TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

martedì, febbraio 20, 2007

Saggio sulla libertà

JOHN STUART MILL "SAGGIO SULLA LIBERTA' " Il Saggiatore, Milano 1997

CONTRO OGNI DISPOTISMO

"Vi è un limite alla legittima interferenza dell'opinione collettiva sull'indipendenza individuale: e trovarlo, e difenderlo contro ogni abuso, è altrettanto indispensabile alla buona conduzione delle cose umane quanto la protezione dal dispotismo politico".

Lo scriveva Stuart Mill nel suo famosissimo saggio "On liberty" del 1859.

Ci siamo trovati oggi, nel XXI secolo, nel bicentenario della nascita di questo grande liberale, di fronte ad una legge che proclamando il "dovere civico" del voto induce l'opinione collettiva ad interferire sull'indipendenza individuale considerando spregevoli coloro che, rivendicando il diritto di voto; invitano a disobbedire al dovere preteso dal potere politico.
Il dovere, ossia l'obbligatorietà del voto è stato sempre richiesto da quei regimi politici che ritenevano formale la volontà popolare e che serviva solo a ratificare le scelte che i gerarchi avevano già compiuto per conto dei sudditi.
Per questo l'invito a disobbedire alla pretesa del regime è stato un atto da liberali.

Il "Saggio sulla Libertà" contiene la denuncia del pericolo della "uniformità" della società civile e della "tirannia della maggioranza".

Il rimedio è la libertà di parola che è l'unica salvaguardia delle differenze delle opinioni.

"Nella nostra epoca - scrive Mill - il semplice esempio di anticonformismo, il mero rifiuto di piegarsi alla consuetudine, è di per se stesso un servigio all'umanità. Proprio perché la tirannia dell'opinione è tale da rendere riprovevole l'eccentricità per infrangere l'oppressione è auspicabile che gli uomini siano eccentrici".

Quanto è simile ad una famosa esortazione di Pasolini questa frase.

Pasolini esortava i radicali ad essere sempre "irriconoscibili".
Per questo le istituzioni dovrebbero garantire la vita delle opinioni eccentriche.
Per questo non sono liberali quelle istituzioni che, soffocando l'anticonformismo, lo rendono deplorevole.

"...il valore di uno stato è il valore degli individui che lo compongono...uno stato che rimpicciolisce i suoi uomini perché possano essere strumenti più docili nelle sue mani, anche se a fini benefici, scoprirà che con dei piccoli uomini non si possono compiere cose veramente grandi".

De Ruggiero, nella sua storia del liberalismo europeo, giudicò il saggio di Mill "suggestivo, eppure manchevole, che si appiattisce a poco a poco, e lascia infine un'impressione di scontento e di vuoto.
Sarà stato il suo hegelismo ed il suo storicismo a fargli avere questa impressione, invece, al sottoscritto, l'impressione di "vuoto e di scontento" lo danno le istituzioni e la società presente: l'eccentricità viene sempre deplorata. (bl)

(Aggiornamento di "Siate irriconoscibili" pubblicato da "Idea Liberale" n. 11, giugno-luglio 1998)

SOMMARIO: I. Introduzione - II. Della libertà di pensiero e discussione - III. Dell'individualità come elemento del bene comune - IV Dei limiti all'autorità della società sull'individuo - V. Applicazioni

GIOVANNI SARTORI "MALA COSTITUZIONE" Editori Laterza, Roma - Bari 2006.E ALTRI MALANNI

Questo libro del prof. Giovanni Sartori raccoglie gli articoli scritti per il "Corriere della Sera" in questi ultimi tempi.
Soprattutto si parla della nuova "Costituzione", elaborata dal governo Berlusconi, che potrebbe essere abrogata da un referendum.
E la nuova battaglia, per Sartori la più importante di tutte, è proprio sulla "mala Costituzione".
I tempi cattivi, oggetto della precedente raccolta di articoli ("Mala tempora") perdurano e promettono di continuare.
L'essere caduti dalla padella del "mattarellum" nella brace del "proporzionellum", con il rischio di un ritorno al finto maggioritario appena sostituito con il finto proporzionale, promettono tempi grami per la governabilità.
Sartori afferma, e sul punto concordo, il sistema elettorale è sempre all'inizio.
Infatti è il sistema elettorale che struttura il sistema partitico, perciò una buona governabilità può essere assicurata da governi anche di coalizione, purché vi sia un partito che abbia la forza di detenere la leadership e di resistere ai ricatti degli alleati.
La debolezza dei governi di coalizione, come è conosciuta dalla tradizione nazionale, dipende dal fatto che le maggioranze sono più algebriche piuttosto che aritmetiche.
E queste maggioranze sono il frutto di cattive leggi elettorali. Perciò è indispensabile una legge elettorale seria quale premessa per strutturare un sistema partitico coerente con il buon governo.
Naturalmente Sartori ha le sue preferenze.
Sartori affronta, nei suoi articoli, altri "malanni" quali l'attacco delle gerarchie ecclesiastiche alla laicità, la sfida della Cina nei confronti dell'Occidente ad alto costo di lavoro, il degrado economico-politico, nonché la denuncia degli errori commessi da coloro che si ritengono antagonisti del governo Berlusconi.
Si tratta di una buona raccolta di articoli che fa riflettere sull'azione politica che dovrà essere realizzata nei prossimi mesi, dopo le elezioni politiche, visto anche l'importante appuntamento referendario che avrà per oggetto la riforma costituzionale varata dal governo Berlusconi. (bl)

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