TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

venerdì, maggio 20, 2016

Dal blog di Cinzia Sciuto: Femminismo e laicità

Femminismo e laicità

 

Sul sito de La 27ma ora del Corriere.it si può ora leggere un estratto del mio "Manifesto per un femminismo laico e illuminista" uscito su MicroMega 3/2016. Il volume di MicroMega è ancora disponibile in edicola e libreria oppure in versione digitale in ebook e per Ipad. Qui l'estratto pubblicato su La 27ma ora:

Sovente nel dibattito pubblico, quando si parla di sottomissione della donna in relazione a determinate culture (o anche, per fare un altro esempio, di terrorismo di matrice islamica), si aggiunge: sì, ma si tratta di tradizioni culturali, la religione non c’entra. Da un punto di vista laico (che non è sinonimo di non credente, ma significa semplicemente assumere un punto di vista autonomo e indipendente dal contenuto delle fedi), è un’affermazione piuttosto curiosa. Cosa sono infatti le religioni se non parte integrante della cultura? Separare ciò che fa capo alle religioni da ciò che invece sarebbe legato «solo» alla cultura è impresa ardua. La mentalità maschilista e patriarcale dell’Italia degli anni Cinquanta (ma purtroppo ancora largamente diffusa nel nostro paese) ha o non ha anche a che fare con la religione cattolica e con il posto che la donna vi occupa? Certo, sono possibili anche letture alternative e per così dire «femministe» della Bibbia, ma non si può negare che il cattolicesimo dominante andava, e continua ad andare, a braccetto con sessismo, patriarcato, omofobia eccetera.
È parzialmente vero, dunque, che il «nemico» del femminismo e dell’emancipazione delle donne non sono le religioni in sé, ma il patriarcato. E però il patriarcato si combina poi con i diversi elementi culturali, e dunque anche religiosi. E va combattuto nelle sue forme concrete e contingenti, non in una formula astratta. Se il patriarcato oggi va anche a braccetto con l’islam, almeno nella sua forma più diffusa, così come va a braccetto con il cattolicesimo mainstream, va combattuto senza reticenze, puntando il dito anche verso quegli aspetti delle religioni che lo alimentano e giustificano.
Le religioni sono quelle che sono, ossia quelle che si danno storicamente, quelle che vengono praticate, non quelle che vorremmo che fossero. Anche a me piacerebbe che il cattolicesimo fosse soprattutto quello di don Farinella, padre Zanotelli, padre Enzo Bianchi eccetera, ma dobbiamo rassegnarci: il cattolicesimo oggi in Italia è ancora quello di Bagnasco (nonostante Francesco). Così come il cattolicesimo del Medioevo era il cattolicesimo dell’Inquisizione e non si può liquidare la questione semplicemente affermando che quello non era il «vero» cattolicesimo. O meglio, è legittimo che questo lo dica un fedele che vuole rivendicare la purezza della sua fede rispetto alle eventuali manipolazioni del potere, ma da un punto di vista sociale e politico quel che conta è il modo in cui la fede viene praticata qui e ora e la versione più o meno «ufficiale» che ne forniscono le sue principali rappresentanze istituzionali.
Le religioni sono dei sistemi di credenze e riti esattamente come molti altri sistemi di credenze e riti, culturali, politici, sociali, ideologici. Eppure nelle nostre società esse godono di uno statuto particolare...
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