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mercoledì, novembre 13, 2019

La violenza sulle donne non è solo fisica...Una forma di violenza di cui si parla poco: far passare una donna per matta.

Nei secoli scorsi in alcuni contesti, le donne che avevano qualcosa di diverso o non rispecchiavano le aspettative dell’ambiente in cui vivevano, o non si conformavano, o avevano un modo diverso di sentire, di vedere la vita o di ragionare, venivano chiuse in delle strutture, fatte passare per matte e curate per malattie che in realtà non avevano, ma che esistevano solo nelle menti corrotte di chi stava intorno a loro o semplicemente venivano punite perché percepite strane, diverse o ribelli.

Ovviamente erano abusi che si facevano sempre alle donne, raramente un uomo riceveva trattamenti di questo tipo.

Purtroppo ancora oggi, anche se in maniera meno plateale, in alcuni ambienti ci sono residui di queste mentalità e alcune donne o ragazze percepite come più deboli o strane o diverse, subiscono questo tipo di violenza e vessazione.

In genere questi comportamenti sono tipici delle famiglie o dei contesti dove c’è una persona con disturbo narcisistico o antisociale di personalità o un manipolatore affettivo o una persona violenta o con qualche altro tipo di malattia mentale, ovviamente non riconosciuta e non curata.

Sulle donne ci sono sempre stati degli stereotipi, dei luoghi comuni, fin dalla notte dei tempi, come quello di pensare che siano isteriche o menti inferiori o irrazionali.

Questi pregiudizi sono tipici di ambienti sottosviluppati, di culture regredite o che non hanno strumenti per accettare ed elaborare la diversità.

Si tratta di contesti con dinamiche malsane, dove una persona non può autodeterminarsi, dove ci sono rapporti di dipendenza e c’è un manipolatore che controlla la mente degli altri senza che loro ne siano consapevoli.

Situazioni di questo tipo sono state anche rappresentate nel cinema per esempio; è il caso del film “Gaslight” dove una donna veniva appunto sottoposta a manipolazione mentale da parte del marito con l’intenzione di farla impazzire sul serio.

E proprio con questo termine “Gaslight” si indica una delle forme più subdole e diaboliche che si mettono in atto per far dubitare la vittima della sua percezione della realtà.

Per mettere in atto questi atteggiamenti, le vittime devono avere o devono essere percepite dai manipolatori con determinate caratteristiche di personalità: eccessiva sensibilità, eccessiva empatia, suggestionabilità, scarsa autonomia di giudizio, scarsa consapevolezza di sé, dipendenza mentale dagli altri, poca fiducia in se stesse.

Questi tipi di abuso possono avvenire nei rapporti di coppia così come nelle famiglie di origine.

In alcune famiglie infatti, si pensa solo a soddisfare i bisogni pratici delle persone, ma non quelli emotivi, si trattano le persone come se non avessero un’anima, come se fossero oggetti, trascurandole emotivamente.

Chi ha un’emotivita’ intensa, in questi ambienti, sviluppa disagio e malessere e le cosiddette malattie dell’affettivita’.

L’ambiente non avendo strumenti per capire il disagio di quella persona, la percepisce come “sbagliata” come se ci fosse in lei qualcosa che non va.

In contesti autoritari e oppressivi, se la persona che ha maggiore potere ha disturbi di personalità o atteggiamenti antisociali, se tende a manipolare, a voler apparire perfetta ed a non assumersi le proprie responsabilità, tenderà a scaricare e proiettare colpe, responsabilità e difetti sul capro espiatorio, che in genere è la persona più fragile, con meno potere e senza nessuno strumento di difesa.

Queste donne in genere sono vulnerabili ma forti allo stesso tempo, perché sono intelligenti, oneste e non disposte a tollerare le ipocrisie e le facciate della loro famiglia.

A queste donne viene rovinata la vita e la salute ed anche la reputazione. Vengono sottoposte ad abusi di ogni tipo, viene offesa anche la loro dignità.

Il malessere che viene procurato a queste donne si usa contro di loro e si identifica lo stato d’animo con la loro personalità, come se fossero malate di natura, sfruttando anche la loro sensibilità e fragilità emotiva.

Questo permette a chi ha il potere di deresponsabilizzarsi ed assolversi, ancora una volta a spese del capro espiatorio, che se non subisse ciò che le viene fatto non avrebbe nessun problema.

La persona malsana che innesca per prima questi meccanismi, porta dalla sua parte tutto il contesto familiare, che prende per oro colato tutto ciò che dice il manipolatore o gli regge il gioco, lasciandosi convincere che è la cosa migliore da fare.

Queste sono forme di abuso gravissimo, che rovinano la vittima in modo irreparabile, creando traumi che non basta una vita per risolvere.

Chi mette in atto queste cose non capisce la gravità di ciò che fa e rimane impunito passando spesso anche per vittima.

Le vere vittime non hanno strumenti per proteggersi e farsi dare credibilità ed è inconcepibile che al giorno d’oggi succedano cose che sembrano ormai appartenere ai secoli scorsi.

L’abuso psicologico ed emotivo, di qualsiasi tipo e in qualunque contesto deve essere regolato da leggi più severe e moderne, perché nessuno deve giocare con la mente ed i sentimenti di persone innocenti, perché nessuno è padrone di nessuno e manipolare la mente di una persona fino a creare realmente delle malattie, equivale ad uccidere una persona nell’animo, ad uccidere la sua identità ed a rubarle la vita ed un orrore di questo tipo non può e non deve rimanere impunito.

Delia Martyn – 2019 – Tutti i diritti riservati.

da INTROVERSA DOC

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