TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

giovedì, luglio 29, 2010

LUIGI DE MARCHI E'ANDATO VIA...

... ci ha lasciato però i suoi scritti, che sono un vero concentrato di indicazioni operative per orientarsi nella comprensione di questa nostra cosiddetta società moderna in direzione di un futuro umano possibile, a patto che ciascuno sappia impegnarsi a ri-conoscere le radici delle contraddizioni che diversamente rischiano fortemente di decretare la distruzione della cultura e della stessa specie umana.
Perciò invito la gente di buona volontà a intraprendere la lettura di quanto ci ha lasciato in eredità, sono certa  che ne trarrà utile alimento per la mente e per il cuore,oltre a scoprire che al di là delle squallide arene mediatiche esistono persone capaci di grandezza culturale assolutamente preziose.

Un altro amico se n'è andato e mi mancheranno i dialoghi che intrecciavamo quando riuscivamo ad avere il piacere di incontrarci.. Ciao Gigi.

Alba Montori


 IL SOLISTA


A partire dai primi anni ‘80 De Marchi matura un dissenso profondo nei confronti degli approcci teorici di Reich, Lowen e Rogers (a suo parere incapaci di capire l’enorme importanza della coscienza e dell’angoscia della morte nella genesi delle patologie psichiche umane) e propone nel 1984 una nuova teoria della cultura e della nevrosi in un libro ("Lo shock primario", Ed. 2002, Rai-Eri).
Nel 1986 fonda a Roma l’Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale, che tuttora dirige.
Pioniere europeo della ricerca psico-sociale, De Marchi è Presidente Onorario della Società Italiana di Psicologia Politica. I suoi contributi essenziali in questo campo sono stati:
1) la fondazione della Psicopolitica (un metodo di analisi psicologica dei grandi fenomeni socio-culturali, che da trent’anni propone una “lettura” di tali fenomeni radicalmente diversa, appunto psicologica, da quelle di carattere marxista, idealista o istituzionalista finora prevalse, con risultati fallimentari, nelle scienze sociali e politiche tradizionali);
2) l’elaborazione d’una nuova Psicologia Politica Liberale e d’una Teoria Liberale della Lotta di Classe, decisamente in contrasto con la vecchia psicologia politica di matrice marxista e francofortese.

Dai primi anni ‘90 De Marchi si interessa anche al teatro e alla televisione, creando programmi di cui Federico Fellini scrisse nel ‘92: "Ecco una nuova televisione culturale di cui c’è, oggi, estremo bisogno". Per oltre due anni ha condotto un programma di psicologia su RaiUno. Paolo Guzzanti ha scritto di lui: "De Marchi è un felice incrocio tra Bertrand Russell e Woody Allen".
Luigi De Marchi è sempre stato in prima linea nella sensibilizzazione sui rischi dell'esplosione demografica.
 
A partire dai primi anni ‘80 De Marchi matura un dissenso profondo nei confronti degli approcci teorici di Reich, Lowen e Rogers (a suo parere incapaci di capire l’enorme importanza della coscienza e dell’angoscia della morte nella genesi delle patologie psichiche umane) e propone nel 1984 una nuova teoria della cultura e della nevrosi in un libro ("Lo shock primario", Ed. 2002, Rai-Eri).
Nel 1986 fonda a Roma l’Istituto di Psicologia Umanistica Esistenziale, che tuttora dirige.
Pioniere europeo della ricerca psico-sociale, De Marchi è Presidente Onorario della Società Italiana di Psicologia Politica. I suoi contributi essenziali in questo campo sono stati:
1) la fondazione della Psicopolitica (un metodo di analisi psicologica dei grandi fenomeni socio-culturali, che da trent’anni propone una “lettura” di tali fenomeni radicalmente diversa, appunto psicologica, da quelle di carattere marxista, idealista o istituzionalista finora prevalse, con risultati fallimentari, nelle scienze sociali e politiche tradizionali);
2) l’elaborazione d’una nuova Psicologia Politica Liberale e d’una Teoria Liberale della Lotta di Classe, decisamente in contrasto con la vecchia psicologia politica di matrice marxista e francofortese.
Dai primi anni ‘90 De Marchi si interessa anche al teatro e alla televisione, creando programmi di cui Federico Fellini scrisse nel ‘92: "Ecco una nuova televisione culturale di cui c’è, oggi, estremo bisogno". Per oltre due anni ha condotto un programma di psicologia su RaiUno. Paolo Guzzanti ha scritto di lui: "De Marchi è un felice incrocio tra Bertrand Russell e Woody Allen".
Luigi De Marchi è sempre stato in prima linea nella sensibilizzazione sui rischi dell'esplosione demografica.


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