giovedì, gennaio 27, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap.5 In cui si parla di cibi e di veicoli e scopro come possa essere disastroso l'incontro con un motorino cretino. Ma quando penso ormai di essere da buttare vengo salvata da due angeli in tuta.

Par.1 
In cui imparo  qualcosa in più sul cibo e che esistono anche auto che hanno due sole ruote, con e senza motore.


 Da tutte le vicende e le discussioni di questa giornata sto imparando che se il cibo è indispensabile per loro bipedi come per me, per muoverci, loro sui piedi io sulle ruote, i cibi di cui si nutrono sono diversi dal mio, non solo, ma non potrei mai trarre energia da quello che si ingoiano loro, e viceversa.

 Lì al Cantuccio mi rendo conto per la prima volta di QUANTO siamo diversi.

   A ripensarci ora mi fa una grande tenerezza rivedere nella memoria le loro fragili figurette esili agitarsi qua e là, spostarsi con le gambe a piccoli salti, gesticolare e afferrare con le braccia. I loro organi di movimento, come le mie ruote che però non sono mai state capaci di estendersi per abbracciare ! Anche se qualche volta avrei desiderato tanto di riuscirci a farlo anche io.

 Sconcertante scoprire che di tutto quel che ingoiano ne trasformano in energia solo una parte, energia per muoversi, parlare, pensare, un'altra per riaggiustare i loro corpi fragili che si trasformano in continuazione, rigenerando persino alcune parti rotte. E quello che non gli serve più dopo aver fatto tutto questo viene espulso dal loro corpo, scartato sotto forma liquida o solida, come liquidi e solidi sono gli alimenti che si mangiano.

 Per una come me, che mangio una cosa sola e non scarto niente, che non riesco a ricostruirmi i pezzi rotti o mancanti da sola, che ho bisogno che un qualche bipede mi riempia il serbatoio di benzina e olio e che non faccio mai né cacca né pipì, come loro chiamano i loro scarti, è davvero scioccante prendere coscienza della nostra diversità.

 Il mio giovane cervello è stato molto confuso da tutto questo, e ho dovuto rifletterci molto a lungo per riuscire ad accettarlo. Perché ero spaventata davvero dal fatto di esser così diversa da LORO e da quelli come loro, eppure di essere in grado di provare emozioni e sentimenti molto simili a quelli che loro esprimevano.

 Giornata davvero emozionante, scolpita nella mia memoria, anche se di quel che accade poi  non saprei dire gran che, sono troppo impegnata a dare un senso alla gran massa di parole e di informazioni che mi piovono addosso, poiché mi sfugge ancora il significato che hanno per LORO e i loro amici, per le loro vite.

 Con una tranquilla ronfata a tempo indietro fino in città, li riporto al sicuro dentro di me sull'asfalto delle strade. 

 La dormita pesante di stanchezza sotto casa, quella vera, di pietre e sassi, coi gatti a dormire felici sul mio tettuccio ormai chiuso, i soliti pettegoli in agguato, assieme a tutte le domande senza risposta e le perplessità affastellate nella mia testa. Troppe e troppo grandi per riuscire a metterle in ordine, troppa inesperienza ancora, per dar loro senso oltre la semplice apparenza.  

   Però è ancora mia la sensazione bella di quella giornata magica in cui per la prima volta so di aver vissuto accanto a LORO, i miei  LUI e LEI così diversi da me, e ai loro amici, vicini quasi come se fossimo parte di un tutto unico, quasi fossimo della stessa specie.

   L'affetto, i sentimenti e lo scambio allegro di emozioni e ricordi di cui son stata testimone muta, eppure partecipe. 

 Specie, forme, capacità differenti e apparentemente aliene hanno tuttavia condiviso con me la loro esistenza, probabilmente senza neanche rendersene conto, ma arricchendo la mia giovane inesperta intelligenza  di nuove e insospettabili voglie di sapere, capire.

 Conoscere e capire LORO, la loro vita, il loro mondo, in cui inevitabilmente sono coinvolta.

 E mentre medito qui sola tra le carcasse delle mie sorelle, in attesa di qualcosa che non so e ho pure un po' paura di sapere, rivedo LEI, che saltella vivace tra l'erba e i fiori sulle sue gambette lunghe ed esili e agita le braccia mostrando il suo regno dell'infanzia, spiegandone i segreti con la sua voce ridente e canterina; vedo LUI che la guarda, la segue, a precede, si illumina e sorride ascoltandola, le prende la mano, la stringe a sé; vedo gli amici, che aggiungono discorsi ed emozioni.   E tutti si muovono in quel mondo senza il mio aiuto, si rimpinzano felici di cose che mi ucciderebbero, si amano, si scambiano esperienze e sentimenti con affetto.

 Bellissimi, impossibili. Vivi.

 All'inizio della mia vita pensavo che ci fossero in giro solo bipedi e quattroruote più o meno come me, automobili o veicoli insomma, ma poi ho scoperto che di veicoli, come anche di bipedi, ne esistono di molti altri generi, misti, per così dire.

 Per esempio ci sono quelli giganti che si muovono con più di quattro ruote, anzi più sono grossi e lunghi e più ruote hanno più sono lunghi e grandi; possono averne tantissime e per giunta enormi. Poi ci sono anche quelli che di ruote ne hanno solo due.     Se all'inizio credevo che i veicoli  differissero solo per le dimensioni e il numero delle ruote, ora so che ce ne sono di tanti tipi diversi, anche se hanno lo stesso numero di ruote, e li chiamano con tanti nomi diversi.

 Tra quelli che hanno due ruote per esempio,  ce ne sono alcuni tipi che hanno un motore meccanico come me, ma mangiano benzina shakerata con olio, e forse è per questo che fanno un gran baccano a seconda della grandezza e della velocità, ma la maggior parte non è in grado di essere più veloce di me. 

 Possono portare un solo umano, al massimo due, ma sono enormemente instabili: riescono a rimanere in piedi in equilibrio solo camminando a una certa velocità, perché se rallentano troppo o si fermano vanno lunghi per terra, se i bipedi che sono sopra non poggiano uno dei loro piedi per terra, o anche tutti e due.

 Insomma questi cosi che si chiamano motorini o motociclette a seconda della grandezza, sono un po' handicappati, secondo me, anche se molto spesso specie quelli grossi e potenti fanno un gran casino e si danno un sacco di arie con le loro sgassate e i loro sorpassi a pelo di guscio.

I veicoli più piccoli sono le bici che di ruote ne hanno solo due, un po' come le due gambe dei bipedi, sono leggere e fragili, non hanno  motore. O meglio, il motore lo fa lo stesso bipede che  le guida: infatti camminano solo se i piedi di quello li appollaiato sopra le fanno spostare pedalando, cioè facendo girare le ruote. Sì. Anzi se quello che è sopra smette di far girare le ruote, a meno che non sia in discesa, smette di andare dopo pochissimo e tende a cadere: credo che siano veicoli scomodissimi, faticosi e anche pericolosi, per i bipedi che li usano.

 Però le bici ad alcuni di loro piacciono molto, le considerano divertenti e furbe, un modo per velocizzare il loro camminare: si siedono su una specie di trespolo con le due ruote attaccate che girano spinte dai loro stessi piedi su delle levette che trasformano il movimento del loro passo in forza motrice, moltiplicando lo spazio percorso. Insomma così il bipede con un solo passo, trasformandolo in giro di ruote, riesce a fare un percorso maggiore di quello che farebbe poggiandosi semplicemente per terra ! Capito che furbizia?

 Sicuramente finché il percorso è in piano o  meglio ancora in discesa, è stupendo: si corre e si vola, ma in salita il guidatore, che è anche l'unico passeggero, deve sudare assai e spendere tanta energia che gli converrebbe andare semplicemente sui suoi piedi e in genere è quello che fa.

 Certo le bici o biciclette come le chiamano mi sono infinitamente più simpatiche di quei moto e motorini col motore meccanico. Perché non fanno rumore e poi sono molto meno aggressive, e non si rimpinzano di quell'orrenda miscela di benzina e olio, che gli fa fare un gran fracasso e delle puzze orrende ! 

 Non so se queste bici sono in grado di fare anche percorsi lunghi su strada, forse senza tanti altri veicoli in giro; ma ovviamente l'autostrada è vietata per loro, poverette, non possono neanche affacciarcisi a poggiare una ruota,  e mi pare saggio con tutti quei bestioni enormi che ci corrono sopra! Penso però che in campagna devono essere molto divertenti per i bipedi e anche utili. E malgrado la loro fragilità e le loro piccole dimensioni sono anche brave a muoversi  nel traffico, svicolando qua e là ma per chi sta sopra quel trespolo assurdo in equilibrio non è sicuramente semplice e neanche tanto sicuro, basta il minimo urto per farle cadere assieme al bipede che le fa muovere. 

 Io non so ancora se sono più brava a muovermi nelle città e in tutti i luoghi dove le costruzioni si affollano intorno alle vie piene zeppe di veicoli e bipedi di tutti i tipi, oppure a percorrere grandi distanze anche in luoghi dove case bipedi e traffico scarseggiano.

 Sono piccolina, perciò nel percorrere le vie di città assieme alle mie sorelle e agli altri veicoli riesco a destreggiarmi molto più facilmente dei macchinoni pieni di prosopopea che mi ritrovo spesso ruggire accanto la potenza dei loro cavalli e rispetto ai grossi camion con rimorchio e tir sono sicuramente più veloce, se voglio, anche se so benissimo che se non lo fossi potrebbero far di me una polpetta di rottami. Per mia tranquillità dentro le città di quei mostri non ce ne sono molti che girano, in compenso ci sono i bus, che quasi sempre, forse perché si sentono più grandi e grossi, hanno una spiccata vocazione alla prepotenza.  In città poi esistono anche i tram: sono grandi come i bus, ma molto più lunghi e duri, addirittura alcuni possono piegarsi per seguire la strada, ma è più facile evitarli, perché non sono molto veloci e camminano su percorsi di metallo fatti solo per loro, fissi nelle strade, in cui scorrono con le loro piccole ruote di ferro, facendo spesso uno stridio fastidiosissimo; è facile evitarli, basta stare alla larga dalle loro rotaie, e lasciarli passare sempre per primi, altrimenti oltre a stridere cominciano a scampanare pure. 

 Ma quelli che veramente mi disturbano peggio di ogni altro mezzo di locomozione sono quei cosini a motore, i motorini e le motociclette che camminano su due ruote, con uno o due bipedi sopra e talvolta persino tre. Ce ne sono di diverse grandezze, ma tutti hanno in comune la tendenza a correre veloci più di me seguendo percorsi spesso assolutamente imprevedibili. Sono capaci di sbucare all'improvviso rombando da direzioni assolutamente impossibili da controllare, pronti a fermarmisi davanti di colpo e mettendo seriamente a rischio il mio bel musetto tondo. 

 I motorini mi fanno lo stesso effetto di quelle mosche fastidiose e aggressive, quelle che ronzano a tormento intorno a mucche e cavalli in campagna, solo che sono molto più grossi e decisamente più pericolosi.

 Probabilmente dipende anche dai bipedi che li usano e che li amano e spesso, non so perché tendono a trasformarli in una specie di proiettile impazzito e micidiale. Mi innervosiscono, in genere, anche se tento di ignorarli.


 Però ancora sento il batticuore angosciato della prima volta che mi è capitato di averci a che fare, tanto tempo fa. Capita che LUI mi pilota tranquillo per le stradine di una zona della città che si chiama Trastevere – poi ho scoperto che è oltre il gran fiume di Roma e si chiama così per questo – e LEI gli è seduta accanto.

 Devo fare molta attenzione: le stradine sono strette, sconnesse e piene di trappole per le mie gomme, per cui procediamo pian pianino, senza fretta.

 LORO discutono su dove andare a mangiare una pizza e io non so che cosa sia, ma certamente sarà qualcosa di quelle zozzerie che gli piacciono tanto...

 Questi umani non sanno fare altro che mangiare e ancora non riesco a farmene una ragione.

 Intanto mi  muovo con gli occhi ben aperti e illuminati nel caos di gente che passeggia, si ferma, riparte, si mescola e si rimescola con auto e veicoli di ogni tipo e misura. Sto appena per svoltare  ed ecco, sento al mio fianco destro un ronzio tremendo e intravedo un bipede su un coso rosso che mi sfiora quasi il parafango e poi mi schizza davanti al naso fermandosi di botto. Il bipede sopra si gira, piede a terra,  e comincia strillare qualcosa a qualcuno che è lì davanti a un negozio. LUI pronto con un colpo di freno che mi fa miagolare, mi blocca  sulle quattro ruote e comincia a smadonnare con passione; LEI pure è arrabbiata, ma non strilla, bofonchia qualcosa che non capisco, lo esorta a pazientare.

 Stiamo lì bloccati: non c'è spazio sufficiente per passare finché quello non si deciderà a spostarsi e dietro di noi qualcuno comincia dar segni di nervosismo sfogandosi sul claxon. Per fortuna il dialogo di quei due strilloni è breve, pochi urli che non capisco, poi il coso rosso col suo cavaliere riparte a razzo e sparisce tra i vicoli in un attimo. LUI non sembra molto sorpreso della scena, ma io lo sono, invece, e molto. Poi proseguono e finalmente trovano quel che stanno cercando, mi piantano lungo la strada nel casino ad aspettarli e si accomodano in un tavolo tra mille altri – forse esagero – a ingoiarsi questa pizza che cercavano, annaffiandola con un liquido, giallo stavolta, che da lontano somiglia al gasolio, chiacchierando allegramente con altri bipedi che fanno la stessa cosa.   

 E così scopro che la pizza è una cosa bianca e rossa rotonda  e molliccia che tagliano in pezzi e si cacciano in bocca felici. Bah, chissà mai che gusto avrà, se gli piace così tanto per me è sicuramente veleno. Per distrarmi da quella vista ripenso all'accidente di poco prima col coso, pardon motorino, rosso.

 Ho già visto un coso simile sotto casa, il Cespuglioso pettegolo ne usa uno e lo lascia sempre lì, ma l'ho sempre visto camminare poco più veloce di un bipede che cammina e anche se pure quello fa un rumore fastidioso come le chiacchiere del suo padrone, non pensavo proprio che ce ne fossero altri più veloci e ancora più rumorosi.

 E vero che da allora ne ho incontrati un sacco, ma non li ho mai potuti soffrire, anche se LUI è bravissimo e fin da quella prima volta mi ha dimostrato di saperne evitare le insidie con grande abilità e riflessi  più che pronti, salvandomi quasi sempre il guscio. Anche LEI,quando finalmente prese a guidarmi più tardi, era molto abile; comunque ciascuno a modo suo, reagivano comunque alle incursioni insidiose e alla prepotenza di questi mostriciattoli con insofferenza e fastidio, sfogandosi a parole e parolacce.

 No, i motorini non li amo e non li ho mai amati, anzi li ho da sempre cordialmente detestati assieme ai loro bipedi che li guidano all'impazzata, prepotenti e maleducati come dovessero passarmi sopra o attraverso.

                        (continua il 30 gennaio 2022)

mercoledì, gennaio 26, 2022

CAROLINA auto-biografia Cap. 4 par. 4

par 4  -   In cui imparo che i sentimenti nelle famiglie di bipedi non sempre sono amorevoli..

 

- “ La tua dev'essere davvero una famiglia incredibile.”

- “ Continuo a pensare che sia stata una vera follia! E un tale eccesso di promiscuità !! ”

-“ Può darsi, ma non credo. Se ci pensate non è molto diverso dal vivere in una grande tenda in campeggio, in effetti, e la gente adora andare in campeggio, a vivere tenda contro tenda, cucinare all'aperto e così via, anche per mesi.   Noi sorelle poi eravamo allenate a convivere in poco spazio senza darci troppo fastidio, a collaborare assieme con calma, e poi nostra madre era un capo formidabile davvero, e indiscutibile !     I problemi li hanno creati semmai quelli che non erano allenati come noi! ”

- “ Mi sa che più che una vacanza quei giorni sono stati una specie di campo militare !! Mentre parlavi mi hai fatto venire in mente quando facevo il soldato...”

 “ E' vero, pure a me !  E per giunta con un unico WC,   fuori di casa... Ma che facevate, le prenotazioni ?”

- “ Ma è proprio questo l'elemento più utile di tutta la situazione! Non c'è bisogno di prenotazione - fa LEI – perché qui si vive nella bella stagione e mica si vive dentro la casa tutto il giorno, si vive tra la casa e il giardino, insomma nel recinto della siepe che delimita il territorio di cui essi sono solo degli elementi pratici.  Il Cantuccio è tutto questo, non la sola costruzione.

 Capite meglio ora come mai il WC è fuori? - ride maliziosa - Se hai fretta ed il cespuglio-WC  è occupato, puoi sempre trovartene occasionalmente un altro in giro dove ti pare ! - di nuovo seria - Poi ci sono anche gli aspetti tecnici, ma non credo che vi interessino, per ora.”

- “ Menomale che siete solo tre sorelle!”

- “ Quattro. Più gli annessi e connessi !”

- “ Eh si, un buon numero ! Ma per fortuna non abbiamo avuto la presenza di ospiti esterni alla famiglia, vi pare? “

- “ Va bene, per il WC  - ridacchia  l'Occhialuto-lungo -  ho capito, però credo che per tutto il resto, per l'acqua, la cucina il mangiare e il lavarsi sia stato davvero una faticaccia ! Ma quanti anni avevi ? E i tuoi genitori dovevano essere già vecchiotti, immagino.”

- “ Era l'estate del 1962, i giorni di Ferragosto, solo una decina di anni fa, mica secoli! Effettivamente è stata una vera faticaccia, ma soprattutto dopo che se ne sono andati tutti, sorelle e relativi mariti, suocere e figli, di nuovo alle case loro. Abbiamo svuotato completamente la cisterna dell'acqua potabile in una settimana e abbiamo dovuto farla riempire con l'autocisterna, e io ho pompato tanta di quell'acqua per il serbatoio che mi sono venuti dei bicipiti di acciaio !!

 Poi quando l'invasione è cessata la mamma ed io abbiamo passato una giornata intera dall'alba al tramonto a ripulire casa, sembrava ci fossero passati i vandali! Quella sì che è stata una sfacchinata, ma la casa è piccola - ride - una vera fortuna! 

 Prima eravate curiosi di come eravamo organizzati per dormire e ve l'ho spiegato.  In realtà non credo che nessuno sia riuscito a dormire gran che, con tre bambini che si alternavano a piangere o a strillare per tutta la notte.   Certo a quindici anni - continua LEI con un certo sarcasmo - è stato un bell'allenamento per i miei nervi, oltre che per il fisico, e per testare l'autocontrollo di ciascuno.

 E' stato allora che ho cominciato a persuadermi che lo spazio è importante, e a capire che un po' di distanza ci vuole tra l'uno e l'altro, a noi umani, per non saltarci alla gola...”

 Gli altri la guardano stupiti e un po' increduli. LUI le dice allegramente:

- “ Ma dai! Dopotutto eravate una famiglia, vi volevate bene... e poi c'era tanto spazio intorno, se non dentro casa ...”

 Ma LEI insiste ironica con una punta di malizia:

- “ Infatti è stata una vera fortuna che ci fosse l'estate, le notti calde e tanto giardino intorno. E pure i viali e i boschetti un po' più in là ! - sogghigna allegramente – Ero già bravissima a squagliarmela di notte dalla finestra da anni, e allora sono diventata ancora più brava : - dice con aria trionfante – me la squagliavo pure di giorno! Intanto per dormire mi ero trovata un posticino distante da tutto e da tutti dove nessuno mi potesse scocciare, a cominciare dai grandi che erano sempre pronti a darmi da fare questo e quello !

 I miei nipotini erano molto divertenti, per me era una novità vivere assieme a dei bimbi più piccoli di me, non mi era mai capitato. Avevo fino allora avuto a che fare al massimo con coetanei, ma convissuto solo con gente molto più grande di me, per cui era un po' come avere finalmente dei fratellini con cui giocare a fare la sorella maggiore, non c'è una differenza di età così grande come con le mie sorelle !  Non che non li frequentassi già da prima, ma quello è stato un momento davvero particolare. E ha creato un legame affettivo diverso da quello familiare, che dura ancora adesso, anche se non ci vediamo molto. 

E' stata un'esperienza bellissima, per me, e credo anche per loro. E mi ha insegnato molto su me stessa e anche sugli altri, cose  che forse non avrei imparato se non fosse capitata quella strana situazione. “

Gli altri l'ascoltano pensierosi, LEI chiede:

- “ Riuscite a capirmi ? Penso di si, anche se abbiamo avuto esperienze diverse! “



- “ Ti capisco, sì, eccome! - fa LUI – E mi sento un po' invidioso.. Ho sempre desiderato tanto avere fratelli e sorelle! Invece sono cresciuto praticamente da solo, al massimo cugini, o compagni di scuola più tardi. Sarebbe piaciuto pure a me... -  si rivolge agli amici - I suoi nipoti sono davvero simpatici, li considero un po' anche miei. Peccato che non ci si veda tanto, per stare un po' insieme, mi piacerebbe moltissimo! Ma sua sorella e suo cognato sono sempre piuttosto scostanti con me, non capisco perché. E pure con LEI !” 

- “ Per me è stato più facile – è l'Occhialuto-lungo che parla – Ho un solo fratello e con lui son stato veramente inseparabile da piccolo. Amici e complici, più che fratelli, insomma. Anche adesso stiamo bene insieme quando ci ritroviamo. Perché lui vive a Milano e io a Roma.   Però lui è sempre stato il preferito di mamma e papà, quello più bello, più bravo, più buono, mentre a me mi consideravano la pecora matta della famiglia ! - sorride agli amici - Insomma una situazione classica. Penso che questo abbia contribuito abbastanza a un certo punto a separarci, lui in una città, io in un'altra ed entrambi ben lontani da loro!    Probabilmente lui era stufo di vedermi dar la croce addosso in continuazione, e di essere costretto ogni volta a prendere le mie difese, specie con mia madre, con cui ho sempre avuto rapporti conflittuali. Invece mio padre cercava di smussare gli spigoli, bontà sua, ma naturalmente l'unico successo che otteneva era quello di litigare in continuazione con mia madre, così noi due siamo scappati lo stesso al più presto da loro, perché la situazione era proprio  insostenibile.”

 LEI commenta affettuosamente:

- “ Evidentemente gli spigoli c'erano, no? Anzi, hai pure un sacco di aculei puntuti! Sul fatto che hai un gran caratteraccio non si discute proprio! “

Tutti se la ridono.

- “ E' vero, è vero! - esclama l'Occhialuto-piccolo – Ne so qualcosina io, visto che ci vivo assieme! - e aggiunge – Menomale che mi sono abituato da piccolo a difendermi dalla quelli che non gli va mai bene niente !    Con mia sorella era una lotta permanente. Tra lei, mia madre e un intero esercito di zie, zii e cugini di vario grado, tutti che ce l'avevano con me sono dovuto scappare di casa pure io, per sopravvivere !     Qualunque cosa dicessi o facessi, oppure non facessi, dovunque andassi o non andassi e chi frequentavo o non frequentavo, anche semplicemente incontravo, diventava immediatamente argomento di discussioni in casa e in tutte quelle collegate, ovunque insomma!!!   E tutti sapevano tutti i fatti miei, oppure se li inventavano  - dice con aria addolorata e anche disgustata – Naturalmente non vi dico i commenti, vista la meschinità, la volgarità e anche la cattiveria diffuse dentro e fuori di casa!  Una vera persecuzione.   Credetemi, non è che sia così simpatico in una piccola città di provincia trovarsi ad essere sempre al centro dell'attenzione e sapere di essere considerati perennemente la pietra dello scandalo !”

 Sono tutti attentissimi alla sua storia, con amichevoli parole di comprensione, di affettuosa solidarietà, di approvazione.

 LUI gli chiede affettuosamente se abbia cercato di difendersi, di ribellarsi a questa specie di persecuzione familiare e incoraggiato Occhialuto-piccolo  prosegue  con passione:

- “ Oh, certo che ci ho provato! Ma l'unica possibilità che avevo per difendermi almeno un po' era sapere tutto quello che potevo su di loro, vita morte e miracoli!

 A cominciare dagli scandaletti segreti di interesse o di sesso!

 Perché  tutti ce li hanno,  i loro segretucci sordidi e intrighi squallidi e vergognosi, di potere e di letto, soprattutto in un posto come quello.     Insomma, come si dice, il più pulito è proprio quello che c' ha la rogna e in una situazione così, visto come mi avevano sputtanato, ero certamente io. Quel che facevo era di dominio pubblico, no?    Allora se ero ben informato dei fatti altrui, invece di preoccuparmi di farmi solo i fatti miei, se qualcuno si azzardava a impicciarsi di me e soprattutto a sparlare, potevo ripagarlo della stessa moneta, magari anche con gli interessi.”

 LUI e LEI  hanno seguito il racconto di Occhialuto-piccolo con curiosità e rispetto nuovi, mentre il suo amico Occhialuto-lungo lo avvolge di uno sguardo pieno di amore e comprensione. 

- “ Ahh – fa LEI scherzosamente affettuosa – ecco perché ti piace tanto sapere tutti gli affari di tutti gli amici e ti scoccia tanto che gli altri, amici compresi, conoscano i tuoi !!! Poi quando si parla di te e ti si chiede qualcosa che ti riguarda, sembri un'ostrica ben chiusa e tiri fuori anche gli aculei se uno insiste !!”

Ma l'Occhialuto-lungo interviene a difenderlo subito:

- “ Ehi, mica gli darai del pettegolo eh? E poi, non c'è cattiveria a voler sapere quel che fanno o non fanno gli amici, è normale.   Così chi ha qualche problema può sfogarsi un po' con un amico che lo capisce e lo conforta, lo facciamo tutti ed è positivo, talvolta necessario. Altrimenti come si fa, certe volte,  a superare i momenti difficili ?  Si è amici è anche per questo !”

- “ Certo, hai ragione – interviene LUI – a patto che sia reciproco, però! - e aggiunge – Magari gli amici ti ascoltano amorevolmente e ti prendono anche un po' in giro, e la buttano in ridere per sdrammatizzare. E poi spesso finisce che, sempre per per ridere, mica per cattiveria, - ironico - vanno a raccontare le tue storie in giro ad altri amici...

 Anche se può dare un po' fastidio sentir pubblicizzare le proprie pene, alle volte però raccontarsi è utile per metabolizzare meglio le esperienze e imparare dagli altri cose che ti sono di aiuto quando serve. - e conclude serissimo – Di certe cose non puoi mica parlarne con i tuoi genitori, ne sanno quasi sempre meno di un tuo amico.  Non sono mica disposti a capire quel che hai e poi in ogni caso è difficile spiegarsi tra vecchi e giovani. I vecchi sono sempre convinti che quel che fai non va, perché per loro è idiota, assurdo e in ogni caso sbagliato e i tuoi problemi ne sono la ovvia conseguenza. Insomma nove su dieci sono capaci di propinarti le solite scemenze del tipo -pensa a studiare, trovati un buon lavoro qualificato e pedalare. Non venirci a scocciare con le questioni amorose e il sesso, trovati una brava ragazza, te la sposi e lo fai, sottinteso il sesso con lei, quanto e come ti pare -.”

 Gli amici lo ascoltano attenti, annuiscono, LEI se lo sta studiando con sguardo amorevole.

 LUI continua in tono amareggiato: 

- “ Insomma quando ti serve da loro un aiuto affettivo, un consiglio di vita e glielo chiedi, ti aspetteresti che almeno ci provassero, a dartelo. Dopotutto hanno più esperienza di te e se ti hanno messo al mondo si suppone che, oltre al volerti  bene, ne sappiano qualcosina più di te, del sesso. Non tanto, ma almeno le nozioni principali ! - ride ma è arrabbiato - Ti aspetti che quell'affetto e quella considerazione umana di cui continuano a sproloquiare a destra e a sinistra sostenendo che vogliono il tuo bene, che ti amano tanto, almeno ci provassero a dartelo, quando glie lo chiedi, anche sotto forma di informazioni. 

 Invece è proprio lì, quando provi  a reclamarlo, che li scopri drammaticamente incapaci di fare altro che o ignorarti o redarguirti. E scopri che considerano le tue richieste di aiuto solo pretese assurde.

 E' duro dover prendere atto che è solo la loro ignoranza che gli impedisce di rispondere alle tue domande è anche quella che gli impedisce  di vergognarsene, malgrado pretendano sempre di essere i tuoi punti di riferimento morale e materiale ! - conclude amaramente -  Se vai a chiederglielo, reale e affettivo conforto, consiglio, aiuto morale e non moralistico, quando ne hai davvero necessità, al massimo ti chiedono se ti servono soldi, e magari te li danno pure, per poi rinfacciarteli alla prima discussione che si scatena inevitabilmente quando qualcosa di quel che gli sembra tu stia facendo non è in linea con le loro semplici istruzioni di cui sopra...”

- “ Ah, caro mio, -scatta su LEI - non crederai mica di essere l'unico a cui capita tutto ciò eh? - guarda gli amici aggiungendo – Cose del genere sono successe  a tutti noi!  Che non hai visto come hanno reagito le mie sorelle quando ci hanno visto assieme? - LUI annuisce – Per non parlare dei loro mariti, i cari cognati.”

 LUI conferma e rivolto agli amici :

- “ Vi ricordate quando stavamo per sposarci ? Beh, è vero che abbiamo fatto le cose un po' velocemente, però abbiamo comunque dovuto aspettare i due mesi regolamentari delle pubblicazioni pure a Firenze, perché avevo risieduto lì nei due anni precedenti con R! “

- “ Eccome se mi ricordo! - interloquisce l'Occhialuto-lungo – Il giorno del giuramento sei partito come un razzo per Firenze per accelerare i tempi ! - e all'amico – Mi sa che non lo sai perché ancora non ci conoscevamo, ma io ero lì vestito come uno scemo a fare da testimone a questi due matti ed è stata una scena proprio comica!     Avresti dovuto vedere la faccia che ha fatto LUI quando ha scoperto che la data che avevano scelto per le nozze doveva essere posticipata!  - ride - Credevo che mordesse l'impiegato! “

Occhialuto-piccolo è tutto interessato:

- “ Ma davvero! Raccontatemi, forza! Avrei voluto esserci.”

Ma LUI taglia corto e li interrompe continuando:

- “ Sia come sia, abbiamo dovuto aspettare due mesi prima della cerimonia ufficiale. Pensavo di poterli utilizzare per conoscere le rispettive famiglie, no? E poi ero tutto contento che LEI avesse delle sorelle e le ho subito considerate anche mie, insomma, io ho sofferto molto di esser stato figlio unico, lo sapete.”

- “ Immagino che saranno stati tutti contenti, a cominciare dai tuoi, che continuavano a dirti di sposarti, no? E pure i suoi, soprattutto le sorelle: fa sempre piacere, credo, che una sorella si sposi, specie la più piccola. Saranno stati tutte felici come pasque ! “  fa l'Occhialuto-piccolo. 

 E LEI seccamente:

- “ Ma neanche per idea, ti sbagli proprio ! Le due maggiori, e i relativi mariti, hanno reagito malissimo. Sembrava che fossero tutti offesi o seccati con LUI, non so di che.  L'unica che ho visto contenta e gli ha fatto grandi feste, è stata mia sorella piccola.     Ma lei la conoscete, sembra sempre che viva dentro un romanzo rosa, e una situazione secondo lei “romantica” è proprio quello che ci vuole per suscitare il suo interesse !    Poi siccome deve stare sempre al centro dell'attenzione, si è messa a fare un sacco di storie.   Insomma si è messa a pretendere di sovrintendere all'organizzazione della cerimonia, inviti, vestiti eccetera, insomma si è autonominata la perfetta madrina di nozze.    Secondo me anche per fare un dispetto alle altre, far vedere che lei era controcorrente e soprattutto impicciarsi !!! “

 Tutti si mettono a ridere

 LUI fa un po' ironico:

- “ Poveretta, però è tanto carina e affettuosa!  E' rimasta malissimo, anche peggio di mia madre, quando dopo aver riflettuto un po' sulle varie possibilità  le abbiamo cassate tutte, e abbiamo deciso che visto che la festa era nostra, ce la facevamo come ci pareva a noi. e  chi non gli stava bene si attaccasse!  - ride – E così abbiamo fatto, lo sapete.    Lo stile di una unione riguarda solo i due che si uniscono ! ”

- “ Certo  -  fa LEI – Tutte queste menate di partecipazioni, rinfreschi, pranzi e cose varie avrebbero potuto anche essere divertenti, se non fosse stato per le aspettative di quelli che sarebbero stati coinvolti. O meglio, quelle dei gruppi familiari, il mio e il suo, che già a prima vista erano destinati, salvo rare eccezioni, a entrare in confitto. Con i nostri amici più cari nel mezzo, poveri disgraziati, e mia sorella piccola si fa per dire autonominatasi a dirigere le danze !!! - ride appassionatamente  e guarda LUI che ride pure – Ci siamo resi conto quasi subito, appena abbiamo cominciato a tentar di fare una lista dei possibili “invitati”, che si sarebbe scatenata praticamente una guerra tra i nostri amici e le famiglie, per cui qualunque ricevimento o semplice rinfresco rischiava di diventare una rissa.     Ve li immaginate i nostri amici, li conoscete bene quanto noi come sono, messi assieme a un coacervo di bacchettoni tradizionalisti come quelli? Sarebbe scoppiata di sicuro la terza guerra mondiale !   Come minimo qualcuno, specie dei miei, se ne sarebbe uscito in modo, diciamo, inopportuno. Oh, li ho sentiti anche troppo bene, i loro commenti sul mio stile di vita!” 

 LUI aggiunge sghignazzando assieme agli amici:

- “ E figurati i miei ! Praticamente tutti diopatriaefamiglia...peggio dei tuoi cognati! E capitanati da mia madre che ancora dopo due anni ancora non si è rassegnata a buttare tutte le partecipazioni che ha fatto stampare! - e rivolto a LEI – Ancora mi chiedo come hai fatto a farti venire al volo quella bellissima idea che le avresti fatte tu originali di ceramica, quando mamma ha cominciato a rompere con le bomboniere!  Così tu non le hai fatte, il tempo è passato e  lei l'ha piantata.”

- “ Ma davvero non vi sarebbe piaciuto un bel matrimonio, di quelli con tutte le cose che tutti vogliono ? - chiede incuriosito Occhialuto-piccolo.

- “ Ma sei matto ? - risponde LEI e LUI la spalleggia – NOI?  Magari pure in chiesa, con l'organo che suona, l'abito bianco, il velo, le damigelle, i paggetti che reggono lo strascico e tutti gli ammennicoli, prete compreso, eh? 

 Si – LEI comicamente convinta – devi essere proprio matto !”

Occhialuto-lungo comincia a ridere e approva:

- “ Hai ragione, hai ragione! Capisci adesso che cosa mi tocca sopportare ?  Sembra una persona normale, civile, invece è proprio matto come un cavallo, va pazzo per queste cose romantiche peggio di tua sorella!!!  E io continuo a chiedermi come faccio a sopportarlo, uno così..!” 

 E mentre Occhialuto-piccolo sta per replicare arrabbiatissimo lo abbraccia stretto stretto e gli da un gran bacio sulla bocca che lo fa diventare tutto rosso in faccia ma gli passa la voglia di arrabbiarsi, non la curiosità. Così insiste a chiedere a LEI altri particolari:

- “ Ho capito come l'han presa le tue sorelle e i suoi, ma tuo padre ? Lo conosco un po', so che è una persona particolare e avete un ottimo rapporto, ma dopo che ho visto questo posto, sono davvero curioso di sapere come ha reagito !”

- “ Ahh, beh -fa LEI senza farsi pregare –  Devo dire che l'unico decente, tra i padri che ho visto in giro, è sempre stato il mio e anche in questa circostanza non si è smentito. Papà ha buttato tutto in ridere, come fa da sempre, specie le cose più serie ! Quando è richiesto che faccia “il Padre”, è capace di inscenare delle uscite incredibili, sembra proprio il paterno genitore carico di retorica familista di un fouilleton dell'ottocento!  Ma lo fa solo per commedia. 

 E' troppo saggio, o folle come diceva mia madre. - ride affettuosamente – Io sono certamente l'unica fortunata, qui tra noi, ma non solo, ad avere un padre per amico, e pure complice, quando mi è servito.   Un papà insomma, con cui poter parlare di tutto quello che mi coinvolge e lo coinvolge da sempre, liberamente e senza altri ruoli che quelli derivanti dall'esperienza, sempre pronto a solidarizzare quando ti serve, a darti una mano amica, a lottare assieme quando ne hai bisogno. e lo stesso vale per me nei suoi confronti.   E abbiamo sempre usato discrezione e rispetto, oltre che affetto grande, nella nostra amicizia reciproca...”

- “ Sì ma non mi hai ancora detto come l' ha preso tuo padre, il vostro matrimonio! Dopotutto tu eri l'unica che viveva con lui. Un po' gli doveva dispiacere no ?” protesta Occhialuto-piccolo, mentre gli altri due stanno lì pensierosi.

- “ E come doveva prenderlo, un tipo così? - fa LUI sorridendo – In ridere ovviamente, il che era la cosa più appropriata da fare visto che noi ci volevamo divertire, sposandoci, mica  angosciarci ! “

- “ Però - fa LEI – non puoi negare che ti ha preso in giro ben bene quando sei andato a fargli il discorsetto  di prammatica, la “richiesta della mia mano” insomma ! -  ride allegramente e si rivolge ai due amici –  Avreste dovuto proprio vederli, LUI tutto serio che parlava dei perché e dei percome e papà che praticamente gli voltava la schiena e  continuava imperturbabile a dipingere come se non ci fosse.    Quando LUI finalmente ha finito le parole, papà si è girato e ha cominciato a guardarselo dalla testa ai piedi come se fosse stato una scultura su cui esprimere una critica in una mostra d'arte o in un museo.   E dopo esserselo studiato ben bene si è rivolto a me serissimo complimentandomi per la scelta estetica, che era un gran bel ragazzo e ciò dimostrava come io fossi decisamente a un livello intellettivo e culturale molto al di sopra di quello delle mie sorelle. Infine ha chiesto solo, sempre serissimo e solennissimo, se avessi necessità che mi accompagnasse a un qualche altare in una qualche chiesa. A questo punto lo abbiamo rassicurato in coro sul fatto che era esentato da ciò, perché ci saremmo uniti in matrimonio civile. Lui ha espresso teatralmente il suo sollievo per questa soluzione rinnovando i complimenti per la scelta. E ci ha  comunicato di esserci anche assai grato per non costringerlo una volta tanto a sorbirsi tutta la pappardella dei preti, che proprio non li sopporta! Ma noi non riuscivamo più a rimanere seri, e così ridendo gli ho comunicato che se per caso gli fosse andato di venire al Campidoglio ci avrebbe fatto un gran piacere! 

 Quindi, mio caro amico, vedi come l'ha presa mio padre ? - LORO ridono assieme - Uno spettacolo indimenticabile, e una recitazione veramente degna di un oscar !”

Occhialuto-lungo  commenta ridacchiando:

- “ Eh sì, però tu non lo dici, ma a LUI, che non lo conosceva gli ha fatto passare un brutto quarto d'ora, altroché, con la sua sceneggiata, finché non ha capito ! E adesso ci ride, ma mica rideva tanto la sera che è nevicato e voleva rimanere a dormire lì a casa tua e l'ha buttato fuori perché il “tanto-ci-sposiamo-tra-una-settimana” aveva deciso che come Padre non gli andava bene ! “

- “ Vabbè – fa LEI – ma questo è stato solo perché qualcuno dei miei cognati  o delle mie sorelle gli aveva fatto pressione, sicuramente. O semplicemente gli scocciava avere LUI in giro per casa. Un po' di gelosia ce l'ha, anche se la controlla bene! “

- “ Altroché – fa LUI – Hai proprio colto nel segno. Ma i genitori sono tutti un po' gelosi dei figli. Sembra una contraddizione perché stanno sempre a dirti sposati sposati, poi quando vedono che te ne stai per andar via a vivere con un altro, ti sposi sul serio, si fanno prendere dalla gelosia più patetica. Forse chissà gli sembra finalmente di diventare vecchi.    Ricordi, pure mia madre non ha scherzato mica, col suo “bambino-mio-mi-lasci” e col pallino che dovevamo passare la prima notte a casa con lei !”

- “ Non mi dite che l'avete accontentata ! - scherza Occhialuto-lungo facendo l'occhietto al suo amico  - Non ci crederei mai e poi mai! “

- “ E fai proprio bene - fa LUI – ma era proprio matta! Le ho risposto di non impicciarsi e basta. E devo dire che non ci ha più provato. E che diamine !”

    

                                          (continua il 28 gennaio 2022)


lunedì, gennaio 24, 2022

CAROLINA auto-biografia -Cap.4 par. 3

  par.3
dove scopro che i bipedi dormono sdraiati e oltre a mangiare e bere fanno anche pipì..


LEI prosegue

- “ Il bello è stato quando sono arrivati i mariti delle sorelle e i nipotini ! A pieno carico, per così dire,  siamo stati ben in dodici un'estate, se mi ricordo bene nel 1962. Per fortuna tutti assieme solo per una decina di giorni. “

- “ Càspita, ma come ci siete riusciti a stare? Dovevate essere  proprio uno sull'altro !!!” 

 -“ Hai ragione, siamo stati proprio uno sull'altro ! C'erano le cuccette, no? Parlando seriamente, è stato un problema difficile ma interessante da risolvere: mettere a dormire dodici persone, tra grandi, piccoli e lattanti in 48 metri quadri di spazio, veranda compresa. - ride sarcastica - Un problema non solo spaziale/matematico, ma anche antropologico. Intanto le sole cuccette non bastavano, erano solo 6 posti letto singoli.                                                                                                                              Allora abbiamo aggiunto le brande militari, solide e di dimensioni ridotte, che quando servono si montano, e si smontano quando non servono o ingombrano. Per farle scomparire del tutto basta metterle in garage! Passata quella buriana, le abbiamo sostituite alle cuccette della stanza grande. Perché papà e io eravamo affezionati a quella cuccetta e lui adorava dormire lì. Ma ormai qui stavamo solo mia madre, io, qualche volta mio padre nei fine settimana perché tutti gli altri si erano costruiti casa un po' più in là!”

 Conclude scherzosamente

- “ Tutto chiaro ? Domande ?“

- “ Va bene, abbiamo capito, ma è mezz'ora che sto aprendo tutti gli armadi e guardando dietro tutte le tende stupende, ma non riesco a trovare il bagno!

E' l'Occhialuto-lungo che in tono di comica disperazione strilla col suo vocione:

- “ Si può sapere dove l'ha nascosto, tuo padre ?”

- “ E' vero, hai ragione! - strilla l'Occhialuto-piccolo – insomma il bagno, come lo chiami, il WC ?   Dov'è???”

 LEI e LUI si guardano e scoppiano a ridere e ridono così tanto che gli amici un po' innervositi cominciano a protestare:

- “ Ehi, ma che c'è da ridere? E' uno scherzo?  Ma che razza di scherzo è ????”

L'Occhialuto-lungo è perplesso e un po' arrabbiato.

- “ Dai, piantatela, mica è una cosa così strana eh!

Occhialuto-piccolo cerca di far vedere di stare allo scherzo, ma sembra sempre più a disagio, chiede in tono acido:

-“Ma che siete qui, una specie a parte? Non mi verrete a dire che chi abita qui non fa mai pipì o altro eh ? ”

 LORO non smettono di ridere, anzi ridono sempre di più mentre l'Occhialuto-lungo tenta invano di non ridere a vedere l'amico che si agita sempre di più e sta cominciando ad arrabbiarsi sul serio. 

 Allora LEI  se lo prende per mano, gli dice decisamente “Andiamo” e se lo trascina appresso , mi passano davanti e si incamminano nel vialetto accanto alla casa-giocattolo mentre LUI chiude la processione ridendo sotto i baffi.    Fatti pochi metri LEI si ferma davanti a un bellissimo enorme cespuglio romanticamente sotto un grande pino,  e mostra con gesto comicamente solenne una porticina nel cespuglio seminascosta dalla cascata di foglie verdi ed esclama allegramente:

- Eccolo qua il WC che cercavate con tanta angoscia ! I signori si accomodino!

 Gli Occhialuti la guardano perplessi, mentre LUI non riesce a trattenersi dal ridere, e LEI continuando:

- “ Avete protestato che non riuscivate a trovarlo, nel Cantuccio.  Volevate il WC ? 

 Apre graziosamente la porticina  e proclama solennemente:

- “ Ebbene, ecco il nostro gioiello! Per la vostra comodità il più piccolo, romantico, funzionale ed ecologico WC esistente al mondo !”



 Gli amici si guardano sempre più sbalorditi, ma LORO continuano esilarati  a ridere di gusto, poi  l'Occhialuto-piccolo con gesto risoluto si tuffa dentro e chiude la porta, mentre gli altri si allontanano a gironzolare discreti per il giardino.

 E LEI :

- "Non ditemi che non è delizioso, no? Tranquillo, appartato, nascosto tra il verde, circondato di fiori, e assolutamente ecologico !”

 Ma Occhialuto-lungo vuole assolutamente saperne il perché, di un WC così:

- “ Come sarebbe, ecologico ? Come diavolo fa ad essere ecologico? Io vedo solo che è travestito da cespuglio!”

-Ma certo, eco-logico! Perché tutto il concime .assolutamente naturale – ride allegramente - che ci si produce viene distribuito alle piante attorno, senza sprechi e senza cattivi odori!” 

 Quando Occhialuto-piccolo esce fuori  lo sento esclamare deliziato:

- “ Ma è davvero stupendo qui! “  e rivolto all'amico “ Devi assolutamente provarlo!”

 E mentre il suo amico si infila ubbidiente nella porticina continua entusiasta:

-“ Non ho mai provato una sensazione simile, stare in mezzo al verde come se fossi in un cespuglio, ascoltare perfino le vostre chiacchiere, ma assolutamente invisibile.     Ed è un vero WC con tutto l'occorrente!” 

Intanto continuano a passeggiare ammirando qua e là, le violette e le rose  lussureggianti e le piante rigogliose.

- “ Ma come diavolo gli è venuto in mente a tuo padre di inventarsi una cosa del genere? Occhialuto-piccolo è davvero incuriosito.

E LEI serafica:

- “ Puoi chiederglielo la prima volta che ti capita a tiro, sono certa che ti darà volentieri tutte le spiegazioni tecniche. Sostiene che è una delle sue creazioni meglio riuscite e ne è molto orgoglioso!

 La casa è pensata come un rifugio protetto per la notte e il cattivo tempo, mentre la giornata è previsto si viva  principalmente all'aperto.   Avete  presente una baita? Ed è minima, perché è fatta  per non invadere troppo spazio verde e viverla in comune, senza spazi privati chiusi. Infatti non vi sono porte a dividere gli ambienti, ma solo tende.  Ora, inserire in un ambiente aperto e comune un luogo chiuso e privato, fonte di cattivi odori, quindi elemento di sgradevole disturbo in uno spazio comune, sono sicura che papà lo considerasse evidentemente non solo assolutamente sconveniente cioè non armonico, ma contrario alla sua estetica del luogo, romanticamente profumato di fiori e piante! - e conclude trionfante – Così meglio collocare il gabinetto all'esterno, opportunamente mascherato nel paesaggio.”

 Poi completa la spiegazione:

- "Inoltre questa collocazione è ottimale, per chi passa gran parte della giornata all'aperto ! “

 Nel frattempo è uscito anche Occhialuto-lungo che esclama ridendo:

- “Pensavo che questa casa fosse strana, finché non ho visto il suo WC! Però continuo a chiedermi come ci si possa  vivere  stabilmente, qui. Quando piove, per esempio, o di notte, se devi andare in bagno come diavolo fai, che non c'è neanche la luce ?”

-“ Bella domanda - fa LEI  scherzosamente - Hai di fronte tre possibilità. Prima, aspetti  che spiova o che faccia giorno; seconda: ti armi di ombrello e galosce e procedi; terza ti armi di  torcia elettrica e procedi pure.     C'è anche una quarta possibilità: quando sei così sfortunato che contemporaneamente piove ed è notte fonda: armato di ombrello, galosce e torcia elettrica procedi fino alla meta, fai quel che devi, e te ne torni a dormire sulla tua branda!”

 A questo punto tutti, ridendo come matti, si scatenano  nelle più pazze congetture sulle diverse possibilità di utilizzo di questo coso che non riesco a vedere e che chiamano WC.  


 Sono proprio gente allegra e si vede che stanno bene assieme. E li vedo  e li sento per tutto il pomeriggio ancora correre e schiamazzare nel giardino sotto i grandi alberi ombrosi. Però io sono sorpresa della loro discussione così ampia su una questione di cui mi sfugge completamente il significato. In effetti è per me la rivelazione di un'altra serie di elementi di diversità totale, tra me e i bipedi umani, di cui non riesco ad afferrare assolutamente l'importanza, né so se mai ci riuscirò.


 Mentre loro giocano tra gli alberi, io mi chiedo cosa siano tutte quelle cose di cui li sento parlare. Perché qualcuna sono riuscita a vederla, ma molte altre no e gran parte delle parole che gli sento dire non so a che cosa corrispondono esattamente. 

 Per esempio che cosa sono i letti, le brande, il lavello, il WC, a cosa mai gli servono a questi strani bipedi con cui ho a che fare (ma forse anche agli altri che non conosco) che vedo sempre solo o dritti sui loro lunghi piedi, in movimento o al massimo seduti dentro di me mentre li porto in giro ?

 Ho già capito, da quel che gli ho visto fare prima, che loro mangiano in modo assai diverso da me e dalle mie simili. 

 Vedere che si infilavano in bocca delle cose rosate semisolide, dopo averle mezze bruciacchiate, o del liquido rosso, o giallo, o trasparente come pioggia, da quei cilindri di vetro, vedere che ingoiano tutta questa roba, come poco fa gli ho visto fare, e sembra che gli piaccia un sacco, mi avrebbe dato il voltastomaco, se avessi uno stomaco.

 Certo la maggior parte delle volte che stanno dove non posso vederli fanno proprio cose impossibili !

 Loro lo chiamano ”mangiare” ma per me è incomprensibile proprio capire come possano riempirsi di energia in quel modo. 

 Io, come tutte le mie simili, mangio solo benzina, buona benzina profumata di benzene e piena di ottani, la bumba insomma. Al massimo ho bisogno di un po' di olio per motore, il mio cuore, e grasso per far scorrere bene i miei ingranaggi. 

 L'acqua, quella cosa liquida e trasparente, che qualche volta mi piove addosso dal cielo, mi serve solo per lavarmi, ma se è troppa non riesco neanche più a muovermi finché non si è asciugata tutta, e rapidamente, perché rischio di arrugginirmi qualcosa e rompermi. E se mi va dentro il motore sono guai seri !

 Ho anche notato già che i bipedi umani mangiano in continuazione, il loro serbatoio dev'essere riempito diverse volte al giorno, forse è troppo piccolo, ma non riesco ancora a comprendere come facciano a perdere tanto tempo per riempirlo, amino particolarmente farlo in compagnia di altri bipedi come loro e ci si divertano così tanto. Per me, quando il mio serbatoio è pieno posso muovermi benissimo finché non è vuoto e allora mi fermo e basta. 

 Che siamo proprio diversi che più diversi non si può lo tocco con mano, come dicono, per la prima volta nella mia vita in quel posto tranquillo tra gli alberi con quella casa così minuscola che non somiglia a nessuna casa che ho mai visto, ma che evidentemente per  LORO, bipedi, lo è ed è pure bellissima e divertente.

 E i letti su cui hanno discusso e scherzato così ? Cosa sono i letti ?  A che gli servono ?

 Spero solo che continuino a parlarne, così potrò conoscere qualcosa di più di come vivono, cosa vivono quando non sono con me. Fortuna che LEI è una chiacchierona e gli altri pure non stanno mai zitti !     Ho intuito che il letto è praticamente indispensabile ai bipedi ed è un attrezzo per dormirci sopra che deve esser collocato al chiuso, dentro la casa, ben protetto dalla luce e dal rumore, altrimenti loro non possono riposare bene. La questione delle brande a quanto pare li appassiona, ora sono tutti dentro gironzolando nel Cantuccio di nuovo e continuano a discuterne !

- “ Accidenti, avevi ragione! Sono proprio vere brandine militari!

- “ Ma dove diavolo ve le siete procurate, in una caserma? ?”

- “ Oh, non so, mio padre riusciva a trovare sempre quello che gli serviva !”

- “ Guarda un po' qua, sono proprio come quelle cose tremende che mi ricordavo io !”

- “ Ma dai, tremende...non esageriamo! Come dicevo, vedi? Smontabili, portatili e praticamente indistruttibili ! Solo legno e tela cerata!”

- “ Niente frivolezze come materasso e annessi eh?

- “ Beh, se proprio vuoi, il materasso ci si può anche mettere su, ma non migliora le cose!”

 Un trapestio, qualche tonfo.

- "Ma è tremendo! Bisogna stare distesi, fermi immobili pure dormendo,se no si sbatte sui legni... Ahi! Accidenti.”

- “ Sono di una scomodità unica, credetemi – è LUI che parla – però in effetti ci si dorme bene. Da soli e fermi. - ride - E' l'unica cosa che ci si può fare sopra quei cosi !!!  Per qualunque altra cosa si faccia in genere in un letto,  secondo me è molto meglio farlo direttamente sul pavimento ! E anche più sicuro. ”

 Risate generali 

-“ Le avete sperimentate, eh? “

 Sento tra le risa delle parole  indistinguibili, rumori qua e là.

- “ E questi a castello, di letti? “

- “ Uh,  secondo me è proprio complicato starci in due, pure qua! Devi solo stare uno sull'altro. Mi sa che è difficile pure abbracciarsi con sta cosa sopra !” 

 LEI sghignazza canterellando allegra:

- “ Prova e vedrai! Ti diverti di sicuro!!!”

 Sento rumori e tonfi vari, strilli e risate scroscianti a ogni strillo.

- Ma qui siete tutti matti !!  Se ci si riesce a dormire dentro è già tanto.”

 Altri tonfi e risate

- “ Ehi ! E' proprio un'esperienza..  Hai visto come ho dovuto fare?  E ho rischiato di rompermi una gamba coi montanti !! Accidenti è dannatamente complicato! E non solo non è facile riuscire a sdraiarcisi,  praticamente ci si deve capitombolare dentro e poi ogni volta che provi a fare un movimento sbatti con qualcosa di rigido e duro ! Ma è una tortura!“

 Altri tonfi e scricchiolii 

- “ E adesso come faccio a venirne fuori ?

- Ma dai rimani lì,  che ci si sta benissimo una volta che ci sei!”“ 

- “ Ahh, come no, una meraviglia! Come in una culla! E chi si muove più ? Anzi mo mi faccio un bel sonnellino!!   Se qualcuno mi vuol tenere compagnia, il piano superiore è libero !!”

-  “ Aspetta che mo' ci provo!  Ma non ci dovrebbe essere una scaletta per salire? Dov'è? “

 Altre risate

- “ Ma quale scaletta !!!  Non c'è e non c'è mai stata!! - è LEI – Devi solo arrampicarti, con quelle tue gambe lunghe ci arrivi benissimo! Fifone! -sghignazza  ironica- Io che sono più piccola di te ci sono sempre salita e scesa benissimo anche quando ero un soldo di cacio! Coraggio che ci sei !

 Altri tonfi e tramestii vari poi un grido allarmato

- “ Aiuto! Ma sei impazzito? Sei troppo grosso per stare sopra !! Senti come scricchiola !”

- “Sta' attento che se ti agiti troppo finisce che le corde si rompono e ti casco addosso !  Poi finiamo tutti e due per terra, eh!”

 Continuo a sentirli tutti ridere a crepapelle, finché vedo schizzar fuori dalla porta Occhialuto-piccolo nella veranda, che non ride più anzi è agitatissimo, seguito da LEI che esilarata tenta di tranquillizzarlo.

- “ Ma guarda che sono solidissime quelle cuccette! Anche se sembrano fragili ci ha dormito gente ben più pesante di voi per anni e senza incidenti di sorta. Quando ero piccola i letti erano tutti così, le brande sono venute solo in occasione del gran pienone che vi ho detto.”

 Ormai ho capito che questi qua dormono sopra degli strani aggeggi fatti apposta, chissà perché fanno così, quando per terra è tanto semplice e comodo.

 Mentre continuo a chiedermi come mai usino cose tanto complicate e poco confortevoli per dormire, mi chiedo  pure come debbano essere i “letti” perché gli vadano bene. Quello che mi incuriosisce di più è soprattutto che cosa mai di divertente ci possano fare oltre a dormire! Un altro mistero da scoprire.     Intanto loro vengono fuori tutti e si siedono sulla veranda, proprio davanti a me. La conversazione prosegue più tranquilla, anche per me che continuo a star con tutte le alette ben aperte e i parafanghi ritti per raccogliere informazioni.

- “ Dev'essere stata una vera sfacchinata eh?  Dodici persone qua dentro !Ma che volevate fare, battere un record?” 

- “ Non riesco a pensare a come diavolo avete fatto a sopravvivere ! Va bene che i bambini erano piccoli, ma doveva essere pure difficile muoversi senza inciampare !”

- “ Eh, come avete ragione! In effetti in certi momenti, specie all'ora di pranzo e cena  sembrava  di essere alla mensa universitaria, avete presente ?”

 E tutti :” Sìììì ! ”

- “ Ecco, come lì era veramente un casino finché tutti o quasi non erano seduti a tavola col piatto davanti e cominciavano a mangiare.  Il difficile era metterli seduti e farceli rimanere fermi per un po' !

 Ride allegramente al ricordo della baraonda.

-“ Si, ma per dormire, come diavolo facevate a entrarci tutti  e soprattutto a farci entrare i letti?”

- “ Beh certo, abbiamo dovuto fare un po' i calcoli: nella stanza piccola alla cuccetta abbiamo aggiunto una branda e c'eravamo papà, sotto, io, sopra e mamma sulla branda.  E tre sistemati, ne rimangono nove, di cui tre piccoli. Nella stanza grande in una cuccetta c'erano di sopra  i due bambini più grandi, cinque e quattro anni, e sotto la loro mamma, mia sorella seconda, con il bimbo più piccolo, accanto il loro padre, mio cognato, in branda; nell'altra cuccetta la madre di mio cognato sotto e mia sorella grande sopra, suo marito, altro cognato, in branda.   Pensate,  così riuscivamo anche ad avere il soggiorno libero per altri ospiti!       Quando arrivò anche la terza sorella ci dormiva lei, in branda naturalmente, ma  - comicamente serissima - ci sarebbe stato spazio anche per ancora per due o tre ospiti, le brande c'erano.”

 Conclude pensierosa:

- “ Menomale che è durato in tutto solo per circa 10 giorni...Non so cosa sarebbe successo se la cosa si fosse prolungata.. eravamo un vero circo, credetemi !”

                                          (continua il 26 gennaio 2022)

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