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martedì, aprile 10, 2018

Piero Montana sull'opera di Natale Platania.

Natale Platania. La forza dell’avanguardia.

Natale Platania ammiratore, estimatore di Marcel Duchamp, a lungo ne ha subito il fascino cimentandosi in diversi, numerosi ready made, sia pure, come li chiama lui, rettificati.

Docente di scultura e di videoscultura all’accademia di Belle Arti di Catania già dal 1988, l’artista nel 1986 è tra i fondatori di Nuovorganismo, un’associazione di pittori e scultori siciliani, che proprio ventidue anni fa in quella che a Bagheria allora si chiamava galleria Acefalo, da me diretta, espose una mostra del suo gruppo intitolata “Focus” , dove per l’appunto si intendeva letteralmente mettere a fuoco quelle che erano le spinte innovative e più avanzate dell’arte contemporanea in Sicilia che in quegli anni a Catania si manifestavano, avevano luogo. Di “Focus” permane ancora tutt’oggi nella mia sede espositiva un’opera assai interessante, alludente all’eros, un trittico in cemento francese realizzata proprio da Platania.

La casa normanda di Madame Legendre

Di questo artista catanese d’avanguardia sempre alla ricerca di nuove soluzioni formali e plastiche, dobbiamo però dire che soprattutto in tutti gli anni novanta, non poteva non risentire dell’influenza di correnti quali l’arte povera e l’arte concettuale. Per quanto riguarda la prima ne è un esempio un’opera, in mostra purtroppo non pervenuta, La casa normanda di Madame Legendre, in cui l’artista utilizzava molto liberamente materiali assai diversi quali il cemento ed il muschio, per quanto riguarda la seconda ( l’arte concettuale) potremmo citare tra tutte l’ opera senza titolo con scritte assai poetiche e ripetitive come una nenia, quali “amore di luna, amore di cometa, amore d’oro” incise su una lastra di ferro e dentro una spessa cornice in legno.


 Ma già opere notevoli del nostro artista catanese in mostra sono Una pupilla per ogni occhio, Ninfee e Suono realizzate tutte nel 2014 con tecnica mista su tavola e per quanto riguarda Suono con tecnica mista e bronzo su tavola. In queste opere Platania va al di là di Duchamp, alla ricerca di una forza primitiva, tribale ed atavica che trova espressione in forme tutte circolari, concentriche che soprattutto in Ninfee si espandono sulla superficie di un quadro che diviene contemporaneamente pittura e scultura. In questa fusione di pittura e scultura troveremo spesso gli esiti migliori della ricerca di Platania che all’avanguardia contribuisce con qualcosa di personale, con qualcosa che ha che fare con la forza intesa come pesantezza, come spessore di una materia congenita alla profondità del sostrato delle cose oggetto del nostro esperire.
 Alla continua ricerca di questa potente dimensione delle cose Platania non realizzerà più semplici pitture, ma una sorta di bassorilievi appesantiti da materiali quali il ferro o il bronzo. La forza delle cose di cui Platania è mentore sovverte la concezione comune dell’opera, perché ne schiaccia anzitutto il soggetto. E’ qui che Platania inventa la poetica che più gli è congeniale nella messa fuori scena del soggetto operatore.

Non c’è nulla di più avanguardistico che tentare nuovi spazi esplorativi di un fare arte in cui il soggetto, l’io, l’identità schiacciata dalla pesantezza della materia, cozza contro un venire a galla di un es, di un impersonale asoggettivo, che a chiamarlo semplicemente inconscio perde molto d’attrattiva. Già, perché nell’arte quel che più conta non è la ripetizione del medesimo, in cui l’ego mantiene stabile e fissa la sua dimora.
Nel fare arte, come nel far poesia è in discussione la regola, la normalità, la prassi diurna di un senso a noi costantemente fedele e familiare. Nel fare arte non è lo stile che ci contraddistingue e ci rende riconoscibili, nel fare poesia ed arte è venir meno alla visibilità del riconoscimento per l’affermazione di intuizioni e pulsioni che hanno a che fare invece con l’Essere con la E maiuscola, ossia con ciò che intimamente ci possiede, succubi nel fare arte di visioni, contemplazioni, esperienze, comunioni mistiche e dionisiache, che hanno qualcosa di trascendente e che religiosamente impongono il silenzio, quel silenzio che un logico, un filosofo come Wittigenstein ha sempre raccomandato, imponendo a noi quel che è più di una raccomandazione e che presto detto semplicemente suona così: “su ciò su cui- cito a memoria- non si può parlare, occorre tacere”.

Nelle opere migliori di Platania, in quelle opere moderne, avanguardistiche, in quelle opere rivoluzionarie che ancora, come in “ Comunismo postcontemporaneo” parlano di rivoluzione artistico-politica, pure noi avvertiamo l’esigenza di un fare pittura- scultura in un senso inequivocabile, in un senso in cui rigore, pulizia, essenzialità sono fondamentali, pur in quella libertà formale- Giulio Turcato insegna- che non prescinde dall’impegno politico, rivoluzionario. Ma per chi nietzschianamente non crede in nessuna religione, fosse pure quella del sole dell’avvenire, per chi pure è figlio dei tempi ed ha la consapevolezza di vivere in epoca post moderna, in un epoca in cui più che al tramonto dell’Occidente, abbiamo assistito al tramonto delle ideologie, al tramonto di Dio e degli Dei, con Platania non può non condividere la passione per l’arte in una logica che però non è più quella del senso e del ritrovamento dell’io a cui esso (il senso) è subordinato.
L ‘arte non è fabbricare oggetti che possono renderci la vita più comoda. L’arte è un fabbricare altro. Quell’altro che ci porta autenticamente ad esperire la forza dell’Essere dominante che aborrisce una logica che non è stata mai quella mercantile, giacché fare dell’arte una merce comune si rischia parecchio a farne oggetti di volgare uso pratico e funzionale a quel logos, che Platania ed ogni vero artista intende sovvertire.

Senza titolo( gesso e minerali)

Vedete io non ho una galleria d’arte, io non ho una bottega, ma un centro d’arte e cultura che presto si trasformerà in fondazione Piero Montana. Io non ho interessi economici da difendere, pur sapendo che con l’arte oggi pur si mangia. Ma io devo confessarlo: con l’arte non ho mai mangiato, così pure credo Platania che ha sempre avuto altre ambizioni di quelle di un abile mercante d’arte.
Io che oggi metto a disposizione dell’artista catanese questi miei spazi espositivi, credo nella sua Arte. Opere che è difficile definire, scindere in pittoriche o scultoree. Opere come Senza titolo 1997 (gesso e minerali su tavola), (Zettel) 1993 (argilla bianca), Come le sedie in una sala d’aspetto 2016 (terracotta patinata) mi convincono che Platania è una presenza assai innovativa ed importante nel panorama odierno dell’arte contemporanea. Per questo motivo, attraverso la pubblicazione di queste mie due paginette, invito l’assessore alla cultura della città di Bagheria, Romina Aiello, a farsi promotore presso il comitato direttivo del Museo Guttuso affinché esso accetti in lascito da Platania qualche opera significativa da esporre al secondo piano di Villa Cattolica.

La mostra Natale Platania. Opere 1993-2017 al Centro d’arte e cultura “ Piero Montana” in via B. Mattarella n° 64 a Bagheria (PA) è aperta tutti i giorni ( esclusa la domenica) dalle ore 18 alle 20 fino al 30 aprile.

Piero Montana

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