Visualizzazione post con etichetta visioni consigliate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta visioni consigliate. Mostra tutti i post

lunedì, marzo 11, 2024

OCTOBER RAIN

   Il testo della canzone originale, rifiutato da Eurovision  -  traduzione dall’inglese)


      


Chi scrive la storia
è con me
guardami negli occhi e vedrai
che le persone scompaiono ma non dicono addio
Qualcuno ha rubato la luna stasera
Ha portato via la mia luce
E’ tutto in bianco e nero
Chi è l’idiota che ti ha detto
Che i ragazzi non piangono
Ore e ore e fiori
La vita non è un gioco per vigliacchi
Perché viviamo tempi così folli?
Ogni giorno perdo la testa
Aggrappato a questo misterioso cammino
Ballando come un pazzo
Non abbiamo nulla da nascondere
Portami a casa
Lasciati il mondo alle spalle
E ti prometto che non accadrà mai più
Sono ancora bagnato dalla pioggia di ottobre
Pioggia di ottobre
Vivi nella fantasia
In estasi
E’ destino
Noi moriremo, ma l’amore no
Ore e ore e fiori
La vita non è un gioco per vigliacchi
Perché viviamo tempi così folli?
Ogni giorno perdo la testa
Aggrappato a questo misterioso cammino
Ballando come un pazzo
Non abbiamo nulla da nascondere
Portami a casa
Lasciati il mondo alle spalle
E ti prometto che non accadrà mai più
Sono ancora bagnato dalla pioggia di ottobre
Pioggia di ottobre
Pioggia di ottobre
(In ebraico)
Non c’è più aria per respirare
Non c’è spazio, non sono lì giorno dopo giorno
Sono tutti bravi ragazzi, ciascuno di loro

martedì, aprile 10, 2018

Piero Montana sull'opera di Natale Platania.

Natale Platania. La forza dell’avanguardia.

Natale Platania ammiratore, estimatore di Marcel Duchamp, a lungo ne ha subito il fascino cimentandosi in diversi, numerosi ready made, sia pure, come li chiama lui, rettificati.

Docente di scultura e di videoscultura all’accademia di Belle Arti di Catania già dal 1988, l’artista nel 1986 è tra i fondatori di Nuovorganismo, un’associazione di pittori e scultori siciliani, che proprio ventidue anni fa in quella che a Bagheria allora si chiamava galleria Acefalo, da me diretta, espose una mostra del suo gruppo intitolata “Focus” , dove per l’appunto si intendeva letteralmente mettere a fuoco quelle che erano le spinte innovative e più avanzate dell’arte contemporanea in Sicilia che in quegli anni a Catania si manifestavano, avevano luogo. Di “Focus” permane ancora tutt’oggi nella mia sede espositiva un’opera assai interessante, alludente all’eros, un trittico in cemento francese realizzata proprio da Platania.

La casa normanda di Madame Legendre

Di questo artista catanese d’avanguardia sempre alla ricerca di nuove soluzioni formali e plastiche, dobbiamo però dire che soprattutto in tutti gli anni novanta, non poteva non risentire dell’influenza di correnti quali l’arte povera e l’arte concettuale. Per quanto riguarda la prima ne è un esempio un’opera, in mostra purtroppo non pervenuta, La casa normanda di Madame Legendre, in cui l’artista utilizzava molto liberamente materiali assai diversi quali il cemento ed il muschio, per quanto riguarda la seconda ( l’arte concettuale) potremmo citare tra tutte l’ opera senza titolo con scritte assai poetiche e ripetitive come una nenia, quali “amore di luna, amore di cometa, amore d’oro” incise su una lastra di ferro e dentro una spessa cornice in legno.


 Ma già opere notevoli del nostro artista catanese in mostra sono Una pupilla per ogni occhio, Ninfee e Suono realizzate tutte nel 2014 con tecnica mista su tavola e per quanto riguarda Suono con tecnica mista e bronzo su tavola. In queste opere Platania va al di là di Duchamp, alla ricerca di una forza primitiva, tribale ed atavica che trova espressione in forme tutte circolari, concentriche che soprattutto in Ninfee si espandono sulla superficie di un quadro che diviene contemporaneamente pittura e scultura. In questa fusione di pittura e scultura troveremo spesso gli esiti migliori della ricerca di Platania che all’avanguardia contribuisce con qualcosa di personale, con qualcosa che ha che fare con la forza intesa come pesantezza, come spessore di una materia congenita alla profondità del sostrato delle cose oggetto del nostro esperire.
 Alla continua ricerca di questa potente dimensione delle cose Platania non realizzerà più semplici pitture, ma una sorta di bassorilievi appesantiti da materiali quali il ferro o il bronzo. La forza delle cose di cui Platania è mentore sovverte la concezione comune dell’opera, perché ne schiaccia anzitutto il soggetto. E’ qui che Platania inventa la poetica che più gli è congeniale nella messa fuori scena del soggetto operatore.

Non c’è nulla di più avanguardistico che tentare nuovi spazi esplorativi di un fare arte in cui il soggetto, l’io, l’identità schiacciata dalla pesantezza della materia, cozza contro un venire a galla di un es, di un impersonale asoggettivo, che a chiamarlo semplicemente inconscio perde molto d’attrattiva. Già, perché nell’arte quel che più conta non è la ripetizione del medesimo, in cui l’ego mantiene stabile e fissa la sua dimora.
Nel fare arte, come nel far poesia è in discussione la regola, la normalità, la prassi diurna di un senso a noi costantemente fedele e familiare. Nel fare arte non è lo stile che ci contraddistingue e ci rende riconoscibili, nel fare poesia ed arte è venir meno alla visibilità del riconoscimento per l’affermazione di intuizioni e pulsioni che hanno a che fare invece con l’Essere con la E maiuscola, ossia con ciò che intimamente ci possiede, succubi nel fare arte di visioni, contemplazioni, esperienze, comunioni mistiche e dionisiache, che hanno qualcosa di trascendente e che religiosamente impongono il silenzio, quel silenzio che un logico, un filosofo come Wittigenstein ha sempre raccomandato, imponendo a noi quel che è più di una raccomandazione e che presto detto semplicemente suona così: “su ciò su cui- cito a memoria- non si può parlare, occorre tacere”.

Nelle opere migliori di Platania, in quelle opere moderne, avanguardistiche, in quelle opere rivoluzionarie che ancora, come in “ Comunismo postcontemporaneo” parlano di rivoluzione artistico-politica, pure noi avvertiamo l’esigenza di un fare pittura- scultura in un senso inequivocabile, in un senso in cui rigore, pulizia, essenzialità sono fondamentali, pur in quella libertà formale- Giulio Turcato insegna- che non prescinde dall’impegno politico, rivoluzionario. Ma per chi nietzschianamente non crede in nessuna religione, fosse pure quella del sole dell’avvenire, per chi pure è figlio dei tempi ed ha la consapevolezza di vivere in epoca post moderna, in un epoca in cui più che al tramonto dell’Occidente, abbiamo assistito al tramonto delle ideologie, al tramonto di Dio e degli Dei, con Platania non può non condividere la passione per l’arte in una logica che però non è più quella del senso e del ritrovamento dell’io a cui esso (il senso) è subordinato.
L ‘arte non è fabbricare oggetti che possono renderci la vita più comoda. L’arte è un fabbricare altro. Quell’altro che ci porta autenticamente ad esperire la forza dell’Essere dominante che aborrisce una logica che non è stata mai quella mercantile, giacché fare dell’arte una merce comune si rischia parecchio a farne oggetti di volgare uso pratico e funzionale a quel logos, che Platania ed ogni vero artista intende sovvertire.

Senza titolo( gesso e minerali)

Vedete io non ho una galleria d’arte, io non ho una bottega, ma un centro d’arte e cultura che presto si trasformerà in fondazione Piero Montana. Io non ho interessi economici da difendere, pur sapendo che con l’arte oggi pur si mangia. Ma io devo confessarlo: con l’arte non ho mai mangiato, così pure credo Platania che ha sempre avuto altre ambizioni di quelle di un abile mercante d’arte.
Io che oggi metto a disposizione dell’artista catanese questi miei spazi espositivi, credo nella sua Arte. Opere che è difficile definire, scindere in pittoriche o scultoree. Opere come Senza titolo 1997 (gesso e minerali su tavola), (Zettel) 1993 (argilla bianca), Come le sedie in una sala d’aspetto 2016 (terracotta patinata) mi convincono che Platania è una presenza assai innovativa ed importante nel panorama odierno dell’arte contemporanea. Per questo motivo, attraverso la pubblicazione di queste mie due paginette, invito l’assessore alla cultura della città di Bagheria, Romina Aiello, a farsi promotore presso il comitato direttivo del Museo Guttuso affinché esso accetti in lascito da Platania qualche opera significativa da esporre al secondo piano di Villa Cattolica.

La mostra Natale Platania. Opere 1993-2017 al Centro d’arte e cultura “ Piero Montana” in via B. Mattarella n° 64 a Bagheria (PA) è aperta tutti i giorni ( esclusa la domenica) dalle ore 18 alle 20 fino al 30 aprile.

Piero Montana

mercoledì, febbraio 21, 2018

Per aprire un dibattito virtuale sull'arte di Triade.

Ricevo e volentieri pubblico queste riflessioni critiche di Piero Montana, ideatore, curatore e presentatore della Mostra TRIADE a inaugurazione del suo Centro d'arte e Cultura a Bagheria.
di cui potrete farvi una buona idea cliccando sull'immagine


Mi auguro che vogliate raccogliere la sua provocazione e da tutto ciò si sviluppi un dibattito che arricchisca le conoscenze e la vita di tutti.

Piero Montana ci scrive:

"Si sa, ad un provocatore come me, piace stupire, per questo ho chiamato tre artisti, assai diversi tra loro, per esporre con la mostra “Triade” nei nuovi locali del mio Centro d’arte e cultura a Bagheria.
Gli artisti nella massima autonomia hanno scelto le opere e curato l’allestimento, cosicché a me non resta ora che il compito di una recensione per avviare una discussione critica finalizzata a suscitare interesse sull’operazione culturale.

Pur molto rigorosa, essenziale, pulita, Triade non è tuttavia una mostra impeccabile. 
Due degli artisti espositori, Filly Cusenza e Nuccio Squillaci sono al meglio. 
Delude decisamente Leto, che pur presentando due opere piene di quel fascino particolare proprio dei suoi paesaggi dell’Altrove, nelle opere di piccole dimensioni finisce per decostuire il discorso prettamente materico dei suoi orizzonti neri, dati dall’innalzamento di cataste di fogli di giornali arrotolati ed incollati su tela. Quel senso di “ the vast land”  caratteristico delle sue opere migliori viene qui a mancare. Manca in questi suoi ultimi lavori il fascino spettrale, metafisico dell’estremo abbandono, di quella deriva silenziosa, di cui la morte di Dio è stata la “ felice” espressione. Finiti gli accumuli cartacei, svuotate dai detriti, dai rifiuti le pattumiere ( i suoi quadri) viene a mancare anche lo smarrimento beckettiano che Leto un tempo aveva fatto proprio nella messa in discussione di un soggetto, di un io che si domandava : “E adesso dove, quando, chi?”
Leto, dicevo, nei suoi ultimi lavori non mi convince, perdendo ogni potere di fascinazione.
I suoi giochi con corde di carta incollate su tela di che cosa sono significanti? Quel vuoto spettrale di una scrittura destinata ad essere deportata in grandi inceneritori, quel surplus vertiginoso della parola stampata su carta di giornale, non sono più soggetti di un fare artistico che solo in passato mi aveva pienamente convinto.
 Forse esagero, forse sbaglio, forse sono imprudente ed irrispettoso, ma lo dico con tutta franchezza, con quella franchezza che mi autorizza a dire apertamente che nelle ultime “cose” dell’artista morrealese ad essere morto è lo stesso Leto. 
Il soggetto interrogante che innanzi al vuoto lasciato dalla perdita di Dio, dalla perdita stessa dell’io, poneva disperate domande esistenziali, adesso si trastulla con giochi puerili in cui la carta di giornale ha sempre meno pregnanza e soprattutto meno spessore materico. Che dire ancora. Del disastro, del senso di catastrofe, di cui in passato l’opera di Leto  parlava, oggi non rimangono nei lavori dell’artista che deboli tracce. Alla catastrofe della morte di Dio è subentrata la catastrofe personale dell’artista, che forse ha esaurito, nella ripetizione incessante, e a volte senza alcuna variante, ogni sua vena di sconsolata, nera ed autentica poesia.

Per fortuna ad innalzare il livello della mostra ci sono le opere di Filly Cusenza e Nuccio Squillaci. 
La prima, che convertita da anni alla Fiber art, all’arte del tessuto, della stoffa - lavora anche come stilista - ci dà con le sue otto opere presenti in Triade una lezione di un pop fantastico, che aggiunge a temi irriverenti all’Enrico Baj e alla  Jeff Koos  una libera e colorata invenzione creativa. Ritratti di parenti, amici, antenati bislacchi ed eccentrici suggeriscono alla Cusenza di esplorare territori fantastici o meglio fantasy propri di un mondo infantile. Ma questa infanzia che irride a parenti “terribili”, fa propria la poetica, per così dire di, un humor rosa, di cui fino ad oggi non si è mai parlato. Proprio così “l’humor rosa”, non più ‘humor nero, è la proposta tutt’al femminile della Cusenza, che diverte ma anche graffia con qualche ritratto di drag queen inserito nel suo album di famiglia.

A parte va considerata l’opera pittorica di Nuccio Squillaci, che ci affascina per una continua ricerca espressiva, attraverso l’uso sapiente dei colori (pastelli ed oli), del suo mondo interiore. Pittore, ma intimamente poeta, Squillaci fa della pittura una “religione”, nel vero senso della parola, qualcosa a cui intimamente, per l’appunto, l’artista sente di essere legato tanto da non potere fare a meno quotidianamente di essa. La sua passione per la materia pittorica lo spinge ad esplorare soprattutto i territori dell’informale, dell’astrattismo attraverso anche pennellate a volte impulsive proprio dell’action painting. Il mondo pittorico di Squillaci è solo il suo. E’ un mondo alieno dalla modernità e dal suo imperante materialismo. Per la vena inesauribile di spiritualità espressa nelle sue opere, l’artista può paragonarsi eccezionalmente, pur non ricorrendo mai all’ figurazione, ad un Morandi, ad un Licini."

Rimaniamo in attesa dei vostri commenti
AMg

mercoledì, gennaio 31, 2018

Una mostra bellissima assolutamente da non perdere. A Bagheria.

Triade

 al Centro d’arte e cultura “Piero Montana”.

In anteprima assoluta la recensione di un critico romano, Mario Sigfrido Metalli.


Sarà un appuntamento assolutamente da non perdere quello dell’inaugurazione della mostra “Triade” al Centro d’arte e cultura “Piero Montana” sabato 10 febbraio 2018.

La mostra infatti si preannuncia come l’evento culturale più atteso nella Città di Renato Guttuso per la presenza in essa di tre artisti prestigiosi di chiara fama nazionale ed europea, due dei quali, Filly Cusenza e Giovanni Leto, sono ben rappresentati al secondo piano del Muso Guttuso, mentre il terzo è  un’interessante proposta di Piero Montana.

 Stiamo qui parlando dell’ottimo pittore catanese Nuccio Squillaci che a “Triade” è presente con ben 31 opere, sia pure di piccolo formato.

Altissima la qualità delle opere in mostra. Curato dagli stessi artisti l’allestimento nei locali del Centro d’arte e cultura di Bagheria.

Montana, poeta, gallerista, critico d’arte, che già nel 1986 aveva attratto l’attenzione di Renato Guttuso con un suo pezzo critico scritto per Bosco d’amore, un grande dipinto del maestro bagherese del 1984, poi venduto a Trussardi, è assai soddisfatto dei risultati assai positivi raggiunti dall’odierna esposizione tanto da definire la mostra, una delle più importanti operazioni artistiche mai realizzate a Bagheria.

 Non volendo parlare delle opere degli artisti invitati ad esporre, per non sminuire la sorpresa, l’interesse soprattutto critico per Triade, Montana si limita solo a dire che gli artisti da lui invitati, per altro assai diversi tra loro, sono rispettivamente esponenti di punta della Fiber Art, dell’Arte materica e del Neoinfomale.

 Noi che l’abbiamo visitata in anteprima, facciamo nostro l’entusiasmo del gallerista per Triade, esempio di un altissimo livello artistico, mai raggiunto in altre operazioni espositive a Bagheria, se si fa eccezione solo per le mostre di Renato Guttuso a Villa Cattolica.

L’ingresso alla mostra è già uno choc. Il visitatore s’imbatte entrando nelle opere di Giovanni Leto, a cui è dedicata un’intera stanza.
 Le opere di Leto scelte dallo stesso Montana e dall’artista, sono tra le migliori della produzione del pittore di origine monrealese. Tre le opere di grande formato e tutte e tre bellissime. Prodotte tra gli anni 2015-2017 esse ripropongono gli esiti assai stranianti e suggestivi dei suoi paesaggi del mondo dell’Altrove.
Nell’opera tuttavia esposta frontalmente sulla parete di fondo rispetto a chi entra, l’accumulo cartaceo incollato sulla tela è come decostruito, come a non formare un cumulo compatto di detriti e macerie, come se questi accumuli, che sono anche delle dighe costruite con la tecnica del castoro, in qualche punto cedessero, franassero, facendo sentire allo spettatore, a chi guarda solo l’eco del silenzio in un paesaggio desolato.

 Ma sono soprattutto le opere piccole in cui Leto decostruisce la sua arte della stratificazione cartacea, inventando e proponendo altre soluzioni formali della sua personalissima arte, che in opere come Scrimolo raggiunge vertici altissimi di fascinazione.

Passando nella seconda stanza sulla parete di sinistra stanno otto opere di Filly Cusenza, da parecchi anni ormai convertita alla Fiber Arte ossia all’arte della stoffa, del tessuto, che l’artista sente più congeniale, arte questa che le ha dato maggiore notorietà anche in Europa, mostrando in essa quello che per le donne è il mestiere in cui meglio si realizzano, quello del ricamo, del cucito e della realizzazione in tessuto di vere e proprie opere d’arte. Ma a fare la differenza con l’artigianato femminile nelle opere della Cusenza è l’estro, la fantasia, la genialità tutta impregnata di influenze artistiche che vanno da Chagal alla pop art.

 In particolare nelle opere esposte in Triade  Cusenza punta molto sull’ humor, sulla ironia, su una sua indiscussa stravaganza nel privilegiare personaggi eccentrici, bizzarri, mai idealizzati per i suoi ritratti di famiglia, di avi e parenti defunti.

Le opere infine di Nuccio Squillaci- ricordiamo ben 31,sia pure di piccolo formato, sono come gli Improvvisi, i Preludi, i Notturni di Chopin, in cui l’artista catanese esprime, in una forma pittorica che si rifà all’astrattismo e al neoinformale, << i più chimerici e fantastici erramenti dell’anima>> nonché gli elementi delicati, intimi, poetici dei suoi stati d’animo, contrassegnati a volte da una vena di malinconia.
Come un alchimista Schillaci ha il potere di trasmutare questi sentimenti meglio questi elementi psicologici in momenti di espressione artistica che raggiunge una perfezione totale in un’invenzione pittorica che si attua in forme brevi, liberissime, atte ad esprimere qualunque erramento della sua fantasia. Il suo linguaggio pittorico è audacemente originale, capace delle più arrischiate soluzioni pittoriche, che pure, in lui, non prendono un aspetto provocante di partito preso, ma avvengono con la più grande naturalezza e felicità espressiva.


Mario Sigfrido Metalli


Giovanni Leto


                                            
                       Filly Cusenza


























Nuccio Squillaci

sabato, dicembre 23, 2017

Buone feste col Gatto di Simon ( che poi somiglia tanto ai nostri...)

Una divertente compilation video natalizia 
per allietarvi 
tra un panettone, un torrone e un panpepato ...

*  *  *  *  *  *  *

AUGURISSIMI !


sabato, luglio 02, 2016

nuova versione del libro del prof. Vittorio Lingiardi "Citizen Gay"












ROMA - 6 LUGLIO 2016
Presentazione della nuova versione del libro del prof. Vittorio Lingiardi "Citizen Gay", già edito nel 2007 e 2012.



La versione, completamente rinnovata, comprende anche una riflessione sulla Legge Cirinnà, approvata recentemente.
Una buona occasione per un confronto sulla tematica calda delle unioni civili, dei diritti delle persone omosessuali e dell'omogenitorialità.

Roma,  Sala Caduti di Nassiriya del Senato | piazza Madama 1, Roma
Mercoledì 6 luglio, ore 11.00
Con l’autore intervengono la Sen. Monica Cirinnà, il Sen. Sergio Lo Giudice e l’On. Ivan Scalfarotto
 OBBLIGATORIA PRENOTAZIONE
Ingresso solo su prenotazione via e-mail: stampa@ilsaggiatore.com
Per gli uomini è d’obbligo indossare giacca e cravatta

Per info: 02 20230202 | stampa@ilsaggiatore.com | www.ilsaggiatore.com

giovedì, febbraio 11, 2016

Conoscere per non dimenticare: MEJA - guerre di confine - La dolorosa storia del confine orientale d’Italia.

Quando la RAI fa il suo lavoro di informare e far conoscere la nostra storia.
In quattro puntate la questione dei confini orientali.


R.A.M. - MEJA guerre di confine

4 episodi per comprendere la storia del confine orientale d’Italia e sfatare il mito dello “italiano brava gente!”, 4 episodi tratti da un documentario presentato ai festival di Pessac e Biarritz in Francia e Bra nel Montenegro, ma ancora inedito in Italia.

 Una storia che inizia il 4 novembre del 1918, con l’annessione all’Italia del Friuli e di Trieste, poi la II guerra mondiale e l’occupazione della Slovenia, le foibe, gli esuli sino alla scomparsa del confine secondo il trattato di Maastricht.

1  -  Nella prima puntata:
 la reggenza di Fiume, con immagini tratte dal mediometraggio “Il paradiso all’ombra delle sciabole” con le didascalie vergate da Gabriele D’annunzio, poi la fascistizzazione di Trieste e l’incendio del Narodni Dom, la casa della cultura slovena, nei ricordi di Boris Pahor “e mentre bruciava, i fascisti ridevano e questa, per un bambino di sette anni, era una cosa incomprensibile!”, repertorio fotografico di archivi e fondi locali e le puntualizzazioni degli storici Marta Verginella e Dario Matiussi “questa terra ha prodotto molta più storia di quanta ne potesse consumare!”.

http://www.raistoria.rai.it/articoli/r-a-m-meja-guerre-di-confine-1/22360/default.aspx

2  -  Nella seconda puntata:
l'invasione nazifascista dei Balcani e l'Operazione Castigo. Gli italiani cercano di annientare la resistenza slovena, facendo di Lubiana un campo di prigionia a cielo aperto. L'ex primo ministro Sloveno Anton Vratusa racconta della sua esperienza nella resistenza anti-italiana. Lo storico sloveno Boris Gombac ricostruisce il crescendo di crimini che accompagna l'operato dell'esercito italiano di occupazione, l'agghiacciante Circolare 3 C, e le inequivocabili note del comandante in capo, il Generale Mario Roatta: “Qui si ammazza troppo poco!”

http://www.raistoria.rai.it/articoli/r-a-m-meja-guerre-di-confine-2/22452/default.aspx

3 episodio
 Il campo di concentramento di Rab - La poco conosciuta storia del campo di concentramento di Rab in cui persero la vita, tra l’inverno del ‘42 e il settembre del ’43, 1433 sloveni. La dolorosa storia del confine orientale d’Italia. La resistenza all'occupazione nazifascista dei Balcani. Dalle fucilazioni, alla distruzione di villaggi, alla deportazione nei campi di concentramento.
La storia del Rab in cui persero la vita 1433 sloveni. “… è comprensibile e giusto che il campo di concentramento non sia un campo di ingrassamento. Una persona ammalata è una persona che ci lascia in pace.” (Generale Gastone Gambara) “Se noi dobbiamo trovare una differenza tra il campo di concentralento italiano ed il campo di concentramento nazista, questa va ricercata nel fatto che il campo di concentramento italiano non è una macchina di morte e di sfruttamento del lavoro fino allo sfinimento, il risultato però non si modifica: Rab ha per sei mesi una mortalità più alta di tutti i campi di concentramento nazisti – esclusi chiaramente quelli di sterminio.” (Storico Davide Mattiussi)
“Eravamo deboli fisicamente. Tanto da non poter neanche camminare: stavamo tutti pigiati, c'erano dei vecchi, delle donne incinta, delle partorienti, i malati. Tutti buttati per terra come fossimo delle bestie. Come fossimo tutti delle bestie.” (Storico Marja Poje).
http://www.raistoria.rai.it/articoli/r-a-m-meja-guerre-di-confine-3/22506/default.aspx

4  - Ultima puntata:
Il racconto della dolorosa guerra tra due popoli. Dal dramma dei deportati nei campi di concentramento, all’orrore delle foibe, all’esodo di decine di migliaia di profughi.
“Io credo che non si possa parlare di foibe senza parlare anche di cosa è accaduto prima, ma non si può neanche parlare di ciò che è accaduto prima come giustificazione delle foibe.” (OLIVA)

http://www.raistoria.rai.it/articoli-programma/r-a-m-meja-guerre-di-confine-4/22586/default.aspx

sabato, ottobre 24, 2015

Ricordando Pier Paolo Pasolini 1975-2015- Dal 24 ottobre al 30 novembre 2015 - una serie di iniziative ed eventi a Roma

Luoghi vari - Web page

Ricordando Pier Paolo Pasolini 1975-2015

A 40 anni dalla tragica scomparsa di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975) in diversi spazi della città sono stati organizzati incontri, proiezioni, mostre e rappresentazioni teatrali per ricordare il regista, scrittore, poeta e intellettuale friulano.

mercoledì, aprile 22, 2015

Requiem Rosa



Requiem rosa
– La storia di una transessuale nel conflitto dei Balcani

Viaggio al termine di una notte lunga quindici anni e vissuta tra due conflitti. Uno per affermare il proprio diritto a sentire e a vivere un’identità di genere diversa da quella sessuale; l’altra per intraprendere la nekuia, vera e propria discesa agli inferi, verso una guerra che dal 1991 al 1995 partorisce centomila morti e lo smembramento definitivo della Jugoslavia.

Un racconto che ha il ritmo della musica di Goran Bregovic e – come a comporre il controcanto all’opprimente pesantezza dei pregiudizi su ciò che è diverso da un ordine dato (da chi?) e di una guerra che nelle sue “raffinatezze” solo gli esseri umani sono in grado di generare in natura – la “leggerezza” di un’intelligenza che vola su ali di farfalla: dal linguaggio che riempie di colori il buio che avvolge la “notte” di Belgrado e la decomposizione di un intero Paese, all’umorismo come unico siero per poter seguire, in quel contesto, le tracce della vita proprio dove i miasmi della morte rendono nauseante persino respirare.  (continua a leggere)


A raccontare  del suo ultimo romanzo è Luka Petanovic/Alexandra, storico e scrittore serbo, in una lunga intervista:  una giornata con una transessuale scappata dalla guerra civile jugoslava e approdata a Roma. Un ritratto del transessualismo al di là degli stereotipi

domenica, gennaio 18, 2015

Volete sapere che cosa è veramente la nonviolenza ?

Toglietevi tutte le curiosità e i dubbi che vi assillano.
Leggete il libro di Andrea Màori.
Vi potrete trovare modi, metodi e storia della lotta nonviolenta, in Italia e non solo, descritti e raccontati in modo estremamente chiaro e semplice.


"LA GUERRA DEI NONVIOLENTI"
di Andrea Màori
- Edizioni Youcanprint

martedì, agosto 19, 2014

"Alla mia nazione" di Pier Paolo Pasolini





Non popolo arabo, 
non popolo balcanico, 
non popolo antico
ma nazione vivente, 
ma nazione europea: 
e cosa sei?

Terra di infanti, affamati, corrotti,
 governanti impiegati di agrari,
prefetti codini,
avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi,
funzionari liberali 
carogne come gli zii bigotti,
una caserma, 
un seminario, 
una spiaggia libera, 
un casino!


Milioni di piccoli borghesi
come milioni di porci pascolano
sospingendosi sotto gli illesi palazzotti,
tra case coloniali scrostate ormai come chiese.


Proprio perché tu sei esistita, 
ora non esisti,

proprio perché fosti cosciente, 
sei incosciente.

E solo perché sei cattolica, 
non puoi pensare che il tuo male
è tutto male: 
colpa di ogni male.


Sprofonda in questo tuo bel mare,
 libera il mondo.


Poesia di Pier Paolo Pasolini recitata da Vittorio Gassmann

venerdì, giugno 13, 2014

Expo: SARÀ PER MILANO UN’OCCASIONE STRAORDINARIA?

Ricevo da jurisreport e non posso non diffondere, è...  TROPPO FORTE !
AMg

Expo 2015SARÀ PER MILANO UN’OCCASIONE STRAORDINARIA?


by Isabella Musacchia da ARCIPELAGOMILANO 10 giugno 2014 http://www.arcipelagomilano.org/archives/32886

A Milano arriveranno davvero 20 milioni di turisti provenienti da ogni angolo del mondo?
Agli abitanti di Shanghai, in occasione dell’Expo, per violazione al decoro, fu vietato uscire di casa in pigiama: ai milanesi sarà vietato vestirsi di scuro? 
Per chi abita a Milano sarà come fare il giro del mondo in 184 giorni?
Quante lingue si parleranno sullo stesso tram?

Ma è vero che il logo psichedelico del padiglione Italia è stato copiato da Telnov Oleksii? 
Quanti bambini nati durante l’Expo verranno chiamati Leonardo come omaggio a Leonardo Da Vinci? 
Per l’Expo, insieme ai turisti, arriveranno davvero quindicimila prostitute? 
Forse per l’occasione, a Brera, riapriranno le case chiuse?

Le maghe di Brera stanno imparando l’arabo, il russo e il giapponese?

I turisti cosa ameranno fotografare? Più il Duomo o il Castello Sforzesco? Ma l’infopoint dell’Expo davanti al Castello non rovinerà tutte le foto? Quanti di noi verranno immortalati dai turisti e finiranno sulle bacheche fb di tutto il mondo?

Qualche turista scambierà l’Arena Civica per il Colosseo?

Quanti turisti si innamoreranno dell’Italia e perderanno l’aereo di ritorno? 
I milanesi sedurranno le turiste straniere improvvisandosi appassionati uomini del sud? 
Quando arriverà il caldo torrido di luglio e agosto, quanti turisti si tufferanno nelle fontane? 
E quanti nei Navigli? Le papere dei Navigli nuoteranno, come sempre, controcorrente?

Tornerà il cigno bianco del Naviglio Grande?

La giacca di Maroni e le mattonelle verdi di Malpensa sembreranno un omaggio all’eco-sostenibilità? Durante l’Expo le modelle mangeranno di più?

I senzatetto moriranno di fame anche durante l’Expo?

Saranno servite le poesie affisse sui ciliegi del parco di Valsesia, o i ciliegi saranno abbattuti? 
Ci saranno davvero gli orti in piazza Duomo? 
Sarà possibile mangiare sul tetto del Duomo, stando attenti a non fare briciole?

Il dito medio di Cattelan, una mattina, lo troveremo sporco di nutella?

La schiscetta dei milanesi diventerà eco-sostenibile, ogni spreco sarà bandito e sarà vietato lasciare anche un singolo fagiolino nella ciotola? 
Quanti scopriranno il tofu? Quanti manager diranno durante la pausa pranzo di volersi dare all’agricoltura? Quanti fashion blogger diventeranno (almeno per qualche mese) food blogger? 
Verrà analizzata la “Merda d’artista” di Piero Manzoni per scoprire come fosse la sua alimentazione? Durante l’Expo, Macao occuperà l’Esselunga?

Il Papa, ospite attesissimo, si sporcherà il vestito bianco con una salsa thai?

L’Expo del 1906, si svolse in piena Belle Epoque e lasciò alla città di Milano l’acquario liberty: cosa lascerà l’Expo 2015 che si svolgerà in piena crisi? 
Dopo l’Expo, a Milano, nascerà il cibo di strada? 
Quanti milanesi sostituiranno le begonie con le melanzane e si faranno un orto sul balcone? 
E quanti prenderanno in casa una mucca per avere il latte a chilometro zero?

Quante mode esotiche lascerà l’Expo?

Quale sarà il padiglione dell’Expo più visitato dai turisti? 
E dai milanesi? 
In autunno, con milioni di risotti alla zucca, Milano tornerà arancione? 
Ci saranno più hamburger dentro il padiglione degli Stati Uniti o nelle hamburgerie di Milano?

Cosa succederà quando gli hipster milanesi incontreranno gli hipster di tutto il mondo?

Il simbolo di Expo è il David di Michelangelo (che non è proprio un simbolo milanese), e il nome scelto per la mascotte è una parola napoletana: “Guagliò”. Milano con l’Expo avrà una crisi d’identità? 
Ma vuoi vedere che Milano per una volta, smetterà di guardarsi l’ombelico e avrà bisogno del resto dell’Italia per dare un’immagine di sé più italiana e accogliente?

“Milano cuore d’Europa” o “Milano cuore d’Italia”?

domenica, aprile 27, 2014

PORNOTERRORISMO di Diana J. Torres

Pornoterrorismo

Questo è un libro senza concessioni: una critica spietata dell'ipocrisia, una negazione radicale della censura e dell'autocensura, un grido per il diritto di ognuno a godere come preferisce del proprio corpo e della propria sessualità, una denuncia al conformismo e, soprattutto, un'apologia estrema della libertà.
Le esperienze narrate in prima persona e un'intuizione ideologica fuori dal comune, fanno di queste pagine un documento unico.
A cavallo tra la biografia e la filosofia, l'autrice propone una profonda riflessione sul sesso, la morale e la politica... e ci fa conoscere un modo particolare di essere e di vivere. Perché il pornoterrorismo è qualcosa che batte, che gocciola, un impulso fatto di desiderio e immaginazione. Un “attentato” contro le convenzioni. Un atto “terrorista” contro le norme.
«Esiste forse una fusione più bella di quella tra le parole “porno” e “terrorismo”?»..


cop-pornoterrorismo.jpgPORNOTERRORISMO
di Diana J. Torres


pagine 182
Prezzo € 15,00















PER PAGAMENTI FUORI ALL'ITALIA PRENDERE CONTATTI DIRETTAMENTE CON LA
CASA EDITRICE info©associazionegolena.com



logo_cat_controcultura.png
Vai allo shop
Il libro di Diana J. Torres "Pornoterrorismo” è un testo essenziale della lotta del femminismo pro-sex e per l'assunzione della sessualità e del corpo come territori da decolonizzare dalla repressione patriarcale, ecclesiastica e capitalistica.

E' stato pubblicato in Spagna, Francia, Messico e ora pubblicato dalla Golena con il marchio Malatempora.

Il tour di presentazione di Diana J. Torres, accompagnato da performances di eiaculazione femminile, ha fatto tappa nelle maggiori citta' italiane:

Palermo
merc 9 aprile - Libreria Easy Reader
Via Alessandro Paternostro 71
17:00h Workshop* teorico sull' eiaculazione 2.0
19:30h Presentazione del libro + Aperitivo

Napoli
giov 10 aprile - Ska
Piazza Del Gesù
19:00h Presentazione libro + cena / aperitivo

Roma
ven 11 aprile - Forte Prenestino
via Federico Delpino
19:00h Presentazione del libro
20:00 Aperitivo2
1:30h Performance** pornoterrorista

sab 12 aprile - Lettere Café
Via di San Francesco a Ripa, 100/101
18:00h > Presentazione del libro e Aperitivo (5 euro vegetariano + boccale di vino) http://www.letterecaffe.org/

dom 13 aprile - Cagne Sciolte
via ostiense 137 b
16:00h Workshop* sull'eiaculazione teorico
20:00h cena vegan alla trattoria la puttanesca


Bologna
lun 14 - Spazio Elastico

Elastico Studio via Porta Nova 12
18:30h Presentazione libro + Aperitivo
http://www.elastico.org


Genova
mar 15 aprile - Pellicceria Occupata

vico Pellicceria 1
18:00h Presentazione del libro, 20:00h + Aperitivo

Rho
Merc 16 aprile - Centro Sociale Sos Fornace

Via Moscova 5
20:00h Aperitivo benefit e presentazione Ladyfest Milano
in contemporanea Kinky Dark Room
21:30h Presentazione del libro
23:00h Performance** pornoterrorista
www.sosfornace.org


Milano
giov 17aprile - Le Trottoir

piazza 24 Maggio a La Darsena
20:00h Presentazione + lettura performativa con Rosario Gallardo


Torino
ven 18 aprile- - Radio Blackout

via Cecchi 21-A
21.30 h Presentazione del libro

sab 19 aprile- Torino - Circolo Maurice
Via Stampatori 10
15h Workshop* teorico/pratico sull’eiaculazione femminile.
A seguire aperitivo. 
Torino - Csoa Gabrio
Via Millio 42
22:00h Performance** pornoterrorista + djset


* Il workshop sull'eiaculazione é uno strumento informativo e di ricostruzione collettiva dei nostri corpi e sessualità. La medicina moderna, la chiesa e le società patriarcali in cui viviamo si sono occupate di nasconderci informazioni molto rilevanti per le nostre vite: anche noi abbiamo la prostata ed eiaculiamo anche. Vieni a scatenare il tuo tsunami interiore!

** Una performance pornoterrorista ha degli ingredienti molto basilari: la poesia (oscena, insorgente, rivendicativa, surrealista), il corpo nudo come strumento di provocazione e comunicazione, l'immagine (le immagini che si proiettano durante la performance sono pornografiche, belliche, gore, chirurgiche, aberranti, angoscianti), il sangue e il dolore (utilizzati in modo quasi catartico), il sesso e l'orgasmo, la rabbia e l'anticonformismo.


La poesia é il filo conduttore che accompagna il pubblico attraverso un percorso che pretende di sbloccare i meccanismi che ci impediscono di desiderare l'aberrante e il deforme, e nello stesso tempo riaprire lo sguardo critico alle cose alle quali la nostra perdita di sensibilità, propiziata dal bombardamento mediatico e il conservatorismo sociale, non ci permette più di accedere. E tutto questo attraverso l'erezione, la lacrima, la nausea, diverse reazioni naturali e umane che hanno in comune il fatto di essere inevitabili.

Non é un peep show o uno spettacolo pornografico, nonostante ci siano dei punti in comune. Qui l'eccitazione non viene perseguita come fine a se stessa ma come veicolo per raggiungere altre mete, forse più necessarie, più pregne di significato.

Non é uno spettacolo per tutti i tipi di pubblico. E' imprescindibile venire con la mente lubrificata e preparata ad una penetrazione massiva senza preavviso. E' uno spettacolo per coraggiosi, per amanti della perversione.

BANNER-BASE.jpg


anteprima.jpg


RECENSIONI:
18 aprile 2014 Radio Black Out (intervista audio)
17 aprile 2014 oldtrashwithcigarettes
16 aprile 2014 itali@magazine online  
16 aprile 2014 intelligonews
11 aprile 2014 romanotizie
10 aprile 2014 intersezioni.noblogs
10 aprile 2014 femminismo a sud
10 aprile 2014 gabbia.com
  9 aprile 2014 sopravviverenonmibasta
  5 aprile 2014 poste-it
31 marzo 2014 etromirror
19, 28, 29 marzo 2014 abbatti i muri
28 marzo 2014 femminileplurale
25 marzo 2014 doppio zero
19 marzo 2014 fai.informazione.it
19 marzo 2014 noblogs.org
18 marzo 2014 you-ng.it
17 marzo 2014 69pass.it
17 marzo 2014 comunicati.net
17 marzo 2014 area-press.eu
15 marzo 2014 alba-montori.blogspot.it
8 marzo 2014 sguardisuigeneris

giovedì, marzo 06, 2014

Rivive la storia del castello di Vignanello…

di Massimo Fornicoli

L'opera dedicata al castello Ruspoli di Vignanello
L’opera dedicata al castello Ruspoli di Vignanello
Il castello Ruspoli di Vignanello
Il castello Ruspoli di Vignanello 


Vignanello - Tanti, ma tanti anni fa, nel 796, il comandante Marius Scotus, valoroso condottiero scozzese, venne chiamato da Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, per essere inviato, come cavaliere, dal Papa Leone III che gli aveva chiesto aiuto.

Prima di partire, il comandante Scotus ricevette da suo cugino Acheo, re di Scozia, due preziosi regali: un cagnolino di nome Scotty e una cagnolina di nome Marè.

Così comincia la storia parallela della dinastia Marescotti e quella Marèscottini (dall’antenato Scotty poi sopranominato Scottino) che attraverserà i secoli raccontando di come i Marescotti e i Marescottini si spostarono da Bologna a Roma e si unirono a Carlo V, e come più tardi il primogenito Sforza, divenne consigliere del Papa Paolo III.

Fu proprio questo Papa Farnese che scelse di dare in sposa sua nipote Ortensia che si rivelò una donna cattiva e spietata, al contrario di Ottavia Orsini (che sposa il nipote di Ortensia Farnese, Marcantonio Marescotti nel 1574) che invece fu molto amata e creò il bellissimo giardino che è conosciuto come il “più bel Giardino all’Italiana”


La storia è stata ideata da Nathalie Pignatelli di Montecalvo. Il testo è in Italiano con la traduzione inglese di Fritzi Pignatelli di Montecalvo.



L’editing per la versione Italiana è di Susi Ostarello, mentre per l’Inglese è di Jackie Rayco.

Le illustrazioni sono di Ferdinando Sciarrini P. che è riuscito a cogliere l’essenza della Storia del Castello con spirito leggero e profondo di chi sa amare con rispetto e sa entrare in epoche remote. Il consulente storico è Vincenzo Pacelli che ha scritto…

Questo libro pubblicato grazie a Paolo Ruspoli Misasi, discendente diretto della famiglia Marescotti-Ruspoli che ha voluto condividere la sua storia e renderla ancora viva attraverso personaggi che raccontano in modo diverso la vicenda dei suoi antenati e del Castello di Vignanello per attrarre un pubblico non solo di bambini ma anche di adulti che hanno ancora quello spirito romantico e poetico che si respirava tra le spesse pareti del maniero.

da TusciaWeb

giovedì, gennaio 30, 2014

Il “Fuffidiario” : mini guida per le portatrici di vagina e semplici appassionati

da comunicazionedigenere     segnalo questo delizioso ed esilarante manualetto. 

AMg
  
Il Fuffidiario è un mini librettino di 16 pagine sulla Vagina, autoprodotto interamente da Emily Silvestri.
Contiene consigli, vignette, illustrazioni, giochi ed articoli su tale argomento, poco trattato se non in ambito medico o pornografico.
L’autrice, meditando sulle potenzialità dell’autoproduzione, andava cercando le infinite possibilità di trattare temi interessanti per il pubblico, che i benpensanti (?) editori italiani non pubblicherebbero mai.
L’idea del tema è nata da un suggerimento di Samoa Landi durante una delirante chat notturna, Samoa è un’amica che spesso suggerisce idee non rendendosi conto che qualcuno potrebbe decidere di realizzarle veramente.
Il nome “il Fuffidiario” ha assonanza con il sussidiario delle elementari, in effetti vorrebbe essere un piccolo manualetto per imparare a vedere la Vagina con occhi diversi, buffi e ironici.  La “Fuffa” invece è il soprannome che l’autrice ha dato alla sua Vagina. Quello del nome è il primo argomento affrontato ne “il Fuffidiario”.
Tale tema di solito è illustrato o argomento di discussione o di scherzo per motivi salutistici o sessuali, i primi portano ad una visione medica della Vagina, una visione fredda ed estranea, i secondi da una visione da un punta di vista maschile (se non artefatta dal genere porno).
L’autrice vorrebbe dare una visione femminile e scherzosa della Vagina, lontana da queste visioni estranianti.
Questa è la copertina e la presentazione della miniguida creata da Emily Silvestri, una giovane grafica e web designer ,  molto vicina alle tematiche come parità, stereotipi di genere e sessualità femminile,  da tempo se ne occupa attraverso mostre come :“Donne ex fabula” -confronto delle donne oggi e le donne nelle fiabe classiche-  e altre, in  collaborazione con Arcilesbica di Pisa.
Pagine divertenti e colorate, contenuti accattivanti che abbattono i moralismi e i tabù ancora presenti sulla sessualità femminile e sulla vagina.
Ho pensato così di farle una mini intervista in modo che lei stessa ci spieghi al meglio da cosa è nata questa splendida idea del “Fuffidiario”, cosa l’ha ispirata e cosa ne pensa dei moralismi presenti nella società italiana.
Emily, da cosa è nata l’idea del “Fuffidiario”?
Pensando di autoprodurmi un libro illustrato, meditavo sulla possibilità di affrontare un tema che potesse interessare il pubblico, ma che non era mai stato pubblicato da editori italiani. Qualcosa di nuovo insomma, qualcosa che gli editori scarterebbero per moralismo o finto moralismo.
L’idea di parlare della “Fuffa” (cioè come chiamo io la vagina) me l’ha suggerita la mia amica Samoa durante una delirante chat notturna. Samoa mi da spesso idee pensando che io poi non le segua. Ma l’ho trovata un’idea perfetta per me! Ho passato tutta la notte e scarabocchiare i possibili contenuti. Ho scoperto che avevo molto da raccontare sull’argomento che non avevo mai visto pubblicato. Tra i quali argomenti poco affrontati che riguardano la vagina, ma che sono nella vita di ogni donna (le mestruazioni, la spiritualità, ecc).
Nel “Fuffidiario” c’è un’immagine che dice, “Stop de-forestation” ; la giornalista irlandese Emer O’Toole,  in diretta ha mostrato le sue gambe e le sue ascelle non depilate da 18 mesi, cosa ne pensi della sua trovata e di questa smania della depilazione totale dei genitali (e non) ?
Sì, l’ho vista e l’ho trovata molto coraggiosa e ribelle. Penso che la smania di depilarsi sia esagerata, ok depilarsi per estetica, ma se una donna non si fa la pulizia del viso non le viene detto che “fa schifo”, come succede ad una donna pelosa. Perché “che schifo” se è la natura? Non è solo l’idea della trascuratezza, credo che sotto sotto ci sia il rifiuto di pensare alla donna come nata dalle scimmie e quindi di pensarla selvaggia. Cosa che agli uomini è concessa, gli uomini possono essere animaleschi e selvaggi.
Il tuo “Fuffidiario” è anche un modo per abbattere il moralismo, come spieghi anche nella presentazione, pensi ci siano ancora molti tabù in Italia sulla sessualità femminile?
Sì credo ci siano molti tabù. Della sessualità femminile se ne parla solo in ambito medico o pornografico. Sono due ambiti limitati che non possono contenere una visione femminile. Se si pensa che i dottori e i registi porno dettino regole per la sessualità femminile poi… no assolutamente, noi donne dovremmo parlare di più della NOSTRA sessualità, chi meglio di noi?
Ho una visione umoristica della mia vagina, trovo che l’umorismo abbatta più facilmente i tabù, per questo “il Fuffidiario”  non poteva che essere comico.
La tua guida è molto colorata e accattivante, un linguaggio molto semplice e divertente, un modo per avvicinare le giovanissime alla conoscenza del proprio corpo e della propria sessualità. Cosa pensi che serva per alzare il livello di  consapevolezza nelle giovanissime ?
Da quello che vedo le nuove generazioni sono molto disinibite sessualmente. Probabilmente per la sdoganamento del porno nei media (anche se non ammettono che è porno, parlano del porno continuamente). Ma la pornografia è artefatta per esigenze di produzione, ed è artefatta da quello che i registi/fotografi porno pensano sia il gusto sessuale maschile nei momenti solitari. Per questo non si può imparare qualcosa sulla propria sessualità dal porno, o solo da quello. 
Più che mai c’è bisogno di una educazione sessuale ben fatta e mirata. L’umorismo, come dicevo, abbatte i tabù, aiuta una lettura difficile e smorzerebbe la freddezza di una guida medica sulla sessualità, perché è un aspetto che ci coinvolge molto molto più emotivamente del sistema digerente!
Il Fuffidiario è un’autoproduzione in vendita negli stand di happy-brains (nelle fiere del fumetto), oppure potete contattare l’autrice a info@puffsbuff.com e qui trovate il suo blog e le sue illustrazioni!

venerdì, agosto 31, 2012

LA BIENNALE DI VENEZIA esprime ancora l'AVANGUARDIA ?


la Biennale di Venezia



La Biennale di Venezia


Dal 1895, oggi pluridisciplinare 
La Biennale di Venezia ha sede a Ca' Giustinian (San Marco, 1364/A), e da oltre un secolo è una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. Fin dalla sua origine (1895) è all'avanguardia nella promozione delle nuove tendenze artistiche, e organizza manifestazioni internazionali nelle arti contemporanee secondo un modello pluridisciplinare che ne caratterizza l'unicità. Si colloca ai vertici mondiali per la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, per l'Esposizione Int.le d'Arte e la Mostra Int.le di Architettura, per i Festival di Musica e Teatro, e  per il più recente Festival di Danza.





FONDAZIONE SOUTHERITAGE PER L'ARTE CONTEMPORANEA 
alla 13. Mostra Internazionale di Architettura / La Biennale di Venezia 
- 29 agosto > 25 novembre 2012

Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea grazie alla specificità delle sue esposizioni sulle ricerche estetiche contemporanee nazionali e internazionali, partecipa su invito alla Mostra Internazionale di Architettura, diretta da David Chipperfield e intitolata Common Ground.

Presso il Padiglione Italia curato da Luca Zevi, concepito quest’anno come una promenade attraverso i territori dell’architettura, della green economy e della cultura, la Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea è stata selezionata a partecipare all’Esposizione/Evento nell’ambito della mostra Re-Made in Italy, nel progetto a firma di Luca Diffuse, riunente quelle esperienze culturali che, come la Fondazione SoutHeritage, in una visione innovativa, fanno dell’Italia un Paese dotato di bellezze che diventano luoghi sperimentali in cui la cultura contemporanea, messa in relazione con il territorio, diventa occasione di progetti innovativi per il XXI secolo.

Grazie al suo concept fondativo, focalizzato sull’importanza dell’eredità storica del nostro Paese e dell’operare sul concetto di spazio e strutture esistenti, la Fondazione SoutHeritage, è stata scelta come realtà d’innovazione che valorizza il patrimonio culturale in chiave contemporanea grazie alla visione inedita in termini di apparato espositivo-curatoriale che accompagna la fondazione fin dalla sua istituzione e che ha permesso di allestire i vari progetti culturali proposti, oltre che nei propri spazi anche in luoghi storici e simbolici della città di Matera e della regione Basilicata, contribuendo alla vivificazione della memoria storico-architettonica, in un momento storico in cui è ampio il dibattito sui luoghi dedicati all’arte e alla cultura, intesi sempre più come spazi di progettazione e sperimentazione piuttosto che semplici contenitori.

Una promenade dunque, quella del Padiglione Italia, dove sfileranno in un percorso di scoperta: architetture, istituzioni, politica, finanza, ricerca, economia, in un quadro di continuo scambio e dialogo in cui la Fondazione SoutHeritage si riconferma luogo ideale per progetti culturali tra percorsi diversi e multiformi, che concorrono a creare occasioni per la partecipazione del territorio lucano al dibattito culturale nazionale e internazionale.


L’Esposizione sarà aperta ai Giardini e all’Arsenale di Venezia dal 29 agosto al 25 novembre (vernice 27-28 agosto).
La cerimonia di premiazione si svolgerà mercoledì 29 agosto 2012.
www.labiennale.org/it/architettura/mostra/13mia
/www.labiennale.org/it/architettura/mostra/biglietteria
www.southeritage.it





rdo Sciascia su Pasolini