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martedì, novembre 13, 2012

Da Bepi La Medica: Zingales propone una terza via tra il negare i problemi e il rifiutare il sistema capitalista.

LUIGI ZINGALES "MANIFESTO CAPITALISTA" Rizzoli Milano 2012
UNA RIVOLUZIONE LIBERALE CONTRO UN'ECONOMIA CORROTTA

Perché si legge quel libro e non un altro? I libri si leggono anche per trovarvi "riflessa" la propria vita o i propri desideri.
Ho letto il libro di Zingales per capire se abbiamo una via di uscita dal degrado.
Luigi Zingales, padovano, dopo essersi laureato alla Bocconi oggi è insegnante alla Booth School of Business dell'Università di Chicago e si è trasferito negli USA nel 1988.

L'autore è preoccupato per la trasformazione della politica statunitense: vede segnali di degenerazione del sistema in un capitalismo clientelare all'italiana.
"I mercati liberi e concorrenziali sono i creatori della più grande ricchezza mai accumulata nella storia dell'umanità. - scrive Zingales -
Ma, affinché la loro forza liberi tutta la sua magia, la contesa deve svolgersi ad armi pari e deve essere aperta a tutti gli aspiranti.
Se queste condizioni vengono meno, i mercati degenerano nell'inefficienza dei monopoli. E quando questi ultimi estendono il loro potere sino a condizionare l'arena politica, inizia il capitalismo clientelare.
Nell'ultimo decennio, il settore in cui esso ha conquistato in'influenza preponderante è la finanza."
Cita un grande presidente americano: Thomas Jefferson. "In tutta sincerità ritengo che le banche siano più pericolose di un esercito in armi."
E' la libertà che è in gioco, non solo il denaro.
"Un sistema clientelare reprime la libertà di parola, cancella gli incentivi allo studio, mette a repentaglio le opportunità di carriera. In altre parole, annulla la libertà nella ricerca della felicità (uno degli ideali della dichiarazione d'indipendenza americana). Il clientelismo ha derubato il mio Paese di gran parte delle sue potenzialità di crescita economica e dei grandi benefici che può ricavarne, ha sottratto ai cittadini le motivazioni per impegnarsi nel lavoro. Non voglio che derubi anche gli Stati Uniti."

Secondo Zingales l'economia americana e mondiale sta vivendo una difficoltà che provoca due reazioni. "La prima consiste nel dare la colpa all'economia di mercato e cercare di risolvere i problemi facendo grande affidamento sugli interventi del governo, col risultato di trascurare il fatto che il governo è parte del problema e non della soluzione. L'altra reazione è negare l'esistenza del problema o la possibilità di risolverlo. In alcuni casi questo rifiuto è frutto della scarsa consapevolezza o della disperazione; in altri invece è una strategia subdola per minare ogni istanza di cambiamento."
Vi sono, a livello mondiale due movimenti: da un lato il Tea Party e i suoi epigoni, dall'altro Occupy Wall Street, gli Indignados spagnoli et similia.

Afferma Zingales: "Paradossalmente questi due tipi di movimento hanno molto in comune: non solo sono ostili all'establishment, ma combattono entrambi contro un Leviatano.
Il Tea Party lotta contro il Leviatano rappresentato dal governo.
Occupy Wall Street e i gruppi analoghi contro il Leviatano rappresentato dal grande business.
Quello che non riescono a capire è che questi Leviatani non sono che due facce della stessa medaglia: il male non sta tanto nel mondo degli affari in quanto tale, ma nel grande business monopolistico e politicamente clientelare; il male non è nel governo in quanto tale, ma in un governo esorbitante, pervasivo e corrotto."

L'obiettivo dell'autore è quello di proporre "una terza via tra il negare i problemi e il rifiutare il sistema capitalista."

L'edizione italiana ha una postfazione intitolata "la peggiocrazia".
Zingales così descrive la situazione del nostro Paese:
"In Italia manca una cultura del merito perché non c'è una cultura della legalità…
Se l'Italia non cresce, se è a rischio di default, è perché è stata fin qui governata dai peggiori. Non i mediocri: i peggiori.
Il clientelismo politico e l'economia sommersa hanno trasformato il nostro Paese in una peggiocrazia."

L'autore ricorda il Luigi Einaudi delle "Lezioni di politica sociale". "Il mercato che è già uno stupendo meccanismo scriveva il liberale Einaudi – può dare risultati ancora più stupendi se noi sapremo perfezionare e riformare le istituzioni, i costumi, le leggi, entro le quali esso vive allo scopo di toccare i più alti ideali di vita."

Ecco: le regole del gioco sono fondamentali. Perciò il nostro indica quale regola fondamentale il sistema elettorale uninominale sia a turno unico, con primarie, o doppio.
"Il sistema uninominale crea all'interno dei partiti una forte pressione a scegliere il candidato migliore (e) favorisce anche la stabilità di governo perché, invece di effettuare un sondaggio di opinione, affida un mandato a governare."
Perciò sottolineiamo il significativo sottotitolo del libro: "una rivoluzione liberale contro un'economia corrotta" (bl)

INDICE: Prefazione all'edizione italiana
– Prefazione
– Introduzione
– PARTE PRIMA: il problema
– PARTE SECONDA: soluzioni
– Postfazione all'edizione italiana. La peggiocrazia
– Ringraziamenti
– note

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