecciate e le teste appiccicate a confondersi. E sono ancora più buffi quando fanno così proprio dentro di me!! Mi fanno agitare tutta pure se sto ben ferma sopra le mie quattro ruote e col freno tirato. E poi invece di parlare normalmente sussurrano, con brontolii e suoni che non capisco, forse per non farmi sentire cosa si dicono, ma tanto non credo che li capirei.     Non fanno così solo tra di loro, è capitato che fanno la stessa cosa sia LUI con qualche altro bipede amico, come il moro riccioluto per esempio, o LEI per esempio con la sua amica inglese che poi inglese non è: in ogni caso il risultato è sempre quello.

 In ogni caso fin dal primo momento che mi è capitato di trovarmici ho sempre considerato il tutto assai comico e se avessi mai potuto ridere certo mi sarei sganasciata dalle risate!    Ma quello che mi intriga di più è il fatto che siano così convinti e contenti di farlo, che quando ci si mettono sembra proprio non vogliano mai smettere, evidentemente gli piace troppo e più gli piace, più si agitano.

  Così mi son ritrovata spesso a saltellare sulle mie quattro ruote con gli ammortizzatori impegnati a tempo pieno, manco stessi disputando il camel-trophy da ferma. E l'incredibile è che poi quando smettono, mentre a me mi tocca analizzare se ho tutto a posto, riprendono a chiacchierare e a fare quel che fanno di solito  come se non fosse successo niente.

 Secondo quel che gli  ho più volte sentito dire, tutto questo è sesso con annessi e connessi, ma continua a sfuggirmi che cosa significhi realmente per LORO, divertimento e agitazione a parte.

 Davvero particolari in questo, i bipedi, e davvero incredibilmente spassosi e interessanti, per me!  

 Mi rendo comunque conto che quel che vedo però è solo l'esterno di LORO.  Quel che c'è dentro non è visibile, e non deve esserlo, è molto pericoloso che diventi visibile, e anche in questo siamo assolutamente differenti.        Per quel che riguarda me, basta aprire i cofani, svitare qualche bullone, smontare i vari pezzi di cui son fatta ed è possibile non solo vedermi dentro senza alcun pericolo, ma addirittura accedere al mio interno in ogni minima parte: cosa utilissima per aggiustarmi se mi rompo un po'.     Se poi ho qualche guasto, il pezzo rotto si può togliere, sostituire facilmente con un pezzo nuovo, e funziono come prima, anzi meglio.    Persino il mio cuore, cioè il motore, può essere facilmente aperto, messo in vista in ogni dettaglio, smontato del tutto o in parte e rimontato com'era, e poi funziono di nuovo, come prima, anzi talvolta meglio.

 Per i bipedi non è affatto così semplice, non sono smontabili e se si rompono qualcosa dentro, anche una sola delle loro parti, è veramente difficile vedere cosa c'è di rotto e ancor più aggiustarla.

 Sono consapevole da sempre che è per questo che devo fare del mio meglio per proteggerli mentre sono dentro di me.     Io sono molto più resistente, con il mio guscio duro e la caratteristica di poter essere aggiustata facilmente!    Il mio guscio è rigido molto più del loro, la loro pelle è elastica ma gli si può rompere o bucare molto, troppo facilmente.     LORO come tutti i bipedi sono esseri morbidi, pieni di cose che non si vedono, ma fondamentali per la loro esistenza, probabilmente anche per la mia, il che li rende estremamente complessi, differenti l'uno dall'altro anche se apparentemente simili, e insieme fragili.

E non soltanto i bipedi sono così, ci sono molti altri esseri pure diversi da loro ma con caratteristiche assai simili, cioè sono morbidi, fragili, si rompono facilmente ed è infinitamente difficile, talvolta impossibile, aggiustarli.    Se si rompono, come è successo con gattonero, il mio adorabile amico morbido e fragile come loro, è difficile, talvolta impossibile che si possano aggiustare: allora smettono di muoversi da soli per sempre, e scompaiono, di lui e di altri come lui che hanno avuto vicende simili non so più che ne sia successo.

Probabilmente è quel che sta succedendo anche a me, immobilizzata, arrugginita e distrutta in gran parte, in attesa qui.

 Di cosa?

 Eppure continuo ancora a sperare in fondo al mio motore che arrivi un omino blu, a ripulirmi, mi accarezzi con i suoi attrezzi, sviti e smonti quel che è inservibile e lo sostituisca con pezzi buoni, mi aggiusti insomma quel che c'è da aggiustare, compreso il mio serbatoio desolatamente vuoto e sfondato, lo riempia di bumba buona e poi rimetta in movimento il mio cuore.    Perché sono sicura che potrei esser capace di portare ancora a passeggio qualcuno dentro di me, proteggerlo, renderlo felice per un po', rendermi utile insomma.

 Sogno...

 Sogno di essere ancora ad arrampicarmi in cima alle montagne, a correre per valli e pianure in chilometro dietro l'altro, ogni chilometro diverso dall'altro, lucida, scintillante scattante e vivace, portando LORO che si amano, portandoli dentro di me, amandoli anche se non so cos'è l'amore, anche se non saprei neanche dirglielo, anche se sono così strani, anche se siamo così differenti.

 Sogno di portarli veloce lontano dal pericolo e dalle botte, salvarli come è già successo.  Sogno di portarli per paesi lontani dove si parlano lingue incomprensibili a conoscere bipedi di tutti i generi. Sogno di trasportare le loro emozioni per viverle assieme a LORO.

   Sogno e ricordo ed è l'unica cosa ancora viva di me.


 Sono troppo rotta ormai e da troppo tempo: neanche fin qui sono riuscita ad arrivare sulle mie ruote.    In questo posto, legata come un salame, ballonzolante, cigolante e impotente, mi ci ha portata una macchinona simile a un camion con un grosso becco dietro a cui sono stata appesa, e poi giù, in mezzo a tanti altri rottami.    Inerte, immobile, inutile, prigioniera della mia stessa povera carcassa di guscio, martoriata e distrutta.

 Nessuno verrà mai più ad aggiustarmi.

 Perciò mentre sto qui da quanto non so più, mentre l'erbaccia mi abbraccia e mi soffoca, cresce e fiorisce e si secca, e rinasce e ricresce e rifiorisce sempre più invadente intorno e dentro di me, io so ancora ricordare, e nel ricordo il sogno è realtà: io mi ritrovo ad essere ancora con LORO, nelle strade del mondo, docile e forte, vivace e avventurosa, bella e viva.

 Ohh me ne hanno fatto scalare di montagne, in vacanza, ho visto mari verdi e azzurri e viola, e percorso strade impervie per ubriacarci assieme di altezze e panorami mozzafiato, e di verdi in tutte le possibili gradazioni, oscuri di boschi e luminosi di prati, e tornanti, torrenti e torrentelli e laghetti di tutti i colori, prima di ritrovarmi qua.

 E ancor più bello partecipare alla loro vita cittadina così complicata tra lavoro e scuola, studio e università, amici e amori, e quella cosa che ancora non sono riuscita a capire bene cosa sia e a che serva, la politica e pure il sindacato.

 Come le vicende in cui erano stati coinvolti prima di partire e che hanno poi avuto seguito in quanto avvenne subito dopo il giro delle montagne.

 Ma per ora mi faccio un sonnellino e a questi avvenimenti ci penserò domani.




 FINE della prima parte delle avventure di CAROLINA 


mercoledì, aprile 06, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap.15 par. 3

 par.3
  In cui scopro anche l'emozione di amare ed essere amati persino tra diversi come bipedi e auto e comincio ad avere una idea di cosa sia il sesso e le sue implicazioni nella vita bipede.



..... 

LEI è seccata e dà sfogo nel suo linguaggio più vivace e colorito a tutta la sua indignazione.

 "Ehhhh, cara mia! Quelli sono tedeschi e son venuti fin qui dal cuore della grande Germania Federale! Chissà come avranno fatto con quel rudere! Non lo vedi? E' uno di quei furgoncini WolksWagen vecchi bacucchi che loro si attrezzano per dormirci pure dentro. - ridacchia  LUI - Molto beat, direi!"

"Ah, sì, hai ragione! Guarda la targa, mi sa che è della zona di Amburgo. Beh, certo è un modo divertente - e parecchio avventuroso - per viaggiare con poca spesa un po' come portarsi appresso una specie di casetta con quel che ti serve. Così ti puoi fermare dove ti pare e andare dove ti aggrada!"

"Più che altro andare dove gli pare al furgone e risparmiarsi l'albergo! Però non è mica male, come idea."

"Chissà che diavolo ci hanno caricato dentro, lo credo che va così piano!   E quel motore che ha penso sia un'incognita perenne, se non li lascia per strada è un miracolo. Te lo dico io, quelli si sono arrangiati quel coso, con un motore che avrà minimo quindici anni, rabberciato alla meglio per camminare, che consuma l'iradiddio, e più di olio che di benzina, a giudicare dalla puzza!
 Per le pianure del centro-Europa forse poteva andare passabilmente, ma portare quel coso qui su queste montagne significa proprio voler rimanere a piedi con certezza!  Non ce la fa, non ce la può fare!"

 Infatti quel coso che somiglia a un grosso fagotto a ruote sbuffa e geme sempre più da far pietà, ansimando faticosamente - e puzzolentemente -  su per la strada impervia. Spero con tutto il cuore che non mi si fermi di botto davanti in panne in mezzo alla strada o non mi venga magari addosso scivolando all'indietro.
 
Lei intanto si guarda attorno attentamente, poi esclama:   -  "Senti, se c'è uno slargo da qualche parte, preferibilmente la nostra, fermiamoci.  Tanto mica ci corre dietro nessuno, siamo in gita, no?  A superare quel rottame non ci si riesce , anche se va pianissimo su questa strada è troppo pericoloso.  E poi puzza in modo insopportabile!    L'aria fina che c'è qui dobbiamo riuscire a godercela, ci siamo venuti apposta!     Mica possiamo lasciarci asfissiare da quell'affare. - e insiste decisa -   Non so proprio come fai tu che sei tanto sofistico sulle puzze a sopportarla così tranquillo, a me mi sta facendo venire mal di testa!    Siamo venuti fin qua per respirare aria pura dopo tutto l'inquinamento della città e ora proprio qui ci dobbiamo avvelenare, solo per stare dietro a quella cosa?   Mi sembra folle!" 

La bacerei se potessi, ha espresso così chiaramente il mio pensiero!
 Cerco di sostenere la sua proposta tossicchiando per parte mia un pochino, ma appena un attimino.

 Chissà se LUI si convince? Mi sa difficile, secondo me LUI invece sta piuttosto studiando già da un po' il modo di superare il coso senza danni, e poi ho già notato che non gradisce darsi per vinto di fronte a qualcosa che lo ostacola in qualche modo. Ma i prati intorno sono sempre più ripidi, cosparsi di rocce, la strada è stretta e non vedo slarghi di sorta.
 Sto già per rassegnarmi a tirare avanti a lumaca appresso al furgone che all'improvviso quello si infila in uno sterrato appena fuori l'asfalto esalando un'enorme nuvola nerastra dal didietro.
 Che si sia finalmente accorto che queste pendenze possono decretare la sua totale rovina?   Menomale, quelli che ci stanno dentro dimostrano finalmente che non possono essere del tutto idioti.
 Li supero accelerando e sbuffando via dal naso i residui della loro nuvola mefitica, evviva, si respira di nuovo!
 E voilà eccoci in cima, al passo, anzi.
 I roccioni ci guardano incombenti dall'alto mentre affronto allegramente l'ultima salita e arrivo alla casetta, che poi non è così piccola come sembrava da sotto: sorge graziosamente in un angolo di un grande piazzale quasi piatto - incredibile - proprio dove la via smette di salire per cominciare a scendere, appena un po' però. C'è spazio sovrabbondante per me, le auto sono poche.

"Poveracci quei tedeschi, erano quasi arrivati! Che si siano resi conto che la macchina non ce la faceva più? "

-  "Secondo me no - commenta LUI - se ho capito i tipi hanno preferito fermarsi per farsi una bella passeggiata verticale a piedi nei dintorni, oppure hanno deciso di accamparsi lì, a distanza dal rifugio, per stare più tranquilli. Sai, non è che si possono accampare qui nel parcheggio, mica li lasciano fare, non è proprio permesso. Qui sono molto attenti a impedire il campeggio libero: ci si può fermare a campeggiare solo negli spazi appositi, ben organizzati." 

-  "Vorresti dire che si sono fermati lì perché così pensano di riuscire a passare inosservati?- esilarata e incredula -    Con quella puzza orrenda e quel catorcio che sembra debba sfasciarsi da un momento all'altro?    Non ci credo, non posso crederci!

"In ogni caso ci è andata bene; spero di non ritrovarmeli davanti.   Anche il resto della strada non è mica piatta, abbiamo ancora un paio di passi almeno da superare!"

 La notizia non mi rallegra troppo, però visto come mi è andata già, mi sento abbastanza capace di affrontarne altri, dopotutto me ne sono divorati già un paio a quanto sembra e questo forse è il terzo, ma non so contare ancora bene.

 Richiudono il tettuccio e le porte, scendono a gironzolare, si allontanano: LEI saltella felice nell'aria fresca anzi fredda, il sole è caldissimo, però; LUI continua a dirle cose mentre si avventurano assieme su per un grande prato quasi verticale che ho di fronte steso sotto le rocce enormi tutte colorate e scintillanti.
 Per parte mia tento qualche comunicazione con le sorelle ferme lì attorno ma quelle manco mi rispondono o dormono o non parlano come me. Peccato. Rimango a crogiolarmi al sole col venticello che mi solletica gli ingranaggi bollenti; il cielo è azzurro carico, punteggiato di nuvolette bianche che mi sembra quasi mi sfiorino, a tratti.  .....


                                 ( continua  l'8 aprile 2022)


sabato, aprile 02, 2022

CAROLINA auto-biografia cap. 15 In cui scopro il furore dei temporali di montagna e la grandine e molto altro

 par.1
Tuoni fulmini e saette...


***

 Accelero, corriamo svelti indietro su per dove siamo venuti. La valle si è oscurata di nubi sempre più nere, pesanti e minacciose, le montagne ai lati sono quasi invisibili, piove già perciò agito i miei tergicristalli per spazzare via le gocce sempre più grandi e veloci dal parabrezza, ma il mio tettuccio è investito da ondate d'acqua sempre più forti e pesanti.

 Si è fatto intorno un crepuscolo strano, metallico, illuminato a tratti da lampi giganteschi, che si avvicinano con fragore incredibile. Ormai sguazzo con le mie ruote nell'acqua che ha trasformato la strada in un fiume, mentre il fiume vero accanto si è gonfiato, schiumeggia e ribolle furiosamente, quasi mi scendesse incontro minaccioso. Persino gli innocui torrentelli che ho attraversato all'andata ora piombano giù dai monti intorno come se fossero niagara, i ponti reggeranno?

 LORO sono ammutoliti, LUI concentrato nel guidarmi in quel caos liquido, LEi stupita e ammirata guarda lo spettacolo immane intorno. Un improvviso vento fortissimo e gelido ci investe a raffiche, così potente da spostarmi quasi, sento le mie ruote perdere presa sull'asfalto viscido, sono quasi accecata dalle secchiate d'acqua che mi piombano addosso ovunque.

 Mi sento terribilmente piccola e fragile.     E poi non so nuotare, io !      Speriamo che tutta quest'acqua non mi finisca per entrare nel motore, se no son fregata, non riuscirei più ad andare avanti!

 Infatti ecco, malgrado sia tutta ben chiusa, un po' di pioggia è riuscita a penetrare dalla capote, gocciola fin dentro.

-  "Ehi ! Qui entra acqua!!! Mi gocciola in testa! "

-  "Acciderba, - fa LEI ridacchiando - pure a me! Prima a te che sei più alto, eh !"

"C'è poco da ridere - LUI è seccatissimo- se continua così rischiamo di ritrovarci a nuotare..."

 Ormai attorno non si riesce a vedere praticamente più nulla, quasi neanche se la strada c'è ancora: i miei fari illuminano solo un muro compatto di pioggia che vien giù sempre più violenta. Le case e tutto il resto sono scomparsi e non c'è neanche qualcosa che possa lontanamente offrirci un riparo. Gli alberi alti e piumosi, le intere foreste sono diventate invisibili, come inghiottite dall'uragano, quando all'improvviso eccone una nuova: assieme all'acqua mi si scarica addosso una gragnuola di sassolini ghiacciati, viscidi, durissimi che mi colpiscono  con violenza, mi rimbalzano addosso e ovunque.

 Ohi ohi, ma questa è roba pericolosa!    Accidenti, potrebbe sfondarmi il guscio ovunque, distruggermelo, oh povera me !!

"Ci mancava la grandine!" 

"Guarda che roba, chicchi grossi come noci! Mica sfonderanno la capote? - fa LEI finalmente preoccupata.

Che dici, questa grandine così può pure abbozzarci la carrozzeria!"

 Continuiamo coraggiosamente ad andare. Alla luce accecante dell'ennesimo lampo si intravede per un attimo una specie di tettoia, grande da poter ripararsi. Ci buttiamo lì sotto, ci fermiamo sconvolti, tremanti e inzuppati da cima a fondo,  almeno io. Non è una gran protezione, solo un rifugio di fortuna, un tetto solido contro la furia degli elementi scatenati.

 Riprendo fiato.

 Nessuno osa muoversi, tantomeno uscire, non riuscirebbero nemmeno ad aprire una porta, il vento che ci investe è così forte da scuotermi tutta come un fuscello, anche se sono bloccata sulle ruote e col freno tirato. E poi, malgrado questo riparo provvidenziale, l'acqua mi turbina ancora addosso, ma almeno la grandine di sassate gelide non mi piomba più sopra.

" Uffa!  Mi continua a piovere nella schiena.    Che dici, alziamo il tettuccio un po' per far scolare via l'acqua?" 

-  "Ma che sei matta? Ne entrerebbe il triplo tutta assieme a valanga!  E poi mica lo so se ce la faccio a richiuderlo con questo vento contrario così forte!"

"Dai, su, proviamo !   In due ci riusciamo di sicuro a richiuderlo !  E poi tanto siamo già bagnati!"

"Bagnati sì ma non annegati, ancora!   No, no, non se ne parla proprio.  Invece ce ne stiamo qui buoni buoni ad aspettare che la bufera si calmi un po'!     Prima o poi ha da finire, eh!"

La notizia mi consola un po', ma mica tanto, e neanche LEI, che aggiunge impaziente: -  "Ma per quanto andrà avanti ancora 'sta roba ?     Comincio a sentire freddo; mica dovremo stare qui tutta la notte!   Va bene che più violento è il temporale prima finisce, ma qui mi pare che non accenni neanche a  smettere; - preoccupata - almeno smettesse la grandine e questo vento tremendo!  - e aggiunge delusa - Almeno un pochettino..."

Invece quasi a prenderci in giro i tuoni sono sempre più forti e vicini e i lampi disegnano ragnatele improvvise e abbaglianti.

BOOOBOOOOUMMM! Acciderba, è proprio qua!

 BODOBOBBOOBOOOUMMMMM! Mi scuote tutta come un fuscello.

-  "Uno..- fa LUI - è caduto a meno di un chilometro. Mi sa che sta allontanandosi."

"Qui comincia far freddo, sai?  - LEI si gira e afferra i golf dal sedile dietro - Forse è meglio metterci qualcosa addosso!"      Poi comincia ad agitarsi per infilarci le braccia.

-  "Ma dai, per me no, sto benissimo così. Anzi è proprio piacevole dopo il caldo che c'era a LIENZ. Vieni qua, se hai freddo, che ti scaldo io !"

 LEI ride, ma gli si strige addosso con tutto il golf e LUI l'abbraccia. Continuano a guardarsi attorno così stretti e zitti mentre intorno l'uragano continua a infuriare, e io mi sento orgogliosa e felice di proteggerli.     Ho i fari spenti, ma tanto servirebbero a ben poco; con questa tempesta orribile non possiamo proprio neanche provare a muoverci.    Sento l'acqua sul mio didietro evaporare dal mio motore bollente che si raffredda ticchettando.

  Altro fulmine mostruoso.

-  "Uno, due... - BODOROROOOOOMMMMMM! - Due chilometri, evviva. Sta allontanandosi !" - esulta LUI

"Speriamo..." - fa LEI con aria sfiduciata.

 Lo spero proprio anche io, ma il vento è ancora forte e malgrado la tettoia  mi ripari un po' sopra mi butta addosso la pioggia che continua a cadere a fiumi.

 Oh come vorrei ritrovarmi in un posto asciutto, magari anche chiuso ai lati oltre che sopra! 

-  "Povera Carolina, - dice LEI affettuosamente - doverci portare attraverso un uragano così!"

   Sono sorpresa: sembra proprio che senta quel che sto provando, caspita!

"Ma è fatta anche per questo, no - ribatte LUI pratico - Se si bagna poi si asciuga quando smette, perché prima o poi smetterà di sicuro!    E vedrai, alla fine sarà tutta bella pulita!" 

-  "Beh non sarebbe certo un danno, era diventata grigia, tra polvere e fango ! Tu non la lavi mai. E sembrerà nuova, come effettivamente è!" 

"IO spero piuttosto che la grandine non abbia danneggiato la carrozzeria. Non avevo mai visto chicchi di grandine di quelle dimensioni, e con tanta violenza, poi!"

 Mi sembra intanto che il muro d'acqua stia diradandosi e il vento soffi un po' meno forte, ma forse è solo una mia impressione un altro fulmine enorme, abbagliante e tutto ramificato ci illumina a giorno in un istante.

-  "Uno, due, tre, quattro - stavolta conta LEI, BROUMMMBOOOBROMMMMBUUUUM - è ormai a quattro chilometri da qua evviva, si allontana davvero!!!"

"Però non ci muoviamo di qua finché la pioggia non diminuisce ancora, così siamo sicuri che non torna indietro. - decide LUI -   Oltretutto col gran macello che ha fatto fino adesso chissà in che condizioni è la strada!"

-  "Sì, sì - fa LEI ridacchiando - stiamo così bene qui a pomiciare con l'acqua che ci gocciola nel collo! Certo che qua siamo tranquilli, non ci può vedere nessuno. Non è che 'sto posto sia particolarmente romantico, ma almeno un po' siamo protetti!"

 Sono assolutamente concorde, me la sono vista troppo brutta prima di riuscire a buttarmi là sotto, non me la sento proprio di ritrovarmi nella stessa situazione una volta fuori.

 LEI continua tra sé:    -  "Però peccato che non abbiamo nemmeno un po' di musica per distrarci le orecchie da tutto questo baccano! Abbiamo lasciato a casa il mangianastri, però possiamo sempre cantare un po'! "

 Comincia a canterellare una canzone noiosetta che le piace tanto, l'ho già sentita, LUI le va appresso stonacchiando qua e là come al solito, poi comincia a strillare a voce spiegata qualcosa di più vivace stonando ancora peggio; LEI tenta di seguirlo alzando la voce pure lei, ma a un certo punto rinuncia, si zittisce e si tappa le orecchie allontanandosi dal suo abbraccio, si imbroncia mentre LUI prosegue impavido a ululare incurante pure dei tuoni e battendo il tempo sul volante....




                             (continua il 4 aprile 2022)


mercoledì, marzo 30, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap. 14 par. 4

 par. 4


....

   Caspita, che LEI abbia capacità di premonizione? Manco a farlo apposta eccoci con la via sbarrata ad aspettare in coda pazientemente che le sbarre si alzino.      Ovvero fare a gara di corsa col treno è stata solo una mia pia illusione, quello comunque passa prima di me, bello rosso e scattante. 

- " E' una mia impressione o qui tutti hanno la mania del rosso e dell'arancione ?   Ho visto un sacco di auto rosse, e poi trattori, camion e camioncini e anche i treni !   E se non sono rossi sono arancione brillante, il colore più chiaro che ho visto è un giallo che sembra faccia luce !!! "

- " Hai ragione, è proprio vero, ma non è solo per una scelta estetica! - sorride - Immagina, qui d'inverno è tutto bianco e grigio, per la neve, sai, e c'è pure la nebbia, le nuvole hai visto come scendono in basso..."

- "  Così colorati sono più visibili anche in condizioni metereologiche orrende! Ma sono carinissimi anche d'estate, però.     Certo che qui con la neve dappertutto deve sembrare proprio un paesaggio da fiaba!     Chissà che spettacolo ! "

- " Oh, penso di sì, ma non l'ho mai visto. Non siamo mai venuti in inverno. Chissà perché, eppure ai miei piaceva sciare, si sono conosciuti proprio in montagna!   A me non hanno mai insegnato, chissà perché, infatti non solo non so farlo, ma neanche mi è mai interessato!   Poi con la neve qui è tutto molto più complicato, a cominciare dallo spostarsi, fa un freddo tremendo, sai, si alza la temperatura solo quando nevica..."

- " Beh, non so sciare neanche io, ci ho provato qualche anno fa al Terminillo, ma è stata un'esperienza che non mi è piaciuta proprio! Forse perché lì non c'è tanta neve come si deve, e poi è una sfacchinata assurda già andare e tornare nello stesso giorno da Roma !    Avevo rimediato  a noleggio un paio di sci che erano proprio due pezzi di legno, pesanti come macigni a portarseli su in spalla per poi scivolarci giù, e neanche scivolavano !!   Un vero strazio. "

- "Davvero ? Io non mai neanche provato!  Si andava in montagna solo d'estate, i miei erano dei fanatici montanari, da giovani andavano pure a sciare, te l'ho detto. Anzi mia madre era la più accanita, si arrampicava pure, in un'epoca in cui le donne non lo facevano di solito. Io invece la neve l'ho conosciuta da vicino solo a L'Aquila, quando ero piccolo e ci abitavamo dopo la guerra. Mi avevano pure regalato uno slittino, forse esiste ancora nascosto da qualche parte nella cantina di mamma, ma non credo di averlo mai usato..."

  - " Ma dai ! Io non ho mai avuto uno slittino, ma ho provato una volta con uno in prestito: è molto divertente, molto più divertente di sicuro degli sci ! - ride - Devi recuperarlo assolutamente, se no tua madre prima o poi lo butta via.   Lei butta sempre via tutto quello che considera superfluo, e a Roma lo è di certo !"

LUI ci riflette.

- " Hai ragione, deve essere divertente slittare... Ma come si fa a venire d'inverno? Qui è lontano, ma le montagne vicine non sono vere montagne e ci nevica poco..."

- " Oh, hai proprio ragione, Queste montagne qui sono davvero degne di questo nome! Sarebbe bello, ma dove troviamo il tempo per venire fin qui?    Io di vacanze ne ho poche, potremmo solo a Natale, ma mi sa che è carissimo ovunque in quel periodo !   E pure tu hai l'Università...  Però  dev'essere meraviglioso!"

 - Beh, possiamo pensarci - fa LUI dubbioso - ma non è che mi attiri molto, credimi, però..."

 Però intanto siamo arrivati a una vera città, si vede dalle case una attaccata all'altra, più grandi, di pietra grigia, e dal traffico, che è lento. Entriamo  e cominciamo a gironzolare per le stradine strette tra le case, osservando tutto, ma c'è un'atmosfera strana, diversa da quella che mi aspettavo: non è tutto lindo e colorato come da dove siamo venuti, le strade chiuse tra muri alti e case, le finestre piccole, c'è ovunque un'aria un po'pesante e fumosa, un po' umida e appiccicosa, la gente in giro non sorride, va svelta sui suoi piedi senza fermarsi e senza badare a nessuno.

 Che diavolo siamo venuti a fare qui? Cosa c'è di interessante? Sono perplessa. Anche le botteghe a cui passiamo accanto hanno un'aria poco attraente, sembrano impolverate di grigio e pure gli oggetti nelle vetrine.

- " Che atmosfera di povertà che c'è in giro... - osserva LEI - C'è proprio un grande contrasto con su da noi !   Sarebbe grazioso, se non fosse per questo senso di abbandono che si vede ovunque.   Guarda come sono rovinati quegli intonaci e i fregi, sono quasi scomparsi.    Che strano spettacolo."

- " Sembra quasi che la guerra sia finita l'altro ieri, vero ? C'è davvero un'aria di abbandono e di tristezza..."

- " Forse sono troppo poveri, aggiustare le case costa. Però è triste vederle così: quel palazzetto sarebbe bellissimo con i suoi fregi in ordine e una bella mano di tinta, qualche fiore alle finestre... e guarda quell'altro lì avanti, sembra che stia per crollare da un momento all'altro... Che peccato! "

- " Sai, qui la seconda guerra mondiale ha lasciato tracce molto profonde, come dappertutto del resto in Europa, non solo negli edifici, anche nelle persone. Poi questa è la prima città austriaca dopo la frontiera italiana, anche quella stabilita solo meno di trent'anni prima, e che anni, da un altro conflitto sanguinoso e terribile.     Guarda là, quella grande area distrutta: sono ben visibili gli effetti dei bombardamenti anche se son passati più di trent'anni.    Sembra che si siano appena limitati a togliere quel che era crollato, ma è rimasta così, abbandonata, vuota, a un passo dal centro della città."

- " Eppure si vede bene che la città è antica, ma la parte antica non si riesce a vedere! Dai, non posso credere che sia tutta distrutta, andiamo a cercarla!    E pure 'sti famosi negozi, voglio proprio vederli! "

 Siamo arrivati in una piazza, circondata da edifici con arcate sotto da un lato e facciate dall'altra con botteghe che appaiono qua e là. Mi lasciano in un angolo e partono in esplorazione, spariscono tra le arcate e mi ritrovo sola, allineata  per bene lungo un piccolissimo marciapiede tra altre auto e con una gran vetrina poco illuminata accanto.

 Osservo meglio i bipedi in circolazione e non posso non notare che molti di quelli femmina hanno abiti diversi da quelli che sono abituata a vedere - e si che ne ho visti già di tutti i tipi - tutti però di foggia molto simile: gonne lunghe e sbuffanti e colorate, un pezzo di stoffa di colore contrastante annodato dietro la vita che ondeggia davanti, si muovono al ritmo dei piedi veloci che appaiono sotto. Dev'essere una caratteristica  di questo posto, anche la vetrina accanto a me mostra appesi abiti come quelli, tutti uguali salvo i colori e qualche piccolo particolare.    Sono graziosi, anche se molto diversi da quelli che porta LEI che ha sempre quasi tutte le sue gambe ben visibili. 

 Insomma abiti diversi, stato diverso, gente diversa, lingua diversa.



Però che rabbia, i suoni che sento mentre i bipedi locali mi passano accanto proprio sono incomprensibili, anche se sono simili a quelli che sento lassù. Che peccato non riuscire a capirli, così non riesco proprio a imparare niente di nuovo e intanto LORO sono spariti chissà dove!

 Mi appisolo cullata dai rumori attorno mentre la luce cala e il cielo si riempie di nuvole. A un tratto sobbalzo, sono saltati dentro di sorpresa ridacchiando tra loro da dietro di me, ma eccomi pronta, ripartiamo mentre LORO chiacchierano. 

- " Abbiamo mangiato bene e speso niente ! " - esclama LUI giulivo.

- " Davvero ! Meno male che ancora qualche parola di tedesco me la ricordo! - LEI ridacchia - Se no chissà che roba ci avrebbe appioppato... Hai visto che tipo ? "

- " Però era  simpatica con quel sorriso tutto denti e almeno qualcosa la sapeva cucinare, no? Hai sentito che buoni i crauti?      E poi wurstel e patate, sono il cibo nazionale da 'ste parti !"

- " Come no, però se quella la incontri di notte in un vicolo scuro..      Sembrava proprio l'orchessa di Hans e Gratel e c'era anche l'antro buio e fumoso !" - e intanto scruta il cielo e le nuvole.

Chissà chi sono questi Hans e Gratel, mi chiedo mentre cammino ubbidiente per uscire dalla cittadina. Certe volte non capisco neanche LORO, parlano di tante cose che non so...

- " Ehi, bisogna che ci sbrighiamo a tornare verso casa, qui si prepara un bel temporale!!! Beh, almeno abbiamo fatto due passi e abbiamo pure fatto in tempo a mangiare, menomale che qui si mangia presto! "

  In effetti ha proprio ragione: l'aria si è fermata e il cielo è zeppo di nuvoloni, lo vedo anch'io mentre risalgo la valle.

- " Vaben, - ribatte LEI tranquilla -  pioverà!   Ma mica siamo di zucchero, cosa vuoi che sia un po' di pioggia?     Tu lo dici  sempre che qui piove in continuazione !   E poi siamo ben protetti, dentro la nostra macchinetta. "

Intorno l'aria si è rabbuiata, sembra quasi notte, poi tra i nuvoloni sempre più fitti e neri appare una serie di saette accecanti che illuminano tutta la valle seguite un attimo dopo da una serie di tuoni enormi.

  - " Ecco, hai visto ? Io so sempre che tempo fa qui.. eh sì, lo conosco anche troppo bene! Mica ci mette niente qui a venir giù in temporale, siamo in montagna e qui è così! "


            (continua il 2 aprile 2022)



martedì, marzo 29, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap. 14 par. 3


 par. 3 
In cui scopro che la gente bipede non parla tutta allo stesso modo, specie al di qua e al di la delle sbarre.


.....  

- " Eh, vedi, qui ci viene un sacco di gente dall'Italia per comprare cose che da noi non si trovano o che sono in genere meno care!"
 
- " Interessante! E se vogliamo comprare qualcosa noi come funziona con i soldi ? Non credo si possano usare le lire ! Dovremo cambiare da qualche parte ?"

- " Sono pochissime le cose convenienti, più che altro ci sono cose che da noi non si trovano. Anche la benzina è più cara, e sì che da noi costa già tanto ! Non preoccuparti, ho cambiato io stamattina: ho preso un po' di scellini in banca, così potremo pagare la cena senza difficoltà. Ma non è vero che acquistando qui si risparmia, anzi. "

- " Ah che bravo, ecco dov'eri finito stamane che non ti trovavo in albergo !"

- " Stavi dormendo così bene che mi è sembrata una cattiveria svegliarti. E poi la banca è lì a pochi metri e papà mi ha detto che conviene acquistare gli scellini in Italia, si paga meno il cambio. Ma ne avevano pochi! "

- "Proprio come noi ! - ridacchia LEI -   Beh, anche pochi ce li faremo bastare, no ? Mica vorremo darci alle spese pazze !"

 LUI approva e si lancia in una complicata spiegazione su quante lire vale uno scellino - -che è lira? che è scellino ?    e viceversa, e su come calcolare il valore delle cose, ma io non ci capisco nulla e smetto di ascoltarli, mi concentro sulla strada, siamo fuori dal villaggio anzi no, ma che è quello???
 Davanti a me c'è una strana cosa, come una scatola lunga tutta di legno scuro che somiglia a un tunnel con delle specie di finestre lungo i lati, e la strada entra proprio lì dentro !
Mentre mi avvicino e penso che è troppo piccola ne esce fuori un camion, non è grosso, ma occupa quasi tutta la bocca di quella cosa, viene fuori e mi passa accanto.
 Adesso tocca a me ? Mi ficco dentro quel coso e sento le mie ruote che lasciano con un piccolo sobbalzo l'asfalto e procedono pian piano su un pavimento diverso, che fa un rumore sordo mentre ci cammino sopra: assi di legno, ecco che è.      Assi grandi e un po' consumate che puzzano un po' d'olio, ma mi reggono benissimo.
 
LEI è assolutamente divertita, si alza e si affaccia perfino dal tettuccio aperto per guardare meglio intorno mentre camminiamo:    - " Ma è assolutamente incredibile! Stiamo passando su un vero ponte antico interamente di legno, chissà quanto tempo fa l'hanno costruito! E' bellissimo! ecco, guarda i pilastri, le travi, i tiranti di scarico che reggono il tetto !!! Pure con i suoi bravi parapetti e i corridoi pedonali ai lati e persino i fiori sui parapetti.   Stupefacente. Ed è pure lunghetto, il fiume qui sotto non lo vedo ma non è certo un ruscelletto!!!"

- " No, no, non è un ruscelletto - ride LUI -   viene fuori dalla valle a sinistra, guarda, è un affluente della Drava e di fronte c'è un'altra valle da cui ne arriva pure un altro."

- " Ma dov'è la Drava, non sono riuscita a vederla! E' proprio quella Drava affluente del Danubio ?"

- " Brava, proprio quella!  L'hai vista, ma non hai pensato che fosse un fiume così importante, perché è ancora piccolina: è quel fiume che abbiamo avuto accanto sulla strada fin da San Candido. Non ti ricordi il nome di quel posto dove abbiamo passato il confine, Prato Drava? Secondo te perché si chiama così?"

 E LEI compunta ridacchia:     - " Perché ci passa la Drava, che stupida, ero così occupata a guardarmi attorno che proprio non ho fatto mente locale!"

 Veramente non me ne ero accorta neanche io, ma tra la marcia, i posti, le cose e le case così nuovi e diversi qualcosa mi può pure sfuggire, e poi se non devo passarlo un fiume, grande o piccolo che sia, fa parte del paesaggio, no?
 Chissà quante cose interessanti mi sfuggono e sicuramente pure a LEI , per quanto osservi attentamente. !
 Mi pare comunque di capire che qui ci ripasseremo anche presto se vogliamo tornare: non vedo altre strade grandi nella direzione da cui stiamo arrivando: ci farò più attenzione al ritorno.


 Mentre LORO continuano animatamente a chiacchierare e discutere di fiumi, di ponti e di paesi che non conosco scendiamo a poco a poco accanto a questo fiume Drava nella valle che si allarga un po', poi si restringe di nuovo, poi nuovamente si apre e intanto il fiume diventa sempre più largo e impetuoso mentre attraversiamo paesini che sembrano finti, con chiesine bianche in cima a colline scoscese e altre più grandi colorate come budini di frutta, coi tetti spioventi e tutte col proprio bravo campanile alto e magro che termina quasi sempre in alto in una specie di palla con la punta, oppure è a forma triangolare molto acuta. Il tempo è bello anche se un sacco di nuvole di tutti i toni dal bianco al grigio scuro continuano a rincorrersi nel cielo blu. Le montagne verdi con i loro merletti di rocce nude in cima rimangono a distanza.

 A un tratto mi trovo accanto un treno rosso come un giocattolo e per un po' corriamo insieme come se volessimo fare a chi arriva prima, ed è molto divertente...

- " Ecco il treno chiuso!"- esclama LUI con aria saputa. 

- " Come sarebbe, chiuso ? Che vuoi dire ? - chiede Lei curiosa - Perché è chiuso ?    E' così carino tutto rosso !    Sembra uno di quei trenini dei bambini, non un treno vero !"

- " E invece è vero, verissimo! Serve a congiungere Lienz con Innsbruck, due importanti città austriache, anzi tirolesi, in due diverse valli,  passando attraverso l'Italia. Però in Italia rimane chiuso: perderebbe troppo tempo nel controllo dei passeggeri alla doppia frontiera, quella di Prato Drava dove siamo passati noi, e quella di Brennero, quindi non si ferma in nessuna nelle stazioni italiane. Insomma serve solo per gli austriaci."

- " Ma che cosa strana! Secondo me è anche un po' stupido: son sicura che farebbe comodo a molta gente anche di qui oltre che della Pusteria poterlo utilizzare! Sarebbe comunque un treno in più per esempio per chi è a Villabassa per andare a Brennero o a Innsbruck o a Lienz..."

- " Ehhh sì !   Ma è' ancora uno strascico delle convenzioni tra stati alla fine della seconda Guerra Mondiale..."

- " Davvero ? Ma non ferma neanche a Fortezza? "

- " Ci si fermano tutti per i cambi e questo no. Va diretto da Lienz a Innsbruck e ferma solo nelle stazioni austriache!"

- " Beh, speriamo che prima o poi, con l'Unione Europea, riusciremo a smetterla con questi blocchi assurdi, a piantarla con le frontiere, i treni chiusi e le monete differenti !"

- " Magari! Sai quanto tempo e soldi risparmiati ? E quante possibilità in più di spostamento e collaborazione e lavoro per tutti ? "

- " Prima o poi ci si arriverà, intanto stiamo così e speriamo di non beccare i passaggi a livello chiusi. Va bene che qui li riaprono subito dopo che il treno è passato, non dopo mezzora come da noi, però è sempre una seccatura e una perdita di tempo."......



        (continua il 31 marzo)

domenica, marzo 27, 2022

CAROLINA auto-biografia cap. 14 par. 2

 Par. 2  
In cui scopro  che i trattori fanno un gran baccano, che esistono delle sbarre sulle strade chiamate frontiere...



*** Mentre i miei bipedi sono a pranzo con mammà e papà - di nuovo a mangiare ! - aspetto lì vicino e scopro che i bipedi di qua parlano in modo assolutamente incomprensibile.

 Hanno anche delle macchine che non avevo mai visto, alte, con una cabina piccola e stretta, sopra due ruote enormi tutte dentute dietro e due altre più piccole, pure dentute, davanti. Fanno un gran baccano quando camminano, peggio dei TIR, e si trascinano quasi sempre qualcosa dietro con delle ruotine piccole, o grandi gabbie tremolanti stipate di erba secca, o grandi sbarre di ferro, dentute pure quelle, guarnite di grosse lame di ferro luccicanti, oppure con una specie di eliche che girano tutte assieme.

 Quando si muovono 'sti cosi fanno un rumore di ferraglia tremendo:  sembrano molto pericolosi e probabilmente lo sono.    Ma non basta, alcuni portano attaccati dei grandi serbatoi di roba puzzolentissima che non capisco proprio che sia.    Qui ce ne sono un sacco sempre in giro per strada ovunque e per fortuna vanno piano ed è abbastanza facile superarli, anche se sono parecchio ingombranti, ma portano sempre un solo bipede, al massimo due. Ho sentito che li chiamano trattori. Ce ne sono tanti, alcuni grandi, altri un po' più piccoli, e sono tutti o rossi o arancione per cui si vedono a chilometri, soprattutto in giro per questi prati verdi.  E sarebbero pure carini se non facessero così tanto rumore!

 Intanto che LORO sono via - a mangiare - comincia a piovere, pianin pianino, però, col cielo grigio di nuvole così basse che non si vede altro che grigio sopra i tetti delle casette, che pure sono al massimo tre piani. E' una pioggina gentile, che mi scola addosso lentamente, ma mi inzuppa ben bene. Mi ripulisce anche, della polvere del lungo viaggio, diventa sempre più freddina, poi smette. Non male, si leva un bel venticello che mi asciuga come un fon, però il cielo non lo vedo, è sempre tutto grigio di nuvole, la pioggia resta in agguato.

 Mi sto annoiando un po', lì dove sono c'è ben poco da vedere, quando riappaiono vivaci.

- " Hai visto? Che ti dicevo ? Pioggia! Il tempo qui lo conosco come le mie tasche: non è mica finita, continuerà a piovere tutta la notte almeno... "

- " Ma che roba - fa LEI un po' delusa - addio lago ! Inutile andarci, sarà tutto nero e fa pure freddo !

- " Sai che facciamo ? - la consola LUI - Abbiamo i nostri passaporti, passiamo la frontiera  e ce ne andiamo a gironzolare in città, in Austria, chissà che lì il tempo non sia migliore: in genere  se qui piove lì no, e poi Lienz è più bassa e ci fa meno freddo di sicuro. Ci sono tanti negozi, un sacco di cose da vedere e magari ceniamo là, che ne dici ?"

- " Perché no ? Per me va bene! Abbiamo pure dietro i golf, mi sa che più tardi farà freddo davvero. Andiamo, andiamo !"

   Detto fatto, si parte. Le mie ruote sguazzano allegramente nelle pozzanghere e LORO chiacchierano a più non posso.

- " Ma hai visto che ha combinato mamma col vino ?"

- " Certo che ho visto, e l'ha visto pure la cameriera e mezza sala almeno ! - ridacchia LEI - Eravamo proprio al centro dell'attenzione!!! Quel tavolo è graziosissimo, ma è proprio come un palcoscenico!!"

LUI ride di cuore: - "Mamma glie lo fa apposta, alla cameriera, di versare di straforo nella bottiglia di vino di tavola il suo vino da quella che ha nella borsa ! Così non cala mai nella bottiglia che ha in tavola. Si diverte da pazzi a prendere in giro quella poveretta di cameriera. Secondo me le sta antipatica, oppure le ha fatto qualcosa che mamma non ha gradito e si vendica così!"

- " Sì. molto divertente, però poteva anche avvisarmi ! Potevo pensare che era un suo scherzo ? Fa sempre tanto la snob, tua madre! Io mi sono sentita imbarazzatissima, davvero. E poi continuo a non capire mica che gusto ci prova a fare una cosa del genere sotto il naso di tutti..."

- " Ma non capisci, lei vuole dimostrarle che la bottiglia non è mai vuota!"

- " Ma perché ? Quando è vuota se ne possono sempre far portare un'altra piena, no ?"

 - " Ma è appunto questo, lo scherzo ! - insiste LUI - possibile che non ci arrivi? La bottiglia non si vuota mai per tutta la stagione e la cameriera non deve portargliene un'altra perché non serve. Ma così non ci guadagna neanche, la cameriera intendo.   Perché una parte del guadagno delle cameriere è nella vendita delle bottiglie di vino ai clienti.   Secondo me dev'essere successo che mamma ha scoperto che la loro bottiglia si vuotava più rapidamente di quanto ne bevevano, oppure hanno scoperto che gli caricava sul conto un prezzo molto più alto rispetto a quello che costava lo stesso vino nella bottega all'angolo.   Insomma non faceva la cresta, faceva un crestone !!! - ride - Così mamma e papà hanno deciso di castigarle prendendola in giro quotidianamente con il giochetto del travaso di straforo, che poi di straforo non è affatto, lo simula soltanto, ovvio.     Così che lei si voglia nascondere sembra solo, sta attenta a farsi vedere e anche se recita di farlo di soppiatto fa in modo che tutti la vedano: sanno benissimo che cosa significa, basta che glie lo chiedano.    Se poi c'è qualcuno a tavola con loro si fa addirittura aiutare, perché la cosa sia ancora più plateale e il divertimento ancora maggiore !"

 - " Vero, è proprio quel che ha fatto con me! Ohh ecco, finalmente ho capito - commenta - Ma è machiavellica, tua madre !!!  Ecco perché tuo padre se la godeva tanto e quella cameriera era così acida e ingessata...      E finalmente ho capito pure da chi hai preso con la tua passione per gli scherzi del cavolo !!!!"

 Intanto siamo usciti di tra le case e la via grande bagnata e scintillante sale pian pianino in una grande valle ampia, le montagne  sono avvolte da nubi, una specie di enormi veli biancastri aggrappati sul verde scuro dei boschi che ne ricoprono i fianchi e il sole non si vede proprio. Passiamo a fianco di un paese piatto, e pieno di treni e binari, e una costruzione strana con cupole e cupolette e torri piccoline, tante casine aggruppate intorno a una gran chiesa con ben due campanili, poi cominciamo a scendere pian pianino nella valle che va stringendosi attorno a un paesino minuscolo con un bel fiumicello lucente. Poi più niente per un tratto, solo prati verdi in pendenza, grandi rocce e foreste scure, attraversiamo la ferrovia che ci scorre accanto e a un tratto si materializzano ai lati della via una serie di costruzioni basse, grigie sporche. Hanno un'aria severa e scostante, triste: in fondo una casa di pietra, grigia pure quella che mi ricorda la Fortezza e una sbarra che blocca la strada, con un paio di bipedi grigi accanto.

 E adesso che succederà?

- " Ecco qua i cartelli, siamo alla frontiera, tiri fuori i passaporti ?  - fa LUI procedendo verso la sbarra abbassata -   Menomale che non c'è una gran coda! Almeno qui in Italia... "

 Questo posto non mi ispira nessuna fiducia, è poco ospitale e bruttissimo! E per giunta c'è una fila di auto e camion davanti e subito se ne aggiunge qualcuna dietro, che noia.

- "Vedrai, ci tocca sicuro appena fuori, per entrare in Austria ! - commenta un po' seccato - Lì sono molto più pignoli, fanno sempre un sacco di controlli: speriamo che non ci facciano smontare la macchina per vedere se siamo contrabbandieri di chissà che !"

  Ma dove diavolo mi vogliono far andare?  Ma non volevano divertirsi?  Mah. Spero che LORO sappiano quel che stanno facendo !!! Sono preoccupatissima.   Lo credo che qui c'è un'atmosfera così cupa che fa un po' paura!

La sbarra si alza, l'auto davanti passa oltre, si riabbassa e mi trovo io davanti alla sbarra:  LEI porge graziosamente dal finestrino due libbricini a un bipede dall'aria truce , tutto ricoperto grigio-verde e quello ci guarda, scruta dentro, guarda i libretti e poi glie li ridà facendo il gesto di proseguire. La sbarra si alza e proseguiamo anche noi, ma ci troviamo subito dietro altre macchine tutte in fila fino a una specie di casello dell'autostrada - ma l'autostrada  dov'è? - però è più grande e grigio come i bipedi che sono lì sotto, fermi con l'aria severissima ai lati delle macchine in coda.

- " Speriamo di non perdere troppo tempo! - fa LUI - Se no finisce che arriviamo in città troppo tardi per girare un po' tranquilli per negozi: qui chiudono presto, mica come da noi...

- " Ma che fanno con quelle auto lì davanti ...- smania LEI - Perchè non le fanno passare ?"

- " Eh, avranno beccato qualcuno che porta qualcosa di straforo. - fa LUI con aria saputa - Così dovrà pagare dogana ! Certe volte ho visto di ben peggio, credimi: se decidono di essere sospettosi ti fanno scendere, aprire tutto e magari ti smontano pure la macchina seduta stante!

  Che cosa stupida le dogane ..- commenta disgustato - Sarà pure importante pagare per far spostare delle merci da un paese all'altro, ma è una vera seccatura con questi controlli che fanno ogni volta che si passa una frontiera.   Ti fanno perdere un sacco di tempo e basta.    Tanto chi vuole contrabbandare qualcosa di importante mica si fa beccare tanto facilmente proprio qua !   E se qualcuno deve pagare la dogana la pagasse senza tanti casini !   Speriamo non gli venga il ghiribizzo di farci aprire tutto, noi non abbiamo niente da dichiarare per la dogana !" 

  Sono preoccupatissima...spero che non vogliano smontarmi, dev'essere terribile! Lo credo che qui c'è un'atmosfera così cupa che fa paura!

 Questo posto mi piace sempre meno, e brontolo piano preoccupata mentre avanzo in coda ubbidiente a balzelloni...

- " E che diamine !  Ma noi stiamo solo andando a fare una gita a Lienz, no? Che diavolo dovremmo avere da dichiarargli, i giacchetti che ci portiamo appresso  e i miei due pacchetti di sigarette cominciati ?"

LUI la lascia sfogare un po' poi le fa:   - " Lascia perdere, dai. Non preoccuparti e stattene buona! Mica è la prima volta che ci passo. E quando ci chiedono che cosa abbiamo da dichiarare, parlo io, d'accordo? "

 La coda si è mossa un po' ma procediamo a stop and go, molto lenti: finalmente arriviamo allo stop che ci riguarda.

 LEI sfodera il suo sorriso per la stampa mentre un bipede grigioverde più grigio che verde ci scruta dentro con aria sospettosa - anche lui - e brontola qualcosa nella strana lingua di qua.  LUI risponde sicuro - " Nein !" e quello con un ampio gesto indica che possiamo proseguire, così sani e salvi procediamo.

 Ecco qua, sono tutta intera e funzionante dentro un altro stato, ma se devo essere sincera non vedo proprio niente di diverso.    Però sono confusa e sorpresa: prima di ritrovarmi qua mica lo sapevo che ci fossero paesi diversi e separati da una sbarra, ognuno con la sua lingua e le sue usanze, e con le strade pure separate!      Insomma ho scoperto che la terra è divisa tra tanti posti - stati - diversi e non si può camminare liberamente per tutta la lunghezza delle vie, perché quando uno stato finisce ne comincia subito un altro.    Bisogna perfino chiedere il permesso di entrare e circolare ai bipedi che ci stanno ad abitare e se non hai tutti i cartellini a posto rimani fuori o peggio !

 Oh, mi sembra davvero che i bipedi si complichino un po' troppo la vita, e sono pure un po' stupidi: se uno vuole davvero uscire da un posto per andare in un altro mica ci si può riuscire a impedirglielo veramente, che diavolo!    Magari per quelle con le ruote come me ci possono pure riuscire se bloccano la strada, noi possiamo camminare solo su qualcosa dove le nostre ruote possano girare. Ma loro, con quei due lunghi piedi che hanno, possono muoversi e spostarsi dappertutto, anche dove la strada non c'è, e perfino dentro l'acqua!      Perché fare una cosa così idiota ? Chissà, forse i bipedi di uno stato si sentono più importanti se pretendono di decidere quali bipedi possono o no circolare in un posto, e in questo modo dimostrano che è loro proprietà.    Ma non vedo proprio l'utilità della cosa.    O invece è la loro soluzione per risolvere l'inconveniente della diversità di modi di parlare che impedisce a ciascuno di capire quello che dice l'altro ?     Una soluzione poco pratica, non sarebbe meglio parlare tutti nello stesso modo     In ogni caso è una bella complicazione! Comincio a capire meglio le difficoltà che raccontava di avere mia sorella, quella londinese, con la storia di dover addirittura camminare per strada all'incontrario che qui.

.....

    (continua il 29 marzo 2022)


venerdì, marzo 25, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap.14 par. 1

 par. 1 
In cui scopro che sbuffare mi costa una revisione...





****   - " Vero! - ride LEI - Mi hai promesso!!! Voglio andare a vedere il lago, è troppo bello! E poi i paesini intorno e le montagne, e poi l'Austria e poi i passi !"

- " Calma, calma, mica abbiamo tre mesi di vacanza come loro! - ride LUI -   E poi bisogna vedere se il tempo ci assiste: se comincia a piovere, lo sai che possiamo pure scordarceli, i panorami e le gite, in alta montagna specialmente.    E qui piove spesso,  lo sai, particolarmente a luglio: intanto vediamo di poggiare le nostre cose e soprattutto di andare subito a far benzina, se no non riusciamo ad andare altro che al bosco qui sopra! "

 Intanto scaricano le loro borsone e sacchetti vari e se ne vanno piantandomi lì a morire di curiosità. 
Ma è per poco, anzi sono subito di ritorno e andiamo.

- " Adesso andiamo da OZO a far benzina, così gli faccio dare anche un'occhiata al motore. Quello strano rumore che ho sentito ieri notte non mi è piaciuto per niente. Ha smesso subito, tu non l'hai manco sentito, ma se vogliamo andarcene per passi e montagne è meglio farlo con il motore a posto, perché per la macchina è una bella sfacchinata arrampicarsi su."

- " E poi ?" incalza LEI

- " E poi, mentre OZO guarda il motore perbenino noi andiamo a salutare la zia che sta proprio lì accanto ! "

- " Mi sta bene, e poi ? Stiamo coi tuoi a pranzo e ci muoviamo nel pomeriggio ? "

- " Secondo me oggi è meglio che ce la prendiamo comoda, anche perché si sta già annuvolando, vedi ? E sì, stiamo a pranzo coi miei, li facciamo contenti: figurati, avranno già ordinato anche per noi e ci tengono che ci siamo, lo sai! "

- " Lo so, e fa piacere pure a me stare un po' con loro. Tua madre ne combina sempre qualcuna divertente...Solo spero che non ci tocchi passare tutto il pomeriggio a fare salotto: non è che le amiche di tua madre siano la mia passione e a quanto ne so neanche la tua! - ridacchia - Sanno parlare solo di canaste, di figli, di nipoti, tutte cose di cui ho ben poco da dire e che non mi interessano proprio!!"

- " Figurati a me ! - esclama LUI deciso - Sono proprio noiosi poveretti. Come minimo mi ritrovo a sentir sbandierare per l'ennesima volta le mie prodezze infantili, a sentirmi raccontare quanti dei loro figli si sono sposati, quanti bambini hanno fatto e faranno e sentirmi pure chiedere quando vogliamo deciderci a farne noi e quanti!!!
 Il tutto magari per l'intero pomeriggio coinvolti in partite a canasta interminabili, con loro che si azzuffano per venti lire di posta facendo finta di fregarsi l'un l'altro!
 Ohhh no no, cara mia, noi ce la squagliamo subito dopo pranzo, che diavolo: ci sono un sacco di cose molto più divertenti che possiamo fare per conto nostro, anche se piove. E poi dobbiamo recuperare il viaggio, no ? " le fa l'occhiolino e LEI annuisce ridendo allegramente.

 Intanto che discutono eccoci arrivati dal famoso OZO, che è vicinissimo in effetti.
 Scopro che è un omone blu bisunto e con un enorme cespuglio nero sulla faccia e in testa e molto simpatico. Grandi saluti e sorrisi e pacche sulle spalle, con LUI sono proprio grandi amici. Parla in un modo buffissimo, però ha una pompa ben fornita di bumba.
 LUI racconta dello sbuffo famigerato. Questo enorme bipede blu ascolta e mi guarda dubbioso.   Mi prova un po' il motore, dà gas, me lo fa urlare un po', intanto guarda attentamente come si muove, poi tasta qua e là tra i miei ingranaggi borbottando cose che non capisco.
 Mi tratta con grande gentilezza e si vede che è competente: poi dà il suo responso:

-" Ma ke spuffo e spuffo... Kvesta makkina va penissimo !! Un fero gioiello! Kvesta fi porta tofunkve folete antare senza alkun problema !"
 
 Questo omone blu dallo strano nome, che parla ancora più strano, è proprio un gentiluomo!
 Mi verrebbe da ridere, ma non oso.

 So meglio di chiunque che lo sbuffo di disappunto che mi era scappato era appunto solo quello.
  Però che carini, LORO, a preoccuparsi della mia salute ! Sono quasi commossa.

 Con la pancia (pardon, il serbatoio) ben ben rimpinzato della buona benzina di OZO facciamo pochi metri, mi lasciano per andare a salutare la zia, una robusta signora bipede che li accoglie con grandi abbracci e un sacco di esclamazioni affettuose.
 Parla pure lei in quello strano modo come OZO, forse è un'usanza locale e lo fanno tutti qui ?  E' un po' difficile capire quel che dicono, però è molto buffo e divertente, sembra quasi che lo facciano per giocare.
 Chissà se anche le auto di qui parlano così ? Mica facile da capire, però è spassoso assai. 
...


                  (continua il 27 marzo 2022)

mercoledì, marzo 23, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap. 13 par. 4

 par. 4 


.... LEI borbotta qualcosa di inintelligibile mentre si guarda intorno stregata dal paesaggio surreale, poi dice con voce sognante:  - "Sembra proprio di essere dentro qualche paesaggio di Fuessli ! Lo vedi, si pensa sempre che certe atmosfere e certi colori siano solo invenzioni artistiche. Invece sono realmente autentici."

 La voce le trema un po', è affascinata e fa ricorso alla sua cultura artistica per non darglielo a vedere troppo. 

 LUI lascia perdere il discorso e ci avventuriamo sulla nuova strada, nella nuova valle che sembra aprirsi un po', col fiume - sarà lo stesso o no ? - che ci scorre accanto in basso, con le montagne un po' meno incombenti.   Ma non dura: dopo una svolta ecco che la valle si stringe di nuovo, e una candida costruzione ci appare improvvisamente come uno spettro nella luce lunare. Acciderba! La nostra strada va dritta dritta nell'arcata della sua porta: è stretta, la vedo bene, sto prendendo le misure, e la vede anche LEI, la sento trattenere il fiato mentre LUI accelera.

   Mica sarà così matto da voler passare proprio lì dentro? E' troppo stretto! Ci dev'essere un'altra via adatta alle auto!

 Invece non c'è: da una parte il fiume si allarga e dall'altro le rocce salgono, e tra i due c'è il solido e bel muro di pietra di un grazioso maniero, con tanto di torri e merli e finestrelle e feritoie. Bianco e delizioso come quelli delle favole, illuminato romanticamente dalla luna sullo sfondo della valle scura.     Un bel castello di pietra ben dura che spalanca la sua sola perfetta porta ad arco, per ingoiarci, sicuro.

 Panico. E anche una certa irritazione.

 Ehi, LUI dopo 'sta galoppata mica ci porterà a sbattere dentro un castello sconosciuto in mezzo alle montagne, eh!

 LEI serra le labbra e non fiata, intanto LUI l'osserva divertito con la coda dell'occhio, lo vedo benissimo.    Uh, passiamo proprio di lì,  mi spinge dentro a tutta velocità e sento le pietre che sono ai lati della porta che mi sfiorano ma non faccio neanche in tempo a godermi il sollievo di non aver urtato nulla e di essere ancora tutta intera.   Ohhh stupore! Dietro il muro e la porta il castello non c'è, o meglio ne è rimasto qualche pezzetto compresa un'altra mezza porta un po' più larga, ma mica tanto, che oltrepassiamo correndo.

 LUI è davvero esilarato, si è divertito un mondo a prendermi in giro e a spaventarmi, è evidente che è un gioco che non è la prima volta che fà:   - " Ti è piaciuto ? - le chiede ridendo come un matto - Hai avuto paura, eh?   Dai non te la prendere, volevo solo farti uno scherzo!!!"

 LEI continua a stare zitta, un po'sbalordita un po' irritata, anzi una volta scomparsa la preoccupazione sta per arrabbiarsi sul serio, lo sento.   La capisco tanto, questo scherzetto, come l'ha chiamato LUI, a me mi è costato dieci anni di vita: lo so anche troppo bene cosa mi succede a me se sbatto contro un muro a tutta velocità!    E a LORO cosa poteva succedere?   Sono sotto la mia protezione ma io mica sono infrangibile; e poi possono farsi un gran male anche solo sbattendo dentro di me, potrebbero rompersi irrimediabilmente.

 Mentre LUI continua a ridacchiare LEI a un certo punto sbotta, acida:  - " Proprio uno scherzo carinissimo, sai ? Direi proprio stupido, piuttosto."

 LUI smette di ridere e allunga una mano per carezzarla, ma LEI lo scansa furiosa:   - " Tieni le mani sul volante, capito? - gelida - Non ho nessuna voglia di andare a finire nel fiume o spiaccicata su una roccia dopo tutti i chilometri che abbiamo fatto per venire fin qui."

 LUI ci rimane male, afferra di nuovo il volante a due mani e mette su un bel broncio e pure LEI. E anche io metterei il broncio, ma non so come si fa.

 Così imbronciatissimi attraversiamo un grazioso paesino addormentato sotto la luna, con una grossa chiesa, e via su per la valle, mentre le cime delle montagne continuano ad avvicinarsi pian piano.  LEI si mette a pasticciare un po' con la scatola che suona e quella manda fuori un po' di musica, così cominciamo pian piano a canticchiare appresso alla musica della scatola e gli animi si placano.     Ormai però non vedo l'ora di arrivare e credo anche LORO; siamo tutti troppo stanchi per godere appieno della magia della notte, della luna, dei campi e dei prati, e dei paesini bui che dormono già da un pezzo.      E poi finalmente, stanchi morti, ci siamo: è tutto buio, anche la luna è tramontata, ma per fortuna c'è ancora qualcuno sveglio, che ci saluta, ci accoglie, ci fa sistemare per bene.



 Bella sensazione. Ora si riposa.     Domani, che poi è già oggi, vedremo: altre corse, altri giochi, altri luoghi. Sicuro.



     (continua il 25 marzo 2022)




lunedì, marzo 21, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap.13 par. 3

par. 3
Si sale nella notte buia tra inquietanti paesaggi..



....  Non ho mai preteso né di saper nuotare né tantomeno di volare!    E neanche mi piacerebbe: l'acqua mi arrugginisce e per aria mica ci posso andare senza ali !!!

 Sono un po' seccata dei loro lazzi e sbuffo.

 LUI se ne accorge subito: - " Ma che ha 'sta macchina? Mica avrà qualche problema proprio adesso, eh? "

 LEI di rimando sghignazza allegramente:- " Sarà un po' stufa di salire per questa strada ripida: forse quando ci siamo fermati a mangiare non aveva capito che non eravamo ancora arrivati a destinazione! - e aggiunge serissima -  Io non ho sentito niente di strano, mi sa che te lo sei immaginato tu! "

- " Sarà, ci mancherebbe altro che ci piantasse qui per strada di notte. Ormai per chilometri è tutto chiuso e serrato."

- " Oh finiscila ! E' nuova e benzina ne ha più che a sufficienza- osserva LEI per tranquillizzarlo - E' andata benissimo fino adesso, e non è mica successo niente di strano.   Smettila di agitarti, che diamine!"

- " Ma non mi agito mica! E' solo che ho sentito un rumore insolito, una specie di sbuffo e non capisco cos'è stato!    Abbiamo ancora un sacco di chilometri da fare e se ci capita qualcosa e rimaniamo bloccati al freddo?    Sai che divertimento!"

- " E dai! Al massimo dormiamo in macchina.  Sarà un po' scomodo, ma mica la morte!   E poi secondo me 'sto rumore te lo sei proprio sognato tu: io non ho sentito e non sento niente che non sia normale. - cambia discorso - Guarda che gola incredibile!   Bella, le rocce sono tutte colorate, si vede anche col buio, ma non riesco a vedere il fiume là sotto!  E' proprio profonda questa valle, eh?"

- " Profonda davvero, però il fiume eccolo lì, ora ricompare. Lo vedi come luccica?  La luna sta venendo fuori da dietro le montagne e quando cambiamo valle finalmente sarà alta nel cielo in tutto il suo splendore !"

 Io continuo intanto a pistare per bene ronfando e senza protestare.

 Ma cavolo, come dicono loro, come si permettono di prendermi in giro?

 Sto facendo del mio meglio, ma mica è carino che appena mi permetto di fare uno sbuffino già mi considerano un rottame !!!

 Pian piano camminando di lena mi calmo e mi rendo conto che io non sono per niente stanca, ma LORO sì.  Non  sono   macchine, sono solo bipedi, e anche se si sono fermati un paio di volte o tre, sono scesi, si sono rifocillati, cioè hanno fatto rifornimento di quei loro cibi orrendi, e si sono sgranchiti le gambe un po',  per LORO è difficile star fermi quasi immobili per ore e ore.  Diventano nervosi, quando non possono muoversi, l'ho già notato, e tendono pure ad azzuffarsi tra loro o a prendersela con chi c'è intorno.

Mentre saliamo i monti salgono con noi, anzi di più, è notte ormai da un pezzetto e pure i paesini sono bui, al massimo un lumicino o due distanti, e sono sempre di meno. Sento un'atmosfera strana, cupa, che evidentemente rende ansiosi anche loro.

- " Sai - fa LEI come in risposta alle mie riflessioni - sembra sempre più di trovarsi in un paesaggio da vampiri ! -   ridacchia -   Tutti quei castelli mezzo in rovina, deserti, con le finestre vuote che ti guardano come se ti tenessero d'occhio. E' inquietante."

- " Come al solito hai una fantasia troppo sbrigliata ! - la prende in giro LUI - A me non mi è mai venuto in mente niente del genere.   Sarà che i film dell'orrore non mi piacciono e invece i pipistrelli sì ! - sorride -   Certo ce ne saranno a bizzeffe dentro tutte quelle muraglie diroccate e cadenti! 

- " E dai, lo so anch'io che i vampiri non ci sono di certo - ribatte LEI un po' seccata -   Ma l'atmosfera gotica c'è sì, eccome! E poi non puoi negare che certamente questi posti hanno visto tanti di quei conflitti, sangue e morte a volontà, violenze d'ogni genere, da rimanerne segnati, in qualche modo. Hai voglia a boschi e natura selvaggia, qui solo per parlare di fatti recenti ci son passate con tutto il loro orrore e la loro violenza le ultime due guerre mondiali e non mi sembra affatto strano che si percepisca ancora nell'atmosfera intorno. Un sacco di gente deve averci vissuto esperienze orribili, tremende, si sente proprio. Scusami, ma anche se sarà la seconda o la terza volta che passo da queste parti lo sento, non posso farci nulla se non riesco proprio a non sentirlo!"

 LUI tace, sogghigna sotto i baffi continuando a seguire attento la strada, quando a un tratto sulla montagna ci appare davanti una specie di castello fortificato enorme, praticamente copre tutta la cima della montagna, tutto grigio scuro nel chiarore della luna, e sotto ce n'è un altro sempre grigio, ancora più gigantesco e minaccioso, le finestre tutte uguali, buie e profonde nelle mura così enormi che anche così da distante appaiono incombenti. E queste due mostruosità riempiono completamente con la loro mole lo spazio della valle tra le montagne.

 Oh caspita, LEI ha proprio ragione, davvero è uno spettacolo impressionante e inquietante, anche per me.

 Sotto questo gigantesco ammasso di muraglie la valle si è ridotta a una gola strettissima e profonda, col fiume così in fondo che quasi non si vede.

- " Oh che bello ! - fa LUI tutto contento - Eccoci a Fortezza!   Vedi?   Ora abbiamo ancora da fare solo una sessantina di chilometri e siamo arrivati !!!"

- " Evviva - risponde LEI pensierosa - Ma lo sai che la Fortezza è davvero terrificante? E ogni volta che la vedo mi dà la stessa sensazione.  E' un'opera davvero magnifica di ingegneria militare relativamente moderna, costruita senza risparmio di pietra granitica per resistere a qualunque cannonata; chissà quanta gente, quanti soldati era in grado di ospitare, dalle dimensioni si direbbe un paio di eserciti!"

- " Quanto alla resistenza delle strutture è stata decisamente ben collaudata: - risponde LUI - infatti come vedi è passata quasi indenne attraverso due guerre mondiali tremende! "

- "Ma la Fortezza in realtà sono due, perché?"



- " E' che in realtà non sono due, sono due parti di un'unica enorme fortificazione, che è stata costruita per poter chiudere e controllare tutto il traffico di ogni genere tra le valli di Pusteria e Brennero, compreso quello ferroviario.    Ed è ancora così, i treni passano ancora all'interno della Fortezza e vi si incrociano, quelli che vanno al Brennero e in Germania e quelli che vanno in Austria, a Vienna e fino in Ungheria e che ne tornano in Italia.   E ci si passa proprio dentro, anche ora: per andare a Villabassa anche il treno da Roma passa lì dentro, anzi in genere ci si ferma e si cambia, treno o carrozza. Sono pochissimi i treni diretti e comunque da lì han da passare!     Ora non lo vedi, ma c'è un paesino attorno alla stazione, e ci passava dentro pure la statale del Brennero e quella della Pusteria.      Ora la strada per la Pusteria passa sotto la Fortezza, ma i treni ancora coi binari ci passano proprio dentro." 

 LEI osserva dubbiosa le mura possenti dello stesso colore delle rocce che affiorano qua e là quasi a mimetizzarsi, nella luce fredda della luna che illumina finalmente il paesaggio di sfumature di blu-nero e fa scintillare il fiume profondo come mercurio liquido.  E' affascinata e impressionata, lo sento. Guarda avidamente ma tace mentre passiamo sotto le enormi muraglie: la strada sembra un viottolo oscuro, illuminato debolmente dai miei fari.   La gola è sotto di noi e dobbiamo traversarla.  E' così profonda che sembra un canyon e il fiume sotto pare quasi un ruscelletto lontano finché non usciamo da quelle enormi masse di rocce e piante e cominciamo a procedere con prudenza su un piccolo ponte.     Sembra così fragile e insicuro, come fatto di stuzzicadenti.   Io cerco di non spaventarmi, guardo avanti e tiro diritto.     Per un attimo una nube oscura la luna e non vedo più la fine del ponticello, ma ormai siamo passati sani e salvi.

 LEI è rimasta zitta zitta per tutto il tempo, e ormai so che è il suo modo per manifestare disagio e inquietudine; LUI invece si sta divertendo un mondo, e non perde l'occasione per stuzzicarla:

- " Che spettacolo incredibile, vero ? - poi affettuosamente ironico - davvero romantico, per accoglierci con tutti gli onori che ci meritiamo!" .....



(continua il 23 marzo 2022)

sabato, marzo 19, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap.13 par. 2

 par. 2
La corsa non è finita ma facciamo sosta e intanto fa notte.


......Io sono assolutamente d'accordo, l'avrei detto, se sapessi come fare, e mi dispongo a godermela assieme all'odore di legno che emana forte da quella casettina e copre il mio.

LUI veloce come al solito si affaccia dentro, parlotta con qualcuno e poi fa a LEI:  - " Dai vieni, sbrigati, ho una fame che non ci vedo e ci preparano subito qualcosa di buono!  Vedrai che ti piacerà. "

- " Ma guarda come è bello! - fa LEI - Il cielo è luminosissimo, guarda che blu incredibile!   E l'aria poi è meravigliosa, così fresca, dopo il caldo della pianura sembra impossibile, no ? E' proprio un piacere!"

- " Attenta te, l'aria non è fresca, è fredda ! Vieni dentro, se non sai attenta ti becchi un raffreddore ! - esclama LUI ridacchiando - Anzi, pensa piuttosto a tirare fuori un paio di golf: vedrai che quando arriviamo a notte fonda in cima alla valle ci serviranno proprio! " 

 LEI brontola ma fruga in una delle borse e tira fuori quanto richiesto, però lo lascia sul sedile in bella vista, poi entrano assieme e io rimango lì con tutti gli ingranaggi che mi si rinfrescano con quell'arietta frizzante.

 Ormai ho capito che dovrò pedalare  ancora parecchio per portarli dove vogliono, meglio approfittare della pausa per un po' di relax totale ed esser pronta per quando usciranno.

 Non ho bisogno di mangiare, io, la mia pancia è fornita di quel che mi occorre per proseguire. LORO poveretti di bipedi invece hanno un'autonomia proprio limitata, non c'è che dire, devono fare rifornimento molto spesso.    Anzi, sono stupita di quanto tempo abbiano resistito tranquilli senza ingurgitare e depositare qualcosa !    Vero che ogni tanto LEI si è messa in bocca una di quelle cose che piacciono incredibilmente a tanti di loro, delle cosine piccole che fanno fumo e odorano un po' come erba quando brucia, LUI neanche quello, incredibile.

 Mentre mi perdo pigramente in queste futili considerazioni eccoli, sono di nuovo dentro di me, la chiavetta gira e fa scoccare la scintilla: occhi accesi, si riparte nel buio della notte, si ricomincia  a salire e ogni tanto si scende un po' ma le pendenze sono maggiori, la strada più ripida.   Il fiume d'argento appare qua e là, dietro le grandi montagne ormai nere sta spuntando una luce tenue e fredda, illumina un po'il cielo, la luna ancora non si vede, ma fra poco splenderà col suo bel candore.

 LORO una volta rifocillati sono più arzilli che mai, hanno smesso di parlare di guerre antiche e recenti e scherzano sugli amici che hanno lasciato dietro di sé a casa, fanno progetti e si raccontano di com'erano, prima di conoscersi evidentemente.   LUI narra delle sue tante vacanze passate nella valle alta dove siamo diretti e LEI proclama che vuol rivedere i posti che le sono tanto piaciuti quando sono stati lassù assieme.   Intanto aguzza lo sguardo in giro per individuare i castelli che le piacciono tanto aggrappati sulle montagne, ma non ce n'è molti, e in ogni caso mimetizzati tra le rocce che si fanno sempre più vicine e alte sono invisibili nel buio.

 Ed ecco che all'improvviso la valle tra due muraglie di monti si allarga e appaiono tante luci, forse una città, ma ci passiamo accanto e presto sparisce alle nostre spalle. Qua e là nel blu scuro emergono come spettri minuscole casine bianche col campanile e il tetto aguzzo aggrappate ai fianchi dei monti sopra di noi poi una molto grande, che sembra quasi un castello, con tanto di mura tutto intorno e torri, spalmata sulla cima di una montagna più bassa che sta proprio al centro dell'incavo della valle: ha un'aria davvero maestosa mentre ci passiamo sotto, anzi ci arrampichiamo.   La pendenza è notevole e devo impegnarmi per bene, soprattutto nelle curve! 

- "Ma cos'è quello ? - fa LEI affascinata - Un castello o una città o cosa? 

- " Non ti ricordi?   E' Chiusa - risponde LUI -  uno dei più imponenti, e imprendibili, monasteri fortificati d'Europa!    Il paese è in basso, ma neanche si vede quasi.   E se guardi a destra, c'è il ponte Gardena: la val Gardena inizia da qui.   Il che spiega perché questo monastero fosse così importante fin dal Medioevo: è alla confluenza del Gardena con la valle del Brennero e praticamente mette in comunicazione la pianura padano/veneta con il centro Europa, la Germania."

 Guardo a destra, ma vedo solo una strana costruzione orizzontale che taglia il fiume: un ponte quella cosa lì ?     Mah, sarà. Io vedo solo una strana cosa col tetto tutto di legno che traversa il fiume accanto a noi e da lontano mi sembra molto fragile e scomoda per passarci.

- " La Val Gardena è molto bella, sai?   Dovremmo andarci.   Però è inutile che ti sforzi di vedere com'è dentro la valle da qui, è troppo stretta e anche la strada non scherza!   Bisogna risalire la valle proprio accanto al fiume per un bel tratto per vedere le cime stupende e famosissime e i paesini speciali, perché sono ladini."

- " OH sì, dobbiamo proprio andarci, ti prego ! Ne ho sentito tanto parlare, ne ho visto foto e cartoline ma mi piacerebbe davvero vederla coi miei occhi, sai? "

- " Beh - fa LUI - da dove staremo è distante, sì: bisogna sempre ricordarsi che non si può andare da una valle all'altra passando sopra le montagne, sono troppo alte. - scherza -    Sono pure troppo ripide e non ci sono ponti che uniscano le cime, ma solo qualche passo, da una valle all'altra, e comunque bisogna salire parecchio per arrivarci, per poi scendere dall'altra parte!   Carolina non sa volare, lo sai? "

- " E' vero, hai ragione -ride LEI - Carolina non sa volare, e non sa neanche nuotare!"

    Ma questi due spiritosoni mica mi vogliono prendere in giro, eh ?

      


(continua il 21 marzo 2022)

giovedì, marzo 17, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap.13 In cui scopro che le montagne sono davvero molto più alte rispetto alla pianura, la gente parla in modo differente da un pezzo ad un altro di strada e che ci sono persino strade che attraversano castelli e frontiere. par. 1

Par. 1 
Le montagne esistono davvero !


..... Tra tutti questi racconti entusiasmanti ho continuato a correre nella pianura bollente senza quasi accorgermene, ma sono un po' stufa di piattume. Però il sole pian piano sta calando.

- " Evvivaa!! - esclama LUI trionfante - Li vedi quei bozzi all'orizzonte? "

 Io non vedo proprio niente di men che piano, a parte gli alberi verdi sempre in file ordinatissime qua e là, e qualche campanile aguzzo sparso.

- " Ce l'abbiamo fatta, la pianura è finita, da adesso in poi basta piattume, si cambia paesaggio!! "

 LEI aguzza lo sguardo fuori:  - " E' vero, ecco là delle colline, ma quelle non sono montagne vere, sono tutte bassotte e tondeggianti, e non diventano più alte se ci avviciniamo, non crescono mica. - dubbiosa - Ce n'è ancora molta, di strada da fare? "

- " Beh - fa LUI - ne abbiamo fatta più della metà, ma l'autostrada, dove possiamo viaggiare più velocemente, tra un po' finisce, quando passiamo quelle colline lì: poi c'è solo la statale.   Eh, si, è ancora lunghetta la strada, ma che c'importa?   Arriviamo quando arriviamo: anche di notte fonda non c'è problema, qualcosa per dormire lo troviamo, tanto conosco tutti, e poi i miei avranno ben avvisato!"

- " Se dici tu che non ci sono problemi, va bene ! - e aggiunge - C'è pure la luna quasi piena, il tempo è bellissimo e se i tuoi non si preoccupano figurati io..." 

- " Ah si, si, vedrai che meraviglia!    La statale è più lenta, è più stretta e storta, però salendo ci sono tanti paesi e paesini carini, ci troviamo un bel posticino per mangiare..   e si mangia proprio benissimo !"

- " Ma che hai già fame??"

- " Beh sì, comincio a sentirmi un certo languorino, tu no? "

- " Appena un'idea, ma più che altro ho bisogno di sgranchirmi un attimo e far pipì. Ma non è urgente - ride - non ancora !"

- " Ah, ma pure io, che ti credi? - approva LUI -  Solo voglio farlo quando abbiamo cominciato a salire un po', così è più fresco!   La strada è lunga, la valle pure, ma la conosco bene, l'ho fatta tante volte, lo sai, e di notte c'è meno traffico sicuramente: sono pochi camion che viaggiano di notte qua, e i trattori poi non ci sono!"

 Questi due continuano a parlare di traffico e di fresco e di salire, ma a me non pare proprio che cambi niente...       Però eccole qui, finalmente le vedo le famosa colline che si avvicinano e diventano sempre più cicciotte, ma il caldo c'è ancora e parecchio:  l'asfalto della strada mi tremola ancora davanti al muso e sotto le ruote lo sento bollente...      Beh, mi fido, che altro dovrei fare?     Allora avanti!          L'autostrada come predetto, finisce dopo passate le famose colline, si paga col solito rituale e cominciamo pian piano a salire con le auto e i camion che ci vengono di nuovo contro.    Sali e svolta svolta e sali poi si scende un po' e si ricomincia a salire. Devo stare attenta a dove metto le ruote, qui non è mica tutto largo e protetto come prima !      E mentre la strada sale, accanto le colline accanto cominciano a crescere e crescere, intorno a un fiume grande e limpido che ci scorre accanto tra campi pieni di alberi bassi e tutti in fila come dipinti. E' molto bello ed è già più fresco, il fiume va nella direzione da cui stiamo venendo, e scende !!!      Allora davvero stiamo salendo, ma non è faticoso, intanto le colline diventano sempre più alte e grandi, tutte ricoperte di alberi e piante verdi tra le rocce bianche che vengon giù diritte fin quasi a sfiorarci.     Eh sì, diventano sempre più montagne, man mano che andiamo nella valle lungo il fiume d'argento e la luce si attenua e svanisce pian piano.



 E' molto piacevole stare su una strada che non va sempre in direzione unica, tutte le mie ruote e i miei ingranaggi costretti per lunghe ore a muoversi praticamente sempre con lo stesso ritmo si sgranchiscono felici di affrontare cambi-marce, accelerate e decelerate, svolte e sorpassi!   Che bello! Niente più piattume a non finire, anche i campi qui sono in pendio, pieni di alberini colorati di frutti rossi o di grandi foglie verdi! L'orizzonte è una specie di muro verde aperto a v sul cielo limpido e azzurrissimo che diventa sempre più blu mentre l'aria comincia finalmente a rinfrescare davvero il mio cuoricino bollente che spinge e canta dietro di me.       E vai che sali, attraverso paesini di casine basse e chiare o strette e grigie come torricine addossate le une alle altre.

- " Guarda! - esclama LEI entusiasta - Ma c'è un castello lassù su quel fianco della montagna! Proprio un castello vero, con le torri e gli spalti e tutto quel che ci vuole in un castello, eh?    Chissà come si chiama.    Com'è alto, come ci si arriverà?    Sarà abitato? - scruta nel fianco del monte con attenzione - Sembra disabitato e abbandonato. - osserva un po' delusa - Peccato, deve esser stato davvero difficile costruirlo lì sopra, ma si vede che è antico.

 Lui ride:    - " Ne vedrai un bel po' di castelli di qua in su ! Possibile che l'altra volta non te ne sei accorta?    Potrai farne una scorpacciata, te che ti piacciono tanto!   Quassù ad ogni incrocio di valli, a ogni strettoia ce n'è almeno uno a guardia da secoli!     Ricordi?     Questa via è uno dei collegamenti più antichi e importanti con il centro e il nord Europa, fino al Baltico: nei secoli passati  fin dall'epoca romana era importantissimo tener d'occhio la situazione del territorio per evitare brutte sorprese e questo era il sistema di controllo principale."

- " E' vero, questa è la strada che va al Brennero, il passo attraverso cui Annibale ha attraversato le Alpi per arrivare di sorpresa fino a Roma da nord, con tutti gli elefanti e le armate cartaginesi! - ricorda LEI e commenta -    Ma non gli è servito gran che, alla fine: per venire dal nord ci deve aver messo un sacco di tempo a spostarsi con tutte le sue truppe cartaginesi e le provviste fin dall'Africa ! Ha dato abbastanza tempo ai Romani e sono riusciti ad organizzarsi e a difendersi, anche se certamente non si aspettavano una cosa del genere !   Annibale è vero, ha vinto qualche battaglia, pure importante, ma ha dato ai Romani l'idea di costruirsi una flotta di navi attrezzate per andare ad attaccare i cartaginesi anche sul mare!    Certo che Annibale dev'esser stato un personaggio davvero notevole... "

 Continuano a discutere di guerre puniche ancora per un po', ma non gli bado più troppo, pare si tratti di cose finite da un pezzo, successe così tanto tempo fa che sembrano una favola; preferisco godermi il nuovo paesaggio così come mi si presenta.     A parte il fatto che abbiamo finito per ritrovarci bloccati dietro uno degli innumerevoli camion che fanno lo stesso percorso, ahimé, ed è veramente difficile da superare, perché la strada è piuttosto stretta, tortuosa e molte auto mi vengono contro, continuo ad andare salendo nella notte che pian piano avanza. Poche luci indicano la presenza di abitazioni ma sono solo piccoli grappoli qua e là in mezzo al buio: devo stare con gli occhi ben accesi e attenti per seguire il percorso da fare.

 Ci siamo ormai addentrati nella valle e le montagne e i castelli ormai al buio non riesco più a distinguerli, però sento che ci sono, mi circondano sempre più alti dietro e intorno a me.

- " Adesso vediamo di fermarci a mangiare qualcosa. - fa LUI con tono deciso - altrimenti finiremo per fare troppo tardi per farci dare da mangiare: qui vanno tutti a letto presto, anzi assieme alle galline!"

- " Oh menomale ! - approva LEI -  Oltretutto se non mi rimetto in piedi alla svelta mi sa che  non riuscirò più a uscire fuori di qui con le mie gambe! "

- " Guarda un po' in giro, se vedi qualche insegna illuminata avvisami !"

- " Va bene, ma guarda anche tu, eh?"

- " Ecco qua! Che ne dici, ti piace qui ?"

- " Oh sì, è proprio carino, speriamo che ci diano qualcosa da mettere sotto i denti, non mi va proprio di dover digiunare!"

- " Esagerata. - ridacchia LUI -  Qua, eccola servita!"


 Finalmente, anch'io avevo bisogno di una pausa. Mi fermo ubbidiente accanto a una casettina di legno, che vista da vicino non è poi tanto piccola; LORO scendono lesti e LEI comincia a guardarsi intorno muovendo e stiracchiando braccia e gambe con gran soddisfazione e gridolini vari.

- " Ahhh, che bell'aria fresca! Una vera delizia dopo il caldo del viaggio !!!" 



(continua il 19 marzo 2022)

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