TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

martedì, agosto 05, 2014

MASSIMO TEODORI – MASSIMO BORDIN “COMPLOTTO !” Marsilio, Venezia 2014

Complotto!

Come i politici ci ingannano
Complotto!
«Fumo, soltanto fumo». Così ha replicato Giorgio Napolitano alle accuse di aver complottato a favore di Mario Monti, contro Silvio Berlusconi. Questa è solo l’ultima in ordine di tempo delle fantasie evocate dal complottismo, l’arma più usata dai politici di qualsiasi colore per giustificare le proprie incapacità e ingannare l’opinione pubblica. Il morbo complottistico è così diffuso che nessuno crede più a quel che vede e molti pensano davvero che siamo governati da forze imponderabili. Sono vere o false le versioni che dipingono Berlusconi come vittima dei giudici, Grillo & Casaleggio come agenti di una cospirazione internazionale, Monti come mandato dalla massoneria finanziaria, le ruberie dei partiti inventate dai magistrati e, viceversa, i magistrati ossessionati dal desiderio di tappare la bocca ai politici? In questo libro, Teodori e Bordin rispondono raccontando per la prima volta una controstoria anticomplottistica della Repubblica, che smonta trucchi e abbagli della politica: dai comunisti, che ieri vedevano ovunque le forze oscure della reazione, ai democristiani, che inventavano golpe destabilizzanti solo per rafforzare il proprio potere; dalle cospirazioni eurocapitalistiche alla “bufala” della p2 ad opera del grande “pataccaro” Licio Gelli, dalle teorie sulla perfida mano americana al potere della mafia all’indomani dello sbarco alleato in Sicilia; dalla favola del “doppio Stato” a Gladio e Moro. Persino il processo per la trattativa Stato-Mafia utilizzerebbe scrive Massimo Bordin «schemi logico-interpretativi propri delle cosiddette teorie del complotto». Sullo sfondo la realtà dell’Italia inquinata dallo «stile paranoico» di una politica degradata a teatro dei pupi, qui impietosamente messa sotto accusa. Ma c’è dell’altro: il complottismo, che nasconde la mancanza di seri progetti politici, rischia di spingere ancor più al limite la democrazia italiana, già sull’orlo del baratro.


L’INGANNO DEL COMPLOTTISMO

Comprendere la politica nazionale è sempre più difficile, ed ecco che i detentori del potere e sostenitori dello status quo ricorrono alla tecnica del “complottismo” per giustificare in modo semplicistico quello che sarebbe, altrimenti, addebitabile alla loro responsabilità.
Scrive l’autore: “L’obiettivo di questo pamphlet è di narrare le ragioni per le quali personaggi eccellenti hanno scaricato la responsabilità dei loro fallimenti sul complottismo”

Ad avviso di chi scrive Teodori e Bordin ci sono riusciti rileggendo alcuni episodi della storia di questa repubblica postfascista. Non potevano non riuscirci perché entrambi hanno avuto la possibilità di seguire in prima fila molti degli episodi oggetto di questo libro.

Massimo Teodori, storico e saggista, già Ordinario di Storia degli Stati Uniti, ha insegnato in varie università sia in Italia che negli Stati Uniti. E’ stato parlamentare, eletto nella lista radicale, dal 1979 al 1992. Ha fatto parte di molte commissioni parlamentari di inchiesta su diversi episodi oggetti di questo pamphlet.

Massimo Bordin, giornalista, è stato direttore di Radio Radicale dal 1991 al 2010 e attualmente cura la seguitissima Rassegna Stampa di Radio Radicale che và in onda, in diretta, quotidianamente alle 7,30 del mattino. Collabora a “Il Foglio” e al “Riformista”. Per “Panorama” sta seguendo il processo di Palermo sulla “trattativa Stato - Mafia”
Per esergo il libro ha una frase di Mordecai Richler : “Il mio problema con i teorici della cospirazione è che, se gli dai un dito di porcherie accertate, loro si prendono tutto un braccio di fantasie. O peggio.
Come ai suoi tempi il senatore McCarthy, usano con la più assoluta disinvoltura voci ed insinuazioni” In due parole il libro così si auto-presenta.

Scrive Teodori “Quando la politica si degrada a puro gioco di potere senza contenuti, e le iniziative giudiziarie vanno oltre la ricerca delle responsabilità individuali, le forze interessate a rafforzare le proprie prerogative fanno ricorso al semplicismo del complotto per scaricare su altri le proprie insufficienze e proporsi all’opinione pubblica come vittime”
E’ una osservazione che aiuta a comprendere i meccanismi della politica nazionale, superando il velo del semplicismo della cosiddetta “dietrologia”.

“Complottismo” “significa l’invenzione di complotti immaginari al fine di mascherare la realtà, occultare le responsabilità personali e ostacolare il cambiamento. Il fenomeno si presenta sotto forme consuete: la realtà non è mai come appare perché dietro c’è sempre l’inafferrabile; i burattinai agiscono coperti da una nebulosa di misteri; e i poteri occulti dominano tutto ciò che accade nel mondo.”
Di qui la diagnosi di una malattia che affligge questa repubblica postfascista. “Il complottismo è una malattia che corrompe la politica italiana rendendola ancora più inaffidabile di come già gli italiani la considerano. Il virus ha talmente inquinato la vita pubblica che nessuno crede più a quel che vede, e molti davvero pensano che siamo governati da forze occulte e imponderabili”

Insomma è l’arma dei conservatori per mantenere in piedi questa repubblica postfascista che dà notevoli segni di cedimento. Le riforme strutturali non si fanno non tanto per “complotti” ma perché il sistema politico non vuole autoriformarsi volendo mantenere in piedi lo status, quo ritenendo di poter conservare i propri privilegi.

Alla teoria del complotto fanno riferimento un po’ tutti, da Berlusconi, a Grillo e agli esponenti di Sinistra. E al complottismo fa riferimento anche Marco Pannella, impedendo ai radicali di svolgere quel ruolo di riformatori di cui il paese avrebbe un salutare bisogno.
L’ultimo capitolo è redatto da Massimo Bordin e riguarda la cosiddetta “trattativa Stato- Mafia”. L’inchiesta giudiziaria sembra più una inchiesta storica-sociologica che una istruttoria processuale.  Scrive Bordin: “Un peso indubbio nella vicenda di questa indagine l’hanno avuto leggende spregiudicatamente alimentate. Da chi? Senza riflessi corporativi, si può tranquillamente convenire che esistono giornalisti di fantasia sbrigliata. E’ difficile però trovarne di così malaccorti da mettere nero su bianco  cose…senza sentirsi le spalle coperte dagli inquirenti.”
A questo punto si dovrebbe aprire un altro capitolo sul ruolo della stampa, ancella dei pubblici ministeri, che contraddice in modo eclatante qualsiasi convinzione liberale. Ma di questo se ne parlerà altrove. Per ora si può dire che questo pamphlet è più che sufficiente per descrivere lo stato della nostra democrazia che è tutt’altro che liberale. 

INDICE: Prologo. L’uso politico del complotto – “Fumo, soltanto fumo”, sentenziò Giorgio Napolitano – Silvio Berlusconi. La dittatura dei magistrati. – Grillo & Casaleggio.  Carnefici e vittime – Mario Monti. La cospirazione massonica-finanziaria – Marco Pannella. Il narciso vittimista – Tina Anselmi. La patacca P2 – Il Piano di rinascita democratica. La beffa di Licio Gelli – Enrico Berlinguer. Golpe cileno e golpe Moro. – De Lorenzo, Borghese, Sogno: i complotti immaginari – Gli americani: l’ossessione anticomunista – La sinistra complottista. La leggenda della mafia nello sbarco in Sicilia – Uno strano processo per una strana trattativa di Massimo Bordin – Postfazione personale – Riferimenti bibliografici

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