TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

sabato, settembre 27, 2008

NELL'ITALIA CLERICALE E COMUNISTA UN LIBRO SUI LAICI

MASSIMO TEODORI "STORIA DEI LAICI" Marsilio, Venezia 2008

A chi ha un'età dai quarant'anni in giù il CAF, il "compromesso storico" e il centrosinistra di Moro e Fanfani sono fatti storici molto vaghi. Parlare di "centrismo" o di "regime democristiano" è addirittura astruso. Anche per questo è utile questo libro perchè parla di uomini e di partiti che hanno avuto un ruolo secondario dal punto di vista del potere ma che sono stati portatori di una cultura che ha permesso all'Italia postfascista di essere un po' meno antiliberale, nonostante il protagonismo dei clericali e dei comunisti.

Il libro si presenta con una bella fotografia che ritrae Luigi Einaudi assieme ad Ernesto Rossi ed Altiero Spinelli. Sono tra i protagonisti di quell'epoca, dei primi quindici anni della Repubblica.

Secondo Teodori Gaetano Salvemini, storico, meridionalista, già con i fratelli Rosselli della rivista clandestina 'Non Mollare' e collaboratore della prestigiosa rivista 'Il Mondo', è stato una figura centrale per i laici.

"La collaborazione tra Salvemini e 'Il Mondo' - scrive Teodori - ha lasciato un segno nella storia dei laici nei tre lustri del dopoguerra. Da allora la mancata soluzione dei grandi problemi dell'Italia è dipesa, in buona parte, dall'assenza di una forza laica e liberaldemocratica capace di far sentire i suoi effetti modernizzatori sulla società e sullo Stato. Salvemini con 'Il Mondo', e 'Il Mondo' con Salvemini, cercarono di riempire quel vuoto con la 'terza forza' che non divenne mai un'operante realtà politica, anche se trasmise alle future generazioni il contributo più alto che la cultura politica liberale e democratica abbia espresso nel Novecento italiano, dopo la tragedia del fascismo e fuori dall'illusione del comunismo."

Appunto. La terza forza, il partito-che- non-c'è-stato, il partito della Libertà e della Riforma. Si, ma perché non c'è stato? L'antitotalitarismo liberale è stato stritolato tra il comunismo totalitario e l'anticomunismo reazionario. Lo scontro internazionale tra il blocco del cosiddetto "Mondo libero" e il blocco de"il Paradiso dei lavoratori" ha avuto effetti decisivi sulla lotta politica nel nostro paese.

L'avventura de "Il Mondo" ha dato i frutti migliori facendo crescere una cultura laica nonostante l'ambiente prevalentemente influenzato da clericali e comunisti. Così si spiegano le riforme modernizzatici degli anni '70 dello scorso secolo, grazie anche all'impegno del piccolo partito Radicale, del suo leader storico Marco Pannella e del PSI di Craxi. Il divorzio, l'aborto, il voto ai diciottenni, la riforma del diritto di famiglia hanno reso meno antiliberale il regime partitocratrico. E dire che le forze politiche laiche o latu sensu "liberali" erano divise ed erano una minoranza quando il consenso popolare veniva raccolto dai clericali e dai comunisti.

Salvemini, in un articolo de 'Il Mondo' del 1953, riportato, in parte, nel libro, ci ha lasciato una descrizione ed una definizione di questi uomini sconfitti ma non domi. Li chiamava "pazzi malinconici" perché dirsi "liberali-democrati ci-socialisti- repubblicani . ci ricorderebbero. tutti i vituperi che accompagnano ormai le realtà separate."

Ma oggi i "pazzi malinconici" potrebbero costituire quel partito della Libertà e della Riforma che ha illuso i laici nei primi quindici anni della nostra Repubblica?

A mio avviso, sì. Anzi sarebbe necessario. Scrive Teodori: " In Parlamento non sono mai stati approvati tanti provvedimenti illiberali - valga per tutte la 'legge 40' sulla procreazione assistita - e non furono mai ostacolate tante leggi liberali - ad esempio sulle coppie di fatto - come nella Seconda repubblica".

Oggi lo scontro a livello mondiale è tra laici ed integralisti. Dice Teodori "è sorta una nuova Guerra Fredda, al tempo stesso geopolitica e filosofico-cultural e". In Italia questo scontro è oscurato da quello più noto: berlusconiani/ antiberlusconian i. Laici ed integralisti, però, sono insediati in ambedue le formazioni. Un soggetto politico "di" liberali potrebbe calamitare moderati e radicali, riformisti e riformatori dei due schieramenti, per sintonizzare la politica nazionale sulla contrapposizione tra laici e integralisti, superando l'immobilista contrapposizione berlusconiani/ antiberlusconian i. Conseguentemente molti, che non si trovano in sintonia con l'attuale contrapposizione, potrebbero essere a loro agio tra i laici permettendo ai "liberali" di tornare ad acquisire almeno il tradizionale quarto dell'elettorato che era da loro raggiunto nel primo quindicennio della repubblica. (bl)

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