TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

lunedì, giugno 26, 2017

MARTA RUSSO: NEL VENTENNALE DELL'OMICIDIO, SU AMAZON UN LIBRO-INCHIESTA DI VITTORIO PEZZUTO

  Ricordo bene il fatto, una docente mia amica e collega era cugina carissima di Marta, che divenne così una amica anche per me. Praticamente perciò, al di là dei media, ebbi notizie su tutta la questione quasi in diretta, come di ciò che ne seguì, e sono ancora sconvolta per l'imperizia ( gentile eufemismo) posta da chi doveva indagare fin dall'inizio. Imperizia e un'incredibile approssimazione che portarono inevitabilmente a una serie di processi più mediatici che indiziari, da cui non scaturì nessuna verità, se non quella, per l'appunto, della morte di una giovane studentessa di nome Marta Russo.
 Purtroppo una conclusione  non unica ma tristemente ricorrente nel panorama dei delitti italiani del dopoguerra, al punto di diventarne regola.
Perché, come sosteneva l'ispettore Maigret, le prime 24 ore dopo il delitto sono fondamentali per capirne le dinamiche e individuare il colpevole.
Questo libro-inchiesta vuole aiutare a capire quello che è accaduto a Marta, ma forse è più corretto dire che vuole aiutare a capire perchè è accaduto.
Credo che sia un bel modo per ricordare venti anni dopo questa giovane vita spezzata.
AMg

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"La mattina del 9 maggio 1997 una pallottola colpisce alla testa la studentessa Marta Russo mentre sta passeggiando in un viale dell'Università "La Sapienza".
La sua morte, avvenuta quattro giorni dopo, desta un enorme clamore in tutta Italia. Chi l'ha uccisa, e perché? Ben presto gli inquirenti si convinceranno che a sparare sia stato il dottorando Giovanni Scattone, con la complicità del collega Salvatore Ferraro. Il loro movente? L'assenza di un movente. Ad accusarli vi sono testimonianze controverse e una particella di bario e antimonio trovata sulla finestra dell'aula 6 dell'Istituto di Filosofia di diritto.


 Una storia incredibile, oscura e sfuggente ma anche rivelatrice di un certo tipo di Italia, di un certo tipo di magistratura, di un certo tipo di Università, di un certo tipo di giornalismo.
 La racconta il giornalista Vittorio Pezzuto (già autore della biografia di Enzo Tortora "Applausi e sputi") nel corposo e accurato libro-inchiesta "Marta Russo, di sicuro c'è solo che è morta", il cui titolo richiama quello che il direttore de l'Europeo Arrigo Benedetti volle dare alla clamorosa inchiesta di Tommaso Besozzi che smontò la versione ufficiale sull'uccisione del bandito Salvatore Giuliano.

«Mi sono avvicinato a questa storia senza pregiudizi - spiega Pezzuto - costruendomi un imponente archivio personale che comprende i circa 15mila documenti dell’inchiesta e del processo (interrogatori, perizie balistiche, intercettazioni ambien­tali e telefoniche, trascrizioni delle udienze in Corte d’Assise), tutti i take di agenzia sul caso lanciati dal 1997 al 2015 nonché oltre 8mila articoli ed editoriali apparsi sui maggiori quotidiani e periodici. Ben presto mi sono accorto che i conti non torna­vano: assenza di qualsivoglia movente, arma mai ritrovata, testimonianze dell’accusa fragili e contraddittorie, impossibilità di definire la traiettoria del proiettile, dubbia provenienza della particella di bario e antimonio (per Scotland Yard si trattava molto probabilmente di un residuo di frenatura d’auto), errori fondamentali nella lettura degli orari dei tabulati telefonici, ecc. Su tutto l’esigenza della Procura di trovare un qualsivoglia colpevole per rassicurare l’opinione pubblica già scossa da molti delitti insoluti nella Capitale».

 Il libro di Pezzuto ripropone per la prima volta i tanti "buchi neri" dell'inchiesta nonché i diversi colpi di scena nei diversi gradi del processo che portarono alla condanna dei due giovani. Ma soprattutto, vent'anni dopo quell'omicidio, arriva a una conclusione sconvolgente su un caso che per larga parte dell'opinione pubblica resta ancora inspiegabile.
 Non è forse un caso se tutti i maggiori editori italiani abbiano rifiutato di pubblicarlo, adducendo i motivi più diversi: «Questa storia non interessa più nessuno», «Non avrebbe un mercato», «Ci piace molto ma abbiamo paura di essere citati dai magistrati»...

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Vittorio Pezzuto

Pezzuto ha così deciso di autopubblicarlo, mettendolo in vendita direttamente su Amazon 

(664 pagine, 16,64 euro versione cartacea e 7,99 versione Kindle): https://www.amazon.it/MARTA-RUSSO-sicuro-solo-morta/dp/1545132348/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1495529768&sr=8-1&keywords=marta+russo

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