TUTTI I COLORI di EMMA BONINOgionali Lazio 24-25

mercoledì, novembre 07, 2012

UN INVITO A PENSARE DI PIU’ A NOI STESSI


ARMANDO TORNO   "ELOGIO DELL'EGOISMO"    Bompiani Milano 2012

Scrive, nella conclusione Armando Torno: "Il nostro è un periodo di crisi, o di fine civiltà che dir si voglia, ed è il momento dei piccoli uomini spirituali e delle donne da poco, e quindi del trionfo dell'egoismo"
L'autore non è un sostenitore dell'egoismo ma sa che non lo si può eliminare, tanto vale tentare di conviverci per soffrire di meno.

"La vita è un bene che abbiamo a disposizione soltanto per un certo tempo. Saper amalgamare una giusta dose di egoismo, che…potete chiamare anche amor proprio, con una capacità di distacco dalle cose diventa il vero esercizio del saggio"

L'egoismo si manifesta nell'amore, anzi "La massima forma di egoismo è l'amore. Non amiamo i nostri partner, ma soltanto la loro capacità di amare noi" Questo è l'esergo del libro ed è una frase attribuita allo scrittore polacco Gabriel Laub (1928 – 1998). E nell'amore non c'è certezza. "Nessuno è mai sicuro, come in una partita di poker: c'è sempre una combinazione che può sconfiggere il gioco delle carte che abbiamo in mano. Insomma, dobbiamo amare per vivere, ma di questo siamo destinati a soffrire."
Nell'amore la simulazione appare in tutta la sua solarità. "L'egoista…non cerca slanci di bontà ma in genere, per non subire, si ingegna a organizzare le proprie difese. Le quali, in molti casi, nascono da una simulazione travestita da educazione o da creanza, tanto che non bisogna mai dimenticare quanto l'egoista sappia essere cortese."

Torno indica quale maestro indiscusso dell'arte della simulazione il gesuita spagnolo Baltasar Gracian. Questi  "raccomanda innanzitutto di far dipendere gli altri da sé. L'egoismo del prossimo trova, in tal modo, una sorta di barriera".
Però "L'egoista soffre d'amore o si esalta con maggior partecipazione di un generoso o di uno sprovveduto. Forse perché questo è il sentimento che mette in luce più di altri virtù e vizi, soprattutto quelli legati all'egocentrismo. Chi considera molto se stesso, ha forse maggiore bisogno d'amore, ma ha quasi una necessità di riceverne più del necessario, o quanto meno di lucrarne dosi massicce dalle storie in cui si trova coinvolto."

Riassumendo in questo libro l'autore ha "cercato di raccomandare al lettore di vincere l'ansia e gli affanni, di concedersi un po' d'ozio, di non perdere tempo in cose inutili, soprattutto di non vendersi. Insomma di guardare al proprio egoismo e di attenuarlo per conviverci, senza strafare."

Il libro è scritto da un lettore di ottimi libri e ne suggerisce alcuni e alcuni autori.
Oltre al gesuita Baltasar Gracian suggerisce Tommaso d'Aquino e Dante Alighieri e tre moralisti del mondo antico ovvero Seneca, Marco Aurelio ed Epitteto. Indica, inoltre, due romanzi più importanti di molte opere di filosofia. "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde e "I fratelli Karamazov" di Dostoevskij.

L'autore è un editorialista del Corriere della Sera e questo libro non è un trattato filosofico, ma può essere considerato un manuale pratico di sopravvivenza quotidiana. Infatti alle volte si cerca l'amore con una tale disperazione da dimenticare che anche noi meritiamo amore e poi ci sono altre volte in cui capiamo che si può amare in modo diverso cominciando da noi stessi per poter amare davvero. (bl)

INDICE:
Premessa
– I. Non cedere ad ansia e affanni
– 2. L'ozio e i vantaggi che reca
– 3. Mai perdere tempo
– 4. Non vendere se stessi
– 5. Nessuno è indispensabile
– 6. Come comportarsi con il prossimo
– 7. Due o tre cose che ho saputo sull'amore
– 8. Qualche libro per convivere con l'egoismo e non soccombere.
- Conclusione
– Nota dell'autore
 

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