TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

domenica, gennaio 19, 2014

Libri per il Giorno della Memoria.


 Leggere e ricordare.
 
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 
27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime del nazismo, 
dell'Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno 
protetto i perseguitati.
Ecco tutti i volumi in cui in modi diversi affrontiamo il tema della Shoah.

In punta di stella. Racconti, pensieri e rime per narrare la Shoah
Raccontare ai bambini l’orrore della Shoah e insegnare la tolleranza e il rispetto dell’altro.
Sapore di pace
L’amicizia di due giovani, uno cristiano e l'altro ebreo, contro il pregiudizio e l'odio del diverso.
Leggi razziali in Puglia
I provvedimenti razziali e la persecuzione contro gli ebrei in una regione apparentemente periferica, 
dove lo spirito di accoglienza era già maturato.
Epitaffi scritti sull'aria
Il tragico destino del popolo ebraico in brevi ritratti poetici di cari scomparsi, amici e conoscenti.
 A loro la poetessa premio Nobel per la Letteratura nel 1966 dedica toccanti ricordi.
Benvenuto Max. Ebrei e antifascisti in Puglia
Il romanzo di formazione di un ebreo di Bonn nella Puglia maestra di democrazia e di ideali
 liberalsocialisti.

Per eventuali richieste di presentazioni presso scuole, associazioni ed enti, si prega di scrivere 


 Anna Baccelliere, Liliana Carone
 In punta di stella
Racconti, pensieri e rime per narrare la Shoah
 
Collana: Briciole
  
 
2013, pp. 96 con ill. a colori, € 15.00
ISBN: 978-88-6194-161-8
 
Il libro
L’orrore della Shoah, a distanza di più di mezzo secolo, lo si può e lo si deve raccontare anche
ai bambini, loro stessi protagonisti e vittime. “In punta di stella” è stato progettato, scritto e
illustrato per raccontare l’orrore della Shoah alle giovani generazioni. Ma l’autrice e l’illustratrice
affrontano l’inenarrabile con parole semplici e chiare, con tavole a colori serene e cariche di
speranza, mai crude o violente, e, soprattutto, evitando la spettacolarizzazione del dolore e
delle atrocità. Il libro è una piccola, raffinata antologia di racconti e testi poetici “graduati” per
stile e contenuto, introdotti da pensieri, riflessioni, versi di deportati o sopravvissuti,
corredato di immagini a colori e, nell’ultima parte, di un dizionario semplificato che aiuta a
orientarsi nella crudezza del reale anche con la selezione di fotografie del tempo. Un piccolo
scrigno di risorse didattiche per insegnanti ed educatori che vogliano sensibilizzare i ragazzi,
sin dalla più tenera età, soprattutto in occasione della Giornata della Memoria, alla tolleranza
e alla consapevolezza necessaria del passato.
 Ma è anche un libro che educa al rispetto dell’altro per ogni giorno dell’anno.
 
L'autore
Anna Baccelliere (Grumo Appula, Bari) insegna nella scuola secondaria di primo grado.
Autrice di libri per bambini e ragazzi, tra i numerosi premi nazionali e internazionali conseguiti
ricordiamo il “Premio delle Palme” di San Vito dei Normanni, il “Vileg novella dal Judri” di Udine,
il Premio città di Bitritto, il premio “Sulle ali delle farfalle e dei cigni” di Schwanenstadt (Austria).
Tra i suoi libri: “Il Principe delle Murge”, “Sognando gnomi”, “Freak”, “Due pugni di terra per un
sogno”, “Accidenti alle regole”, “Fabrizio e la rivolta dei giocattoli”, “Scrivere è giocare”, “Alina e
l’orco Ulrico”, “Io, nonno Carlo e la paura”, “Il lupo? Pace fatta!”, “Che fine ha fatto nonno Peppino?”.
 Per i nostri tipi ricordiamo “I grandi non capiscono mai niente. I bambini ci spiegano la vita” (2012),
illustrato con le tavole a colori di Chiara Gobbo.

Liliana Carone, insegnante e illustratrice barese, ha al suo attivo pubblicazioni e partecipazioni 
internazionali. Tra le attività più recenti ricordiamo la Mostra Internazionale di Illustrazione “Fantasia” 
a Bari e le personali “In un mondo piccolo” (Bari, 2007) e “Fantastiche matite” (Biblioteca Nazionale 
di Bari, 2011). Vincitrice di numerosi premi nazionali e internazionali, è impegnata nella promozione 
del libro e della lettura tramite presentazioni e laboratori. Tra le sue pubblicazioni: “La leggenda dell’
olivo” (Lupo, Lecce); “La fragranza del mandarino” (Tolbà, Matera); “Nonna, mi racconti di te?” 
(Edicolors, Genova). Per i nostri tipi ricordiamo, insieme ad Anna Bossi, il suo “L’insalata era nell’orto”
 (2011).

 Angelo Buonsante
 Sapore di pace
 
Collana: Romanzi e racconti
  
 
2009, pp. 120, con illustrazioni in b/n, € 15.00
ISBN: 978-88-6194-073-4
Leggi un estratto
 
Il libro
Prefazione di Michele Loconsole La storia dell'amicizia tra due ragazzi, Nino e Giosuè – uno
cristiano, l'altro ebreo – in un tempo, la seconda guerra mondiale, e in un luogo, la Puglia, che
diventano universali.
Nino, il protagonista, è un adolescente che ha vissuto sulla pelle le drammatiche trasformazioni
che si accompagnarono alla affermazione, prima, e alla caduta, poi, del regime fascista, senza
lasciarsi mai intimidire dalla violenza e dalla brutalità che colpì chi cercava di sottrarre al martirio
uomini e donne, bambini e anziani di religione ebraica. Nonostante l'odio insanabile, che perseguitò
le famiglie ebree, e la guerra, che dilaniò le relazioni tra chi, a un tratto, si trovò a essere additato
come "il diverso", Nino e Giosuè riuscirono a tenere saldo il loro legame. Nino racconta gli anni
intensi del secondo conflitto mondiale, come in un diario, in prima persona. Il suo passare da
spensierato adolescente, che vive con la sua famiglia il tranquillo alternarsi delle domeniche con
gli amici e gli impegni scolastici, a unico uomo di casa. La guerra priva Nino del padre, del fratello
maggiore, del primo amore, della fiducia in un futuro da ricostruire con coraggio, affrontando le
paure del presente con la forza della fratellanza e della solidarietà. L'insegnamento è che, quando
si riescono a superare gli atavici pregiudizi che pongono irrazionalmente gli uomini l'uno contro l'altro,
diviene possibile riscoprire il significato della parola pace.
 
L'autore
Angelo Buonsante nasce a Conversano, in provincia di Bari, nel 1959. Comincia giovanissimo a
frequentare gli ambienti culturali e cattolici della sua città e, durante gli anni del liceo, si dedica
alle problematiche sociali come educatore nell'Azione Cattolica. Nel 1972, approda a Radionorba
e, fino al 1979, è autore e conduttore di programmi radiofonici a sfondo culturale. Dopo la laurea
in lingue straniere, e un'interessante esperienza come pubblicista, comincia a svolgere traduzioni
per agenzie di servizi e importanti centri di traduzione. Il suo primo romanzo, nel 2005, "False
Chimere", ottiene un successo di pubblico e di critica, in particolare presso docenti e alunni delle
scuole pugliesi.

 Vito Antonio Leuzzi,
Mariolina Pansini, Giulio Esposito
 Leggi razziali in Pugliacon testimonianze e documenti
 
Collana: Storia e Memoria
  
 
2009, pp. 224, € 18.00
ISBN: 978-88-6194-047-5
 
Il libro
Quali furono, in Puglia, le conseguenze della legislazione antisemita, varata dal fascismo in
Italia tra l'estate e l'autunno del 1938? E quali settori della società privata e della vita pubblica
colpì maggiormente? Questo volume ricostruisce i provvedimenti razziali, la propaganda e la
persecuzione contro gli ebrei in una regione apparentemente periferica, dove invece lo spirito
di accoglienza aveva schiuso gli orizzonti e maturato fermenti culturali. Ad alimentarli
ulteriormente provvedeva la presenza e l'attività editoriale di casa Laterza e di altri poli di
irradiazione. La narrazione, che attinge a testimonianze e documenti in parte inediti, ripercorre
le vicende tragiche di famiglie e persone, ma si accentra in particolare su settori e istituzioni
di rilevante interesse pubblico: la scuola e l'università, che videro l'espulsione dei docenti ebrei,
il mondo dell'informazione, con particolare attenzione alla funzione assunta dalla "Gazzetta del
Mezzogiorno", quotidiano nazionale, diffuso soprattutto in Puglia e nelle regioni limitrofe. In
queste pagine, l'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea
perfeziona indagini avviate una decina d'anni fa, in collaborazione con l'IRRSAE Puglia, l'Archivio
di Stato di Bari e diversi organismi scolastici. I risultati di questa nuova pubblicazione, che
include, tra le altre, le testimonianze di Max Mayer, Laslo Brull, Michele Cifarelli, Tommaso
Fiore e Vera Levi Finzi, costituiscono un'occasione di riflessione sul complesso fenomeno del
razzismo e dell'intolleranza, tipici del totalitarismo fascista, che ha avuto effetti rilevanti anche
nella realtà pugliese alla fine degli anni Trenta.
 
L'autore
Vito Antonio Leuzzi dirige l'Ipsaic. Autore di saggi sulla Puglia e il Mezzogiorno, ricordiamo, per
i nostri tipi, la cura, insieme a Giulio Esposito, della "Puglia dell'accoglienza" (2006) e "Benvenuto
Max" (2007, in collaborazione con Giuseppina Boccasile). Mariolina Pansini è funzionario
dell'Archivio di Stato di Bari. Ricordiamo, tra i suoi saggi, il contributo a "Puglia e Albania nel
Novecento" (Nardò 2008). Giulio Esposito, ricercatore Ipsaic, insegna nei licei. Tra i suoi lavori,
ricordiamo "In cammino per la libertà" (Bari 2008, in collaborazione con V.A. Leuzzi).

 Nelly Sachs
 Epitaffi scritti sull'aria
Grabschriften in die Luft geschrieben

a cura di Chiara Conterno
 
Collana: Ecart/trace
  
 
2013, pp. 152, € 16.00
ISBN: 978-88-6194-176-2
 
Il libro
Nella sua lirica la poetessa tedesca Nelly Sachs (Nobel per la Letteratura 1966) rielabora il
tragico destino del popolo ebraico. Tra poesie retoricamente elevate e profondamente cupe,
spiccano gli “Epitaffi scritti sull’aria”, brevi ritratti poetici di cari scomparsi, amici e conoscenti,
a cui la poetessa dedica immagini di ricordo. Anche se, virtualmente, Sachs innalza alle vittime
i marmi sepolcrali negati dai carnefici, dietro ai suoi versi percepiamo persone vive. In una
lingua intima e sofferta queste figurazioni cifrate di destini individuali svelano e contemporaneamente
celano frammenti di vite scomparse. Gli “Epitaffi scritti sull’aria” rappresentano una provocazione
per il lettore che, disarmato, si confronta con quel silenzio irriducibile di cui parla George Steiner
in “Linguaggio e silenzio”.
 
L'autore
Nelly Sachs nasce nel 1891 a Berlino, in una famiglia di origine ebraica, assimilata alla società
tedesca.
 Figlia unica, cresce in un ambiente colto, accostandosi alla letteratura e alla musica. Nel 1908,
durante una vacanza con i genitori, si innamora. La relazione viene ostacolata dai genitori e, per il
dispiacere, la giovane cade nell’anoressia, da cui esce anche grazie alle prime prove di scrittura.
Nel 1921 viene pubblicata la prima raccolta di racconti, "Leggende e racconti" ("Legenden und
Erzählungen"). Affrontando per un decennio le persecuzioni nazionalsocialiste, riesce a fuggire
da Berlino soltanto nel 1940. Si stabilisce a Stoccolma, dove vivrà alla conclusione della sua vita.
 Lì conduce una vita parca e traduce poesia svedese in tedesco. Contemporaneamente compone
poesie e redige drammi lirici. Tra i temi della sua lirica vi sono le persecuzioni nazionalsocialiste
e la Shoà, l’esilio, la riflessione sul ricordo e sulla lingua. Fu insignita con numerosi riconoscimenti,
tra cui il Friedenspreis des Deutschen Buchhandels (1965) e il Premio Nobel (1966) che condivise
con lo scrittore israeliano Samuel Joseph Agnon.
 
Il curatore
Chiara Conterno è una studiosa di Letteratura tedesca presso l’Università di Verona. I suoi campi
di interesse sono la lirica moderna e contemporanea, la letteratura tedesco-ebraica, l’opera di
autori migranti e questioni legate alla storia della ricezione. Accanto a saggi su Karl Emil Franzos,
 Nelly Sachs, Else Lasker-Schüler, Vladimir Vertlib e Julya Rabinowich, ricordiamo la monografia
“Metamorfosi della fuga. La ricerca dell’Assoluto nella lirica di Nelly Sachs” (2010) e la curatela
“Weibliche jüdische Stimmen deutscher Lyrik aus der Zeit von Verfolgung und Exil” (2012). Fa
parte del gruppo di studio Giovani Europei/associazione culturale nube ed è attiva nel circolo
Nuovi Meridiani Poetici.

 Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo
e dell'Italia contemporanea (Ipsaic)
 Benvenuto Max
Ebrei e antifascisti in Puglia

a cura di Giuseppina Boccasile, Vito Antonio Leuzzi
 
Collana: Storia e Memoria
  
 
2007, pp. 160, con ill. in b/n, € 12.00
ISBN: 978-88-6194-022-2
 
Il libro
"Mi perdonerai? Te i tuoi siete stati sempre di una importanza molto maggiore sulla formazione
mia di quanto non mi resi conto sino a poco fa. In quel crollo, voialtri eravate il punto fermo, la
saggezza, e il rifugio emozionale per me, giovane rifugiato senza radici vere e proprie. Ed ora
che ancora una volta ho rifatto la mia vita in un altro paese, mi manca acutamente quel che mi
hai offerto in circostanze simili 25 anni fa". Con questi accenti di grande riconoscenza, il 6
gennaio 1959, da Londra, il medico Max Mayer, ebreo originario di Bonn, esule dalla Germania
negli anni Trenta per sfuggire alle persecuzioni di Hitler, si rivolgeva a Tommaso Fiore,
ricordandogli il peso che, nella sua formazione, aveva avuto quel gruppo di intellettuali
liberalsocialisti che l'avevano accolto a Bari, giovane studente di Medicina, indicandogli la via
 maestra della democrazia. Il sodalizio che intreccerà nelle famiglie Fiore, Cifarelli, Canfora,
Laterza, costituirà un' esperienza indimenticabile e centrale anche quando, ormai laureato ed
emigrato in Pakistan e poi a Londra, manterrà i contatti con gli amici e maestri di un tempo.
Quella vicenda esaltante viene ricostruita, insieme alla tragedia di un'epoca, attraverso il
carteggio inedito che, per mezzo secolo, Mayer intrattiene con Tommaso Fiore, Michele
Cifarelli, Fabrizio Canfora, con le loro famiglie e con i giovani antifascisti che gli si raccolsero
intorno. Completa il volume un rapporto sui campi di sterminio che un ebreo olandese consegnò
a Mayer, medico incaricato dall'ambasciata tedesca di stilare le perizie per l'indennizzo delle
vittime del nazismo.
 
Il curatore
Giuseppina Boccasile, già dirigente scolastica, è impegnata nella diffusione della pedagogia
popolare freinetiana e nel Movimento di cooperazione educativa. Tra i suoi saggi, ricordiamo
"Il potere dell'educazione all'immagine per lo sviluppo del linguaggio e della comunicazione"
(1987) e "Quel che resta di Fra' Giacomo" (2007). Vito Antonio Leuzzi dirige l'Istituto pugliese
per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea. Autore di numerosi saggi sulla storia
della Puglia e del Mezzogiorno, ricordiamo, per i nostri tipi, la cura, insieme a Giulio Esposito,
del volume "La Puglia dell'accoglienza" (2006).
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